ok
invio mail
ok

VARIE

ULTIMA ORA

IL TORDO
Monitoraggio della migrazione primaverile in Italia centromeridionale


(21/01/20)

La necessità di acquisire un livello di conoscenza sempre maggiore attraverso la raccolta di dati e informazioni utili è diventato un elemento imprescindibile per la gestione del patrimonio avifaunistico del Paleartico Occidentale. A tal riguardo è stato pubblicato questo lavoro bibliografico che vuole evidenziare, attraverso l’esperienza degli autori, il fenomeno della migrazione del Tordo bottaccio (Turdus philomelos), grande turdide che rientra tra le specie cacciabili nel bacino del Mediterraneo, in particolare in Italia. In questo volume vengono evidenziate quelle competenze tecnico-scientifiche che, nelle opportune sedi, potranno essere considerate sulla base dei cosiddetti Key-concepts, sempre oggetto di confronti fra Associazioni venatorie, amministrazioni regionali e Commissione europea. Attraverso la scienza e la raccolta dei dati si può dimostrare come l’attività venatoria può non entrare in contrapposizione con i progetti di conservazione. Grazie alle indicazioni fornite dall’Unione europea, da tempo molti seguaci di Diana sono diventati parte attiva nella ricerca sul campo al fine di migliorare la conoscenza del mondo alato interessato da un prelievo controllato e responsabile. Il volume si apre con una descrizione generale sulla biologia e la fenologia del Tordo bottaccio toccando i vari areali di presenza della specie e il suo status. Seguono due capitoli importanti dedicati al prelievo venatorio e alla gestione della specie e, successivamente, sono inserite le ricerche avviate dall’Ufficio Avifauna Migratoria della Federazione Italiana della Caccia con lo scopo di raccogliere dati scientifici necessari per determinare in modo corretto e con buona approssimazione la decade d’inizio della migrazione pre-nuziale nell’Italia centro-meridionale. Gli studi sono stati condotti dal Gruppo Inanellamento Limicoli di Napoli (GIL) e l’attività di ricerca è stata condotta in cinque aree di cattura localizzate in Puglia, Campania, Calabria e Lazio, gestite da inanellatori autorizzati ISPRA e sotto l’attenta guida di Sergio Scebba, ben nota fin dai primi studi condotti per conto dell’ANUUMigratoristi e anche dalla FEIN.  I dati raccolti sono trattati in modo approfondito e poi inseriti in un’analisi conclusiva che lasciamo al lettore il piacere di scoprire. Dopo una ricca bibliografia elencata e consultata, il volume si chiude con gli articoli tecnico scientifici che riguardano le ricerche svolte e pubblicati sulle prestigiose riviste a livello europeo di settore ornitologico. Un libro consigliato a tutti coloro che hanno “sete” di informazioni serie e basate su concetti scientifici che danno un primo chiaro resoconto di come questo grande turdide, tanto amato dagli appassionati e tanto discusso tra coloro che si occupano della sua gestione, vive e si muove sul nostro territorio. Per ricevere il volume di Sergio Scebba, Michele Sorrenti (Federazione Italiana della Caccia – Greentime Editore – Pagg. 95) basta contattare la Greentime Editore: info@greentime.itwww.greentime.it (Walter Sassi)

UN PICCOLO ISPRA


(17/01/2020)

È quello che preannuncia la Regione Lombardia con la costituzione dell’Osservatorio regionale degli habitat naturali e delle popolazioni faunistiche, che ha il compito di promuovere e coordinare le ricerche per la raccolta e l’elaborazione dei dati relativi alla fauna selvatica in Lombardia. Vi è sempre più la necessità di un supporto scientifico all’attività venatoria in Lombardia per monitorare nel tempo la composizione del patrimonio faunistico, elaborare proposte per valorizzare il settore e contrastare le derive ideologiche sul tema della caccia, con iniziative basate anche su valide e solide basi scientifiche. L’Osservatorio è composto – a titolo gratuito – da personalità scientifiche esterne all’Ente proprio per garantire l’obiettività del lavoro. È un luogo di ricerca per elaborare dati e numeri precisi in grado di supportare la Regione nella propria attività istituzionale e legislativa. La caccia è un’attività umana fondamentale per l’equilibrio dell’ecosistema e ha necessità di essere istituzionalizzata per essere svolta al meglio.

COMITATO ESECUTIVO
ANUUMIGRATORISTI


(11/01/2020)

All’ANUUMigratoristi il 2020 si è aperto, come di consueto, con un’interessante riunione del Comitato Esecutivo nel quale è stato predisposto il piano operativo sulla base delle linee informatrici che l’Associazione si prefigge di eseguire ad ogni livello per i mesi a venire.
Per prima cosa è stato approvato il programma della 62a Assemblea nazionale che si terrà a Bergamo sabato 28 marzo 2020 sul tema “Valori ed etica della caccia oggi – una risorsa per la società”, con la presenza di qualificati relatori nella specifica materia, ed è stata riconfermata la “pre-assemblea” del venerdì pomeriggio per ogni intervento inerente alla vita associativa.
Sono state esaminate le criticità dei calendari regionali che devono essere valutate da una più attenta partecipazione di tutte le Associazioni contro interpretazioni giurisprudenziali che vanno oltre lo spirito letterale delle vigenti normative, sempre più collegate alle disposizioni europee soprattutto in difesa delle cacce tradizionali. Particolare attenzione è stata posta alla tutela degli associati, che con tanta fiducia mantengono saldo il legame con l’ANUUMigratoristi, così come alla materia assicurativa e alla difesa legale in linea con un corretto comportamento dei cacciatori sul territorio.
Si è, tra l’altro, confermato il calendario associativo che vede la presenza dell’ANUUMigratoristi alle varie manifestazioni fieristiche, al Campionato europeo d’Imitazione del canto degli uccelli (Marsiglia, 12-14 giugno 2020), agli incontri regionali delle singole Delegazioni e in tutte le altre occasioni nelle quali l’ANUUMigratoristi rappresenta un punto di riferimento nel campo della salvaguardia delle tradizioni locali, anche a livello europeo, come nell’AECT (Associazione Europea delle Cacce Tradizionali) e nella nuova organizzazione per il Mediterraneo Chasseurs du Sud, che va dalla Grecia al Portogallo, con sede a Parigi, nella ruralità, nel campo più vasto della biodiversità e nelle attività di ricerca collegate all’agenzia OMPO (Uccelli Migratori del Paleartico Occidentale).

Ecco un bel ricordo per celebrare i 70 anni del nostro Associato Alessandro Baiguini di Costa Volpino (BG):


(16/12/2019)

Carissimo papà,
la tua passione per la caccia è cresciuta con te da quando da giovane hai deciso di prendere la licenza. Avevi 23 anni e oggi sei un nonno solare e premuroso di 70 anni!!!
Hai sempre vissuto questa passione con responsabilità e costanza: pioggia, neve e capanni in aree impervie non ti hanno mai spaventato e nemmeno le alzate mattutine! Insieme a te per tanti anni c’è stato il nonno: padre e figlio legati da una passione comune, sostegno l’un per l’altro, compagnia nelle lunghe attese dei colpi migliori…
Vederti ancora oggi accudire i tuoi “richiami” con amore e premura, dedicando tante ore al loro benessere, ci fa capire quanto amore metti in quello che fai; da piccoli ci insegnavi a riconoscere le varie specie di volatili, le loro caratteristiche, il loro mangime preferito e oggi trasmetti le tue conoscenze ai tuoi nipoti, speranzoso che un giorno diventeranno dei cacciatori come te.
Ti auguriamo ancora tanti anni felici con il tuo fucile tra le braccia e ti vogliamo immaginare sempre gioioso mentre raggiungi il tuo amato capanno con gabbie in spalla, gabbie tra le mani e sorriso sotto i baffi!
Buon compleanno caro papà!
La tua Famiglia.”

RICOSTITUITO L'INTERGRUPPO BIODIVERSITA', CACCIA E RURALITA' AL PARLAMENTO EUROPEO
(20/12/2019)

https://www.anuu.org/public/ckeditor/data/CS-ricostituzione-intergruppo-Biodiversita-Caccia-e-Ruralita.pdf

IN RICORDO
(19/12/2019)

Se n’è andato in silenzio, senza disturbare nessuno, com’era nel suo stile, Ettore Medani, storico ornitologo e amico di sempre dell’ANUUMigratoristi che lo ebbe vicino fin dai primi momenti in cui la scienza e la ricerca ornitologica stentavano ad entrare nella mentalità delle Associazioni ed era ancora seguita da pochi a livello di attenta cognizione dei fatti della natura, come avveniva, invece, nell’ANUUMigratoristi fin dall’anno della sua costituzione (1958). Ettore Medani seppe trasmettere e condividere questa dedizione con altri “volontari” con i quali iniziò ad esaminare i primi dati che venivano raccolti nei roccoli e negli appostamenti fissi lanciando nel 1994 l’annuale rapporto informativo denominato Sky Way ProjectRicerca nazionale sulla migrazione dell’avifauna. Ebbe il sostegno anche dello scrittore-ornitologo bresciano G.P. Salvini, partecipò alla stesura del Prontuario dell’operatore faunistico-venatorio di legislazione venatoria, edizione speciale per la regione Lombardia, integrando il volumetto con elementi di zoologia, scritto a più mani da L. Castiglioni e B. Quercioli. Nel 1995 fu tra i fondatori dell’AMOV – Associazione delle Manifestazioni Ornitologiche Venatorie – ora nelle salde mani di giovani che guardano le tradizioni locali con occhi tesi al futuro. E non possiamo dimenticare gli innumerevoli articoli che hanno occupato le pagine del periodico Migrazione & Caccia dell’ANUUMigratoristi. Così è stato, Ettore Medani, che sempre ricorderemo: uomo umile, preparato nel campo ornitologico, sempre pronto al dialogo con tutti, indagatore di ciò che lo circondava e profondo difensore delle nostre tradizioni, qualunque esse fossero. 

ANCHE LA LOMBARDIA PERDE POSIZIONI

SULLA SICUREZZA A CACCIA


(16/12/2019)

Fino a qualche anno fa la Lombardia era annoverata tra i “motori d’Europa” insieme a (in ordine di PIL) Baden Wuerttemberg, Catalogna, Alvernia-Rodano-Alpi. La crisi del 2008 ha profondamente modificato la classifica. In totale sono 19 le regioni europee con un PIL pro-capite pari ad almeno il 50% in più della media dell’UE. Nessuna d’Italia, anche se la Lombardia resta, di gran lunga, la più ricca e la più forte fra le regioni italiane, ma è frenata da fattori generali, tra cui – ad esempio – la stabilità e la qualità delle istituzioni e l’eccesso di burocrazia che bloccano la sua posizione all’avanguardia nel circolo europeo delle regioni perdendo posizioni nel rapporto del World Economic Forum 2018. Questa e altre osservazioni nascono da tale annuale analisi e iniziamo a toccarlo con mano anche nel nostro piccolo mondo venatorio in cui la Regione è veramente molto tiepida nella difesa dei suoi provvedimenti che, talvolta, vengono ritardati o mal posti, quasi senza percepire l’importanza della categoria cui si riferiscono. Insomma, una situazione che, rispetto al passato, si sta offuscando allorché alcune Associazioni venatorie – come l’ANUUMigratoristi – stanno prendendo posizione contro questo lassismo, perché pare quasi che le Istituzioni ci stiano confessando che preferiscono non spendere soldi per la tutela dei propri provvedimenti, nonostante siano temi attinenti all’autonomia regionale.
Ci si domanda, allora, quale sia il significato di tutto ciò, che offusca l’immagine di una delle più importanti Regioni europee. Potrebbe anche essere che certi uffici non siano adeguatamente preparati a sostenere una giusta difesa. Ma di questo avremo tempo di parlare in prosieguo, quando saranno trascorsi questi oscuri momenti di incapacità istituzionale, uomini al vertice compresi.
 

AL VIA LA CAMPAGNA STRAORDINARIA

SULLA SICUREZZA A CACCIA


(10/12/2019)

Per l’attenzione che portiamo a questo tema, evidenziamo la campagna straordinaria sulla sicurezza a caccia messa in atto dalla Confederazione dei Cacciatori Toscani (CCT) perché, purtroppo, quando si ha un fucile in mano la prudenza non è mai troppa ed è bene conoscere cose che magari ci sfuggono, come quanto recentemente accaduto a Siena.  Dobbiamo giungere a INCIDENTI ZERO, questo è il nostro messaggio (CCT – ANUUMigratoristi, Franco Bindi, in accordo con la Sede centrale ANUUMigratoristi). “Il tema della sicurezza durante l’esercizio venatorio è, purtroppo, da tempo al centro delle polemiche e degli attacchi anticaccia. Il mondo venatorio è chiamato a svolgere il proprio ruolo per ridurre il numero di incidenti e per dimostrare all’opinione pubblica che, dopo i gravi incidenti di questi giorni, c’è chi opera fattivamente per arginare un problema che riguarda la caccia, al pari di altre attività all’aria aperta. Per queste ragioni, e nonostante una serie di eventi e corsi già svolti e finanziati in proprio dalle Associazioni confederate alla CCT nei mesi scorsi, prenderà il via a dicembre 2019 una “Campagna straordinaria sulla sicurezza a caccia” in tutte le province toscane. Grazie al contributo e alla sensibilità della Regione Toscana si terranno dei corsi organizzati da Federcaccia Toscana in collaborazione con CEDAF e Confederazione Cacciatori Toscani, per informare, formare e preparare il numero più alto possibile di cacciatori sulle principali regole di sicurezza durante lo svolgimento dell’attività venatoria. Un’opportunità fortemente voluta dalle istituzioni e dal mondo venatorio per rispondere nel concreto ad un problema che va affrontato con serietà, preparazione e senso di responsabilità. I corsi sono totalmente gratuiti e saranno tenuti da tecnici faunistici, esperti balistici e personale qualificato. Sui siti web della Federcaccia Toscana (www.federcacciatoscana.it) e della Confederazione Cacciatori Toscani (www.confederazionecacciatoritoscani.it) saranno puntualmente pubblicate e aggiornate le date e le location di svolgimento dei corsi. Invitiamo tutti i cacciatori a partecipare numerosi!”

 

UN MONDO CHE SI RIBELLA

Salvaguardiamo i richiami vivi
(11/11/2019)

Bravo Ministro Costa, finalmente ha ottenuto un grande risultato perché la pratica dei richiami vivi ha avuto il suo passato ma “non deve essere mai più un presente”, mentre il grande, per l’economia italiana, polo industriale di Taranto viene abbandonato! Così annuncia il Ministro in un comunicato istituzionale, che ha più il sapore di un manifesto programmatico di un’associazione animalista, contro la delibera della Regione Lombardia del 31 luglio scorso, diffidata e poi annullata! Tutto ciò avviene mentre 5.000 operai a Taranto rischiano seriamente il licenziamento, o comunque non si farà nulla per l’ambiente, con uno dei principali poli produttivi italiani che andrà in malora e l’ennesimo danno produttivo per il nostro Paese. Intanto, il Governo M5S-PD arranca affannosamente dinnanzi a una situazione economica molto grave. Ancora una volta, se ci sarà l’intervento dello Stato, saranno i cittadini a dover sborsare soldi dalle loro stremate tasche. E noi paghiamo, ma intanto ciò che conta è che i richiami vivi siano salvi grazie all’annullamento della delibera della Lombardia! La decadenza e l’incompetenza dei politici trionfano a braccetto con l’ignoranza, disegnando il declino di un Paese che pare ormai inarrestabile. Osserviamo, purtroppo, un rapido decadimento della conoscenza consapevole, congiunta alla progressiva crisi della crescita economica. Non possiamo accettare un tal modo di fare di questo Governo, che finalmente sembra stia trovando sempre maggiori ostacoli anche nella società civile. La manifestazione del mondo agricolo svoltasi a Roma giovedì 7 novembre, organizzata da Coldiretti contro gli “ambientalanimalisti da salotto”, rappresenta una prova tangibile di questo “risveglio”, onde concedere agli agricoltori di fare gli agricoltori e ai cacciatori di fare i cacciatori. Parole chiare a sostegno di categorie di cittadini che non possono più permettere di essere trattate così!

TAR E CACCIA:
IL CORTO CIRCUITO DELLA GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA
(24/10/2019)

Gli accadimenti del corrente 2019 in materia di caccia e giustizia amministrativa, hanno dimostrato, come forse mai in precedenza, che i TAR sono ormai al pieno corto circuito. Avendo seguito con la massima attenzione tutto quanto è accaduto, dalla Liguria alla Lombardia, dall’Abruzzo alla Puglia e alla Sicilia, non vi è dubbio alcuno che siamo di fronte a una situazione di assoluta emergenza e cerchiamo di spiegare il nostro punto di vista. Innanzitutto, dalla lettura dei dispositivi di ordinanze e sentenze, emerge come spesso non vi sia stata, da parte dei giudici, una lettura attenta delle memorie depositate in sede difensiva dalle Regioni, con l’intervento ad opponendum – cioè a ulteriore difesa delle scelte regionali – da parte delle associazioni venatorie. Sembra, per contro, che venga dato ampio credito ai toni strumentalmente allarmistici e “terroristici” delle associazioni animaliste o ambientaliste ricorrenti, le quali sono senza dubbio maestre nel paventare i “danni gravi e irreparabili” al patrimonio faunistico ove le loro istanze non venissero accolte. Già in questo, peraltro, è sottesa una mentalità francamente offensiva per coloro che amministrano la res publica, scrivendo gli atti e poi approvandoli, in sostanza dipinti come incapaci o totalmente disinteressati (bene andando) al destino delle risorse naturali, svendute alla lobby venatoria per meri interessi elettorali. All’opposto naturalmente si posiziona il ricorrente, paladino dell’equità, della correttezza, della bontà…. In seconda istanza, stupisce che continui a sopravvivere quella che ci sembra divenuta un retaggio d’altri tempi, più confacente a principi autoritari che non vorremmo più vedere circolare nella nostra società, ovvero la possibilità per il presidente del TAR di turno, di decidere in autonomia in fase di esame di istanza di sospensiva, con proprio cosiddetto “decreto monocratico”, ove ravvisi la necessità di un intervento di assoluta urgenza, senza attendere che si riunisca la camera di consiglio del tribunale. Cioè, in soldoni, una persona, per quanto investita di autorevole ruolo, determina da sola, sospendendolo, il destino di un atto e, perciò, le relative conseguenze per una o più categorie di cittadini: ma la vetta dell’incomprensibile si raggiunge ove ciò avvenga inaudita altera parte, ossia senza dare udienza alle ragioni della controparte, che sarebbe l’amministrazione che ha approvato l’atto impugnato. Il che equivale a dire: più i ricorrenti strombazzano di percoli, distruzioni, ecodrammi, più il presidente del TAR rischia di cascare dentro la trappola del decreto monocratico, concedendo lui stesso un’affrettata sospensiva. Poi, per soprammercato, dalla sospensiva monocraticamente concessa senza audire la controparte, si passa alla seduta collegiale per l’esame nel merito del provvedimento sospeso, magari dopo settimane che, nel corso di una stagione venatoria che in fondo dura solo 4 mesi e rotti, significano il consolidamento di un danno morale ed economico, con la possibile beffa finale (assai rara, in verità) dell’annullamento della sospensiva e il ripristino dell’atto: ma intanto, le settimane di caccia perse rimangono tali e nessuno le indennizza ai cittadini coinvolti, men che meno il TAR medesimo… Tutto qui? No. Ci sembra utile evidenziare altri due aspetti: il primo, è la motivazione fondante che sempre più spesso leggiamo nelle ordinanze e poi nelle sentenze di accoglimento dei ricorsi, ossia il prevalere dell’interesse generale alla tutela dell’ambiente e dell’ecosistema. Questo vuol dire che, di fronte a un atto che regolamenta la materia venatoria nell’ambito di quanto le norme vigenti consentono, anche senza alcuna, motivata forzatura, i giudici amministrativi ritengono ormai sempre soccombente l’interesse particulare dei cacciatori rispetto a quello generale, di tutti, rappresentato dalla tutela della fauna selvatica, inquadrata nell’ambiente e nell’ecosistema. Ciò, inutile nasconderselo, porrà in difficoltà sempre maggiori le amministrazioni nelle situazioni di caccia ordinaria, cioè di organizzazione del prelievo venatorio propriamente detto, che non sia un prelievo in regime di controllo faunistico il quale, vice versa, è per sua natura orientato al contenimento delle specie che danneggiano le colture agrarie o che compromettono la salute o l’incolumità pubblica, quindi di per sé rivolto a vasti strati di cittadini, se non tutti e non solo ai cittadini cacciatori. Il secondo aspetto da non più sottacersi, soprattutto perché oggi palese anche ai più distratti, è che i pareri tecnici dell’ISPRA, per quanto fior di sentenze li abbiano pacificamente individuati come “obbligatori ma non vincolanti”, siano invece gradualmente trasformati in atti in tutto e per tutto vincolanti. Se oggi una Regione o altro ente emanano un provvedimento che si discosta anche di poco dal parere dell’istituto, ovviamente motivando il discostamento come giurisprudenza consolidata vuole, pare non vi sia TAR che ritenga tale motivazione sufficientemente solida e tecnicamente valida. Ergo, il provvedimento viene sospeso o addirittura annullato. Possibile, vien da chiedersi, che non esista un’amministrazione in Italia, in grado di motivare come si conviene quanto essa stessa delibera? È possibile, d’altra parte, che l’istituto sia sempre ritenuto la massima espressione di affidabilità e competenza indiscutibile, non mai partigiana, equidistante, infallibile nelle proprie pronunce? Esso risponde alla vigilanza del Ministero dell’Ambiente, che va nella direzione che la politica del momento sceglie… Per chiunque disponga di un minimo di sale in zucca, la situazione di sbilanciamento appare con chiarezza. Fa specie che non ne siano indenni nemmeno tribunali che dovrebbero vivere di terzietà, per quanto orientati dal principio generale di tutela dell’ecosistema, cui prima si accennava. Oltretutto, nell’assurda e stupida immutabilità della legislazione di settore, a colpi di TAR su base ISPRA si sta progressivamente consolidando una serie di modifiche alle norme pur senza minimamente modificarle: ma è normale? Insomma, a noi par proprio che la caccia sia diventata una vera cartina di tornasole per la fiducia popolare nell’operato della giustizia. Sovente ci domandiamo cosa mai potrà accadere nei giudizi inerenti i tanti altri settori della vita quotidiana, anche ben più importanti dell’attività venatoria, dei quali non ci intendiamo profondamente non essendo addetti ai lavori. Di quali e quante parzialità di giudizio saremo tutti “vittime”, animalisti e ambientalisti inclusi, nel nostro essere cittadini di questo paese, senza avere le competenze per esserne consapevoli? Non chiediamo TAR onniscienti perché sarebbe insensato, bensì TAR attenti a tutte le posizioni, propensi all’approfondimento, tempestivi ma non affrettati nelle proprie determinazioni. Chiederemmo pure un legislatore statale più efficiente, aggiornato e pragmatico, più libero da certa ideologia, che sappia fornire alle Regioni delle moderne nome di settore cui solidamente appoggiarsi: ma questa è un’altra storia… 

GUIDA DEGLI UCCELLI D’EUROPA,

NORD AFRICA E VICINO ORIENTE


(17/10/2019)

La “Guida degli uccelli d’Europa, Nord Africa e vicino Oriente”, traduzione italiana della Collins Bird Guide, è sicuramente la migliore guida all’identificazione degli uccelli esistente sul panorama europeo, bibbia per ornitologi, birdwatcters e appassionati. La versione originale ha venduto circa 900.000 mila copie in 18 Paesi. Le mappe e i testi sono del famosissimo studioso svedese Lars Svensson, fra i più competenti e stimati esperti di ornitologia al mondo. Le oltre 4.000 illustrazioni sono dei più eminenti artisti di uccelli del mondo e le didascalie sono molto dettagliate e precise, curate dagli altrettanto noti Killian Mullarney e Dan Zetterström. L’edizione italiana è pubblicata da Ricca editore, già specializzato in testi naturalistici. È stata tradotta da Andrea Corso, Marco Gustin e Alberto Sorace, un team di esperti che hanno adattato i termini inglesi, spesso abusati in maniera gergale, alla lingua italiana. Anche la guida italiana si presenta nel formato da campo (13x19,3 cm.), contenibile nello zaino, e nel formato atlante (31,6x22,2 cm.). La seconda e la terza di copertina presentano un’ottima tavola che illustra la topografia di un passeriforme, sottolineando le zone importanti del piumaggio e delle ali, con la terminologia che viene poi usata nel resto del libro. Dopo l’indice dei contenuti e la prefazione, una breve introduzione descrive la tassonomia, i simboli, la terminologia e tutto quello che viene trattato all’interno del volume. Una parte è dedicata all’uso delle tavole, alla muta del piumaggio e all’identificazione degli uccelli, mentre le pagine successive illustrano e descrivono 713 specie che vivono nell’area del Paleartico occidentale, inclusi anche passeriformi del nord America, 59 specie di visitatori accidentali e 32 specie introdotte dall’uomo e che ora vivono liberamente allo stato selvatico. Unitamente alla descrizione sono presenti le mappe di distribuzione. La tassonomia è aggiornata alla Lista CISO-COI (Fracasso et al., 2009) per le specie nella check-list italiana, o alla Lista Ornitica del Paleartico occidentale (Festari & Castelli, EBN Italia vers. 1.1 01/2011 –Massa et al., 2000). I disegni mostrano tutte le caratteristiche salienti della specie, i diversi piumaggi tra giovani, adulti, maschi e femmine, le variazioni stagionali, i soggetti posati, in volo, in gruppo nel tipico habitat, controluce, ecc.; è presente anche del testo collegato tramite linee alle zone fondamentali per il riconoscimento. Le descrizioni sono brevi ed essenziali ma precise: indicano dimensioni, habitat, distribuzione, comportamento, identificazione e versi e richiami. Ogni famiglia ornitica è introdotta da alcune pagine specifiche che descrivono gli aspetti importanti per l’identificazione, con tavole di confronto e consigli specifici. Il libro si chiude con l’indice dei nomi comuni in italiano e scientifici in latino. Che siate cacciatori, amanti degli uccelli, birdwatchers, fotografi naturalisti, curiosi della natura che ci circonda o anche se semplicemente amate leggere e apprezzare un bellissimo libro illustrato, questa guida non può mancare nella vostra libreria. Può essere acquistata direttamente dal sito internet della casa editrice: www.riccaeditore.it – e-mail: info@riccaeditore.it – tel. (0039) 06 79340534. (Walter Sassi)

Entra e consulta “Il decalogo del cacciatore”, potrà esserti molto utile!


(30/08/2019)

https://www.anuu.org/public/ckeditor/data/DECALOGO-DEL-CACCIATORE_DEF.pdf
 

SILENZIO VENATORIO
(18/07/2019)


Una recente sentenza della Corte di Cassazione (III sez. penale, n. 13645/2016 R.G.,  dep. 21/03/2017) chiarisce, una volta per tutte, che il reato di esercizio di caccia nei giorni di silenzio venatorio è assorbito da quello commesso in periodo di caccia chiusa. Invero, la Suprema Corte ha precisato che non può esserci concorso di reato se un soggetto viene trovato in atteggiamento di caccia (abusiva) durante il periodo di chiusura generale ad un determinato selvatico nelle giornate di martedì o venerdì, ma dovrà essere integrata la sanzione di maggiore gravità che assorbe integralmente quella prevista per il reato minore. In altri termini, se il soggetto viene trovato in atteggiamento di caccia, cioè in possesso di fucile, munizioni e soprattutto della preda catturata, sia pure nelle giornate di silenzio venatorio, ma in periodo di chiusura generale, la pena prevista sarà quella dell’arresto da tre mesi ad un anno o l’ammenda da lire 1.800.000 a lire 5.000.000 (da trasformarsi in euro), cioè quella di maggiore gravità prevista dal legislatore a tutela della fauna non cacciabile nei periodi stabiliti dal ciclo biologico di un selvatico.

CALENDARI VENATORI. SU MORIGLIONE E PAVONCELLA LA CABINA DI REGIA UNITARIA DEL MONDO VENATORIO SCRIVE ALLE REGIONI
(18/07/2019)


Le associazioni venatorie e il CNCN, riunite nella cabina di Regia, mettono a disposizione le argomentazioni scientifiche e giuridiche per rigettare la richiesta del Minambiente di vietare la caccia a moriglione e pavoncella

>> Continua a leggere

RINNOVATA LA COPERTURA ASSICURATIVA:
FORMULA INTEGRATIVA "OPZIONE PIÙ CANI"
(18/07/2019)


Si comunica che all’interno della copertura assicurativa Morte e ferimento del cane è stata rinnovata la formula integrativa “opzione più cani” per assicurare più di un cane di proprietà:
  • i titolari di tessera SILVER (con cane) e GGVV SILVER hanno la possibilità di tutelare un ulteriore cane, oltre a quello già assicurato con questo tipo di tessera, in caso di morte, al costo di € 22,00;
  • i titolari di tessera GOLD (con cane) e GGVV GOLD hanno la possibilità di tutelare due ulteriori cani, oltre a quello già assicurato con questo tipo di tessera, in caso di morte o ferimento, al costo di € 38,00.
Si precisa che i cani assicurati, oltre ad essere di proprietà del cacciatore, dovranno essere identificati mediante microchip al momento dell’attivazione dell’opzione la quale avrà validità dal momento del pagamento del relativo premio.
Per il pagamento bisogna utilizzare un bollettino di c/c generico (C/C n. 00301242 intestato ad A.N.U.U. Associazione dei Migratoristi Italiani – Via Baschenis, 11/C – 24122 Bergamo), specificando nella causale: “OPZIONE PIÙ CANI”, IL/I NUMERO/I DEL/I MICROCHIP, IL NUMERO E IL TIPO DI TESSERA ALLA QUALE L’OPZIONE È ABBINATA.
Qualora tali dati non venissero indicati nella causale del bollettino la formula integrativa non potrà essere ritenuta valida.
Per qualsiasi informazione si prega di contattare la Segreteria centrale di Bergamo: tel. 035/243825 – fax 035/236925 – e-mail: anuu@anuu.org

RINNOVATA LA TUTELA ASSICURATIVA DEI CAPANNI E DEI RICHIAMI VIVI
(18/07/2019)


È stata rinnovata l’opzione integrativa destinata ai capannisti (sia da appostamento fisso che da appostamento temporaneo) e ai possessori di richiami vivi, comprensiva delle seguenti garanzie: incendio del capanno (risarcimento massimo di € 2.000,00), furto e morte (di uccelli legittimamente detenuti, per attacco di rapaci, roditori e animali predatori) di richiami vivi (risarcimento massimo di € 60,00 per ogni animale, fermo il limite massimo complessivo di € 300,00 per sinistro e per anno assicurativo). Questa opzione aggiuntiva ha un costo di € 12,00 e i bollettini di conto corrente postale per effettuare il pagamento sono disponibili presso le sedi ANUUMigratoristi.
Per informazioni contattare la Segreteria centrale di Bergamo (tel. 035/243825 – e-mail: anuu@anuu.org).
Top
Questo sito utilizza cookie necessari al funzionamento. Chiudendo questo banner acconsenti all'uso dei cookie  -  Ulteriori informazioni:
Cookies - Privacy     chiudi ACCESSO UTENTI