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VARIE

ULTIMA ORA

FINALMENTE SI RICOMINCIA
(30/08/2019)

Cari Amici, tra poco ci siamo! L’emozione che precede l’apertura della caccia è sempre forte e ogni anno ci dà l’energia e l’entusiasmo per riprendere a fare quello che più ci soddisfa. Da Presidente di una storica Associazione come la nostra – che ogni giorno stringe i denti e si adopera per la tutela della nostra passione – ma soprattutto in veste di CACCIATORE, voglio augurare a tutti una grande stagione. Nello svolgimento delle varie forme di caccia raccomando sempre il massimo rispetto delle regole e delle norme di sicurezza, del prossimo, dell’ambiente, dei nostri ausiliari e dei nostri richiami per rendere ogni alba, ogni giornata, ogni uscita, un momento piacevole da collezionare nei nostri ricordi. Lavorando ogni giorno per difendere le nostre tradizioni molti obiettivi sono stati raggiunti ma molti ancora ne vorremmo ottenere e state certi che l’ANUUMigratoristi continuerà a far valere i nostri diritti e sarà sempre al fianco dei cacciatori, con particolare attenzione alle regioni toccate e pressate dalle dispute sui calendari venatori.

In bocca al lupo a tutti perché possiate raccogliere tante nuove soddisfazioni ed esperienze da vivere e condividere con i vostri cari e i vostri amici.

Un forte abbraccio.

Il Presidente ANUU Migratoristi

Marco Castellani

Entra e consulta “Il decalogo del cacciatore”, potrà esserti molto utile!


(30/08/2019)

https://www.anuu.org/public/ckeditor/data/DECALOGO-DEL-CACCIATORE_DEF.pdf
 

UNA SFIDA AL BUON SENSO
(09/08/2019)


E’ quello che l’ANUUMigratoristi chiede ad alcuni quotidiani che prendono, ancora, come “oro colato” i soliti farneticanti comunicati di alcune associazioni animaliste contro la regolamentazione del rifornimento dei richiami vivi ai capannisti recentemente approvata dalla Regione Lombardia allorquando, fin dal 2014, la stessa Commissione Ambiente UE precisava la legittimità di questi comportamenti come avviene anche nella vicina Francia. Ed ecco il testo integrale della lettera inviata “Signor Direttore, in riferimento all’articolo pubblicato sul suo quotidiano (omissis) … ancora una volta non porta serenità al comparto venatorio con i suoi associati e con il mondo produttivo di non poco conto, allorquando la stessa Commissione Ambiente UE in data 24/09/2014 rispondeva all’allora Presidente della LIPU, attuale Capo della Segreteria del Ministro dell’Ambiente: “È pertanto chiaro che la legge 116/2014 lascia alle Regioni la facoltà di autorizzare la cattura di uccelli ai fini di richiamo ma lo fa con esplicito riferimento all’Articolo 19-bis della Legge 157/92”. E’ una risposta esauriente e non c’è nessuna sfida alla UE! La Regione Lombardia, che si tutelerà nelle competenti sedi dinnanzi al continuo propalare di notizie false e tendenziose, ha rigorosamente rispettato le norme europee e nazionali e saprà far valere anche la tutela delle tradizioni e costumanze nel più rigoroso rispetto della legge. E ciò avviene già in Francia o in altri Stati membri dell’UE con diverse deroghe locali, espressamente previste nei singoli Stati. La Regione Lombardia è sempre stata l’elemento trainante dell’Europa e ha dato anche nel suo passato venatorio un aiuto concreto al mondo dell’industria, del commercio e delle buone regole rispettate da persone per bene, stanche solo di essere così strumentalizzate senza alcuna ragione. La vera sfida che dobbiamo, dunque, mettere in atto è per “il buon senso” che non viene più venduto neppure nel più rifornito “supermercato”. Grato dell’attenzione e per una puntuale smentita, con distinti saluti. Il Presidente regionale ANUUMigratoristi Lombardia, Domenico Grandini”

COMPORTAMENTI IRRESPONSABILI
(18/07/2019)


Mentre la Regione Lombardia sembra in tutt’altre faccende affaccendata, senza accorgersi che la normativa dei richiami vivi deve essere affrontata con decisione e non con semplici azioni di facciata, vi è gente che, oltre a danneggiare l’immagine “pulita” del cacciatore, specula con guadagni in nero oltre ogni misura di centinaia e centinaia di euro. Le notizie ci giungono, a più riprese, anche dal quotidiano “Bresciaoggi” che ben evidenzia, se fondatamente provati, questi comportamenti come quello di due cittadini di Artogne sorpresi da una pattuglia di Carabinieri della Stazione di Laces (BZ) durante un’azione di contrasto alla microcriminalità che, senza immaginarlo, hanno ritrovato nel bagagliaio della loro auto una trentina di nidi di tordo bottaccio! Oltre a quello, ancor più recente, avvenuto lungo la tangenziale sud di Brescia con il fermo di un’autovettura con 353 esemplari ancora di tordo bottaccio e di cesena, sicuramente prelevati dai nidi nel Trentino o in Alto Adige, destinati a fruttare decine di migliaia di euro. A questo punto la Regione Lombardia e le istituzioni preposte al settore caccia intendono ancora continuare sulla strada del “non fare”? Ormai il settore continua sempre più a sopportare ingiustamente questa grave criticità, essendo veramente minimali – ovviamente, pur necessarie – le correzioni dovute della legge regionale in materia, senza tuttavia applicarla completamente per risolvere i problemi. Auguriamoci che queste notizie, estrapolate dalla stampa locale, facciano ripensare il proprio comportamento agli uomini e alle istituzioni del settore, perché il vaso è ormai colmo. E poi non si vuole consentire quel minimo regolare e controllato prelievo dai punti espressamente autorizzati nella regione in cui si pratica, più o meno diffusamente, la caccia da appostamento, in modo programmato e coordinato nell’ambito di un’attività venatoria lecita e consentita a livello europeo e che non impatta sul territorio nel pieno rispetto del mondo agricolo!

SILENZIO VENATORIO
(18/07/2019)


Una recente sentenza della Corte di Cassazione (III sez. penale, n. 13645/2016 R.G.,  dep. 21/03/2017) chiarisce, una volta per tutte, che il reato di esercizio di caccia nei giorni di silenzio venatorio è assorbito da quello commesso in periodo di caccia chiusa. Invero, la Suprema Corte ha precisato che non può esserci concorso di reato se un soggetto viene trovato in atteggiamento di caccia (abusiva) durante il periodo di chiusura generale ad un determinato selvatico nelle giornate di martedì o venerdì, ma dovrà essere integrata la sanzione di maggiore gravità che assorbe integralmente quella prevista per il reato minore. In altri termini, se il soggetto viene trovato in atteggiamento di caccia, cioè in possesso di fucile, munizioni e soprattutto della preda catturata, sia pure nelle giornate di silenzio venatorio, ma in periodo di chiusura generale, la pena prevista sarà quella dell’arresto da tre mesi ad un anno o l’ammenda da lire 1.800.000 a lire 5.000.000 (da trasformarsi in euro), cioè quella di maggiore gravità prevista dal legislatore a tutela della fauna non cacciabile nei periodi stabiliti dal ciclo biologico di un selvatico.

GRETA E I GIOVANI
(18/07/2019)


Noi crediamo nei giovani: sono molto meglio di quanto crediamo, anche se in molti casi alle spalle non hanno una famiglia che trasmetta loro il vero insegnamento quotidiano, perché padri e madri sono in tutt’altre faccende affaccendati, fuori casa, e l’educazione scolastica rappresenta lo specchio di una classe certamente proveniente da un passato recente dove, ovviamente non tutto – per nostra fortuna – era più aduso alle manifestazioni di piazza o ad un voto collettivo dello scorso secolo. Ma, al di là di questo spaccato, vi sono giovani che si impegnano, quelli che cercano nuovi modelli di vita, quelli che studiano e conseguono ottimi risultati, quelli che ancora sognano che il mondo debba essere diverso, ma senza pensare alla realtà della vita. E così l’ambiente diventa l’attaccapanni della loro speranza perché c’è ancora la possibilità di gridare e, forse, di evitare qualche giorno di scuola. Al di là di tutto questo vi è una classe politica sorta sulla brace delle mille illusioni del passato, prive di ogni realtà concrete, disobbedienti alle indicazioni di quanti cercavano di evidenziare loro gli inevitabili errori. Ora questi ragazzi, diventati maturi, vorrebbero essere i nocchieri della nostra barca ricevendo dai giovani di oggi una lezione di vita a cui non sanno rispondere perché privi di quegli insegnamenti che non avevano ricevuto durante i loro cortei, le loro occupazioni, le loro battaglie vuote. E così vi è Greta con le sue manifestazioni …inutili, ma che dovremmo imparare a comprendere – se ne siamo capaci – per dare delle risposte non solo sull’ambiente da tutelare, ma anche su un modello di vita che non siamo stati capaci di imparare dai nostri padri. I corsi e i ricorsi di vichiana memoria si ripetono.

CENTINAIO: RIPORTARE LA CACCIA AL MIPAAFT SARÀ UNA MISSION DI QUESTA LEGISLATURA
(18/07/2019)


“La caccia è sempre stata competenza del Ministero dell’Agricoltura. Negli anni i miei predecessori hanno regalato tale competenza al Ministero dell’Ambiente tenendo purtroppo una parte solo marginale. Personalmente sono convinto che riportare questo comparto al MIPAAFT sia la mission di questa legislatura, senza andare in diatriba con il Ministro dell’Ambiente. Da parte mia c’è la massima attenzione e in tutte le occasioni ho evidenziato l’importanza del settore. Oggi come oggi la caccia non deve essere vista come il nemico dell’ambiente, penso che i cacciatori siano i primi amici dell’ambiente, della tutela del paesaggio e delle aree agricole e il messaggio che è opportuno far passare, a chi sta a Roma a decidere insieme a me, è proprio quello di delineare un determinato equilibrio da tutte le parti quando vengono affrontate tematiche specifiche come la caccia.” Così ha dichiarato il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari Forestali e del Turismo, Sen. Gian Marco Centinaio, al Castello di Bereguardo, in provincia di Pavia, in occasione della storica Sagra della Caccia.

XXII CAMPIONATO EUROPEO DI CHIOCCOLO
2a EDIZIONE DELL’ALBO D’ORO
(18/07/2019)


In occasione della XXII edizione, svoltasi ad Alijó, in Portogallo, dal 10 al 12 maggio 2019, Umberto Carcò, esperto storico della Sagra dei Osei di Sacile (PN) e animatore fin dall’inizio del Campionato Europeo di Chioccolo, nato proprio a Sacile nel 1998, ha voluto portare in stampa la seconda edizione dell’Albo d’Oro (la prima fu edita nel 2017 in occasione della XX edizione di Sacile) per conto dell’Associazione Pro Sacile, con la collaborazione dell’ANUUMigratoristi e di Roberta Cornalba della Segreteria centrale di Bergamo. Questo secondo volumetto delinea la storia del Campionato europeo d’imitazione del canto degli uccelli (chioccolo in italiano, chilet in francese, reclamo bucal in spagnolo, chamariz in portoghese) perché questa magica tradizione non venga dimenticata e venga celebrata proprio come avviene nelle numerose sagre venatorie che allietano i nostri mesi estivi da nord a sud dell’Italia e dell’Europa mediterranea. I testi, redatti nelle lingue ufficiali del chioccolo (italiano, francese, spagnolo, ed ora anche portoghese), e molte fotografie arricchiscono l’Albo d’Oro nel ricordo di coloro che hanno ideato, organizzato e partecipato ad una manifestazione culturale venatoria che trova le sue radici nel passato e che le tramanda al futuro con orgoglio e passione. Per gli amici dell’Associazione Pro Sacile, con il contributo di AECT, ANDCTG, APAVAL, ANUUMigratoristi, CIC, FIdC, FIMOV e AFFAO, l’obiettivo è anche quello di unire Paesi diversi tramite i punti in comune: la passione per la natura, il recupero delle tradizioni, la cultura venatoria e il piacere di ritrovare le identità tra le comunità.
Per richiedere il volumetto “Albo d’Oro del Chioccolo (2a edizione 2019) – XXII Campionato Europeo di imitazione del canto degli uccelli” bisogna contattare la Segreteria centrale ANUUMigratoristi di Bergamo: tel. 035/243825 – fax 035/236925 – e-mail: anuu@anuu.org.

PARCHI: LA SICILIA NON HA BISOGNO DI ALTRI RECINTI E DIVIETI
(18/07/2019)


Lettera Aperta alle Istituzioni della Regione Sicilia
Le scriventi Associazioni Venatorie Nazionali riconosciute dalla L. 157/92 e il CNCN – Comitato Nazionale Caccia e Natura, riuniti nella Cabina di Regia unitaria del mondo venatorio, Vi chiedono in quanto rappresentati dei cittadini nelle Istituzioni regionali siciliane, di raccogliere tutta la nostra preoccupazione per le proposte di legge e ipotesi di individuazione e perimetrazione di nuove aree protette per la Regione Sicilia di cui vorrebbe farsi promotrice quest’ultima.

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COMPORTAMENTO VENATORIO E PENSIERO AMBIENTALE
(18/07/2019)


La caccia oggi è messa in discussione in una società che pare sempre più allontanarsi dalla visione antropocentrica della natura: vale a dire che l’uomo, per chi sposa l’etica ambientalista, non sarebbe più al centro del mondo o, per chi crede, del Creato, mentre per un cacciatore l’etica venatoria si fonda proprio su questa centralità dell’essere umano, che per tale motivo deve essere sempre attento, razionale, misurato nel godere dei frutti della natura.
L’attività venatoria, tuttavia, presenta caratteristiche sulle quali un intelligente ambientalista dovrebbe convenire: conoscenza, ricerca, osservazione, riflessione. Poi, a volte, la fruizione tramite lo sparo. E qui si apre il discrimine tra la caccia e la non caccia, che porta ad offuscare tutti i valori naturalistici propri e incontestabili dell’esercizio venatorio. Per una volta, quindi, accantoniamo il piacere della convivialità e la soddisfazione degli amici che cacciano insieme e concentriamoci sul far comprendere la vera etica della nostra attività:
1)    la caccia è partner del mondo agricolo-forestale: l’esercizio venatorio è incentrato sull’attività umana, laddove è monitoraggio delle specie cacciabili e valore commerciale di un coordinato e programmato prelievo;
2)    la caccia è la fruizione programmata delle risorse naturali, improntata al criterio di sostenibilità, per far sì che le generazioni future possano goderne e trovare il consenso nella parte più attenta della società civile;
3)    la caccia, quale razionale protezione dell’ecosistema del bosco o dei vari territori in cui viviamo, è ragionevolmente accettata, sempre da parte dell’ambientalismo intelligente, più vicino al sociale, perché è provato che l’esubero di ogni specie risulta negativo per le altre;
4)    la caccia rappresenta una necessaria regolamentazione della consistenza faunistica: un ambiente viene danneggiato da un’eccessiva presenza di animali selvatici. In buona sostanza un ambiente con eccessiva presenza faunistica mette in pericolo la “diversità biologica”;
5)    la caccia tutela le specie minacciate. Un attento prelievo, ad esempio, della volpe, il cui spazio vocato è in aumento, rispetto a quello sempre più ristretto del gallo forcello (causa i cambiamenti climatici e l’antropizzazione della montagna), è un contributo fondamentale alla conservazione faunistica perché comporta il contenimento di una specie rispetto ad un’altra. La caccia non è solo abbattimento e fra caccia e ambiente non si può vedere sempre e solo contrapposizione;
6)    la caccia è anche un elemento fondamentale per il controllo delle malattie della fauna selvatica, poiché consente di monitorare lo stato di salute delle varie specie e di evitare o ridurre il nocumento ad altre specie (nel caso di zoonosi all’uomo). Ad esempio, dopo il disastro dell’ICMESA di Seveso (10/07/1976) si monitorò il passaggio dei migratori. E così avvenne dopo quello di Chernobyl (26/04/1986) per controllare eventuali contaminazioni.

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La caccia è, dunque, non solo assolutamente legittima, ma anche necessaria per la conservazione dell’equilibrio biologico e della molteplicità delle specie in territori gestiti dall’uomo. Naturalmente il prelievo deve essere coordinato, programmato e controllato da un cacciatore formato e informato.
Quando andiamo a caccia dobbiamo concentrarci sull’attività che stiamo svolgendo, sia per la nostra e altrui sicurezza, perché ogni nostro colpo tenga presente il “benessere” dell’animale che stiamo per prelevare. È uno sforzo cognitivo non semplice ma, quando diciamo che l’andare a caccia ci solleva da molti pensieri e dai problemi della vita quotidiana, dobbiamo pure considerare la necessità della massima consapevolezza dell’attività che stiamo svolgendo, valutando mentalmente la nostra presenza sul territorio.

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Il cacciatore non guarda solo all’impronta economica (selvicoltura, agricoltura, turismo), ma pure all’ecosistema nel suo variegato insieme.
Ferve oggi il dibattito tra comportamento venatorio, con l’uomo al centro, e pensiero animalista, con l’uomo relegato al margine.
La cultura venatoria, che si traduce nella più ampia espressione della parola “comportamento”, non è solo la conoscenza della fauna, delle regole, degli elementi giuridici di una corretta presenza nell’ambiente, ma il farsi sentire un uomo diverso dagli altri e cosciente del valore delle tradizioni da conservare per le generazioni future. Il cacciatore è, in poche parole, un uomo che non ha nulla da spartire con quei difensori della natura che, con facinorose e scalmanate manifestazioni nelle strade, sono pronti a distruggere quell’ambiente che vorrebbero con le grida tutelare!
Se sapremo, quindi, migliorare e valorizzare il corretto comportamento venatorio, la caccia sarà più comprensibile a più persone, diluendo i conflitti. E vi pare poco essere i primi e migliori rappresentanti di se stessi e della categoria

CALENDARI VENATORI. SU MORIGLIONE E PAVONCELLA LA CABINA DI REGIA UNITARIA DEL MONDO VENATORIO SCRIVE ALLE REGIONI
(18/07/2019)


Le associazioni venatorie e il CNCN, riunite nella cabina di Regia, mettono a disposizione le argomentazioni scientifiche e giuridiche per rigettare la richiesta del Minambiente di vietare la caccia a moriglione e pavoncella

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LA FEIN E LE SUE RICERCHE: ATTIVITÀ LECITA
(18/07/2019)


Di interventi della magistratura su infondate denunce, sono ormai piene le stanze degli organi operativi dedicati al controllo della legge e dei cittadini, con la stampa sempre pronta a gridare allo scandalo.
Così è toccato anche alla Fondazione europea FEIN, non rispettosa, senza alcun fondamento, della normativa vigente nello svolgimento delle proprie attività ornitologiche, attuate nella sua struttura pluricentenaria, sede di incontri scientifici nazionali e internazionali, di visite guidate e di una ricca raccolta di dati su oltre 210.000 inanellamenti. Un’attività in campo ornitologico avviata nel 1959 e proseguita, dal 4 agosto 1977, in forma standardizzata, arricchita, dai primi anni '90 dello scorso secolo, da una rilevante raccolta museale.
Tutte accuse rivelatesi, ovviamente, prive di fondamento: ci sono però volute oltre 700 pagine di un’elaborata indagine, pur tuttavia sin dall’inizio rivelatasi priva di consistenza sia a livello penale che amministrativo, tanto da far scrivere al Pubblico Ministero nella sua richiesta di archiviazione al GIP presso il Tribunale di Como che appare all’evidenza come “…l’Osservatorio Ornitologico di Arosio svolga un’attività ontologicamente distinta dall’uccellagione e dalla cacciagione: conseguentemente le condotte accertate a suo carico (e cioè la cattura degli uccelli finalizzata all’inanellamento degli stessi ed altre attività scientifiche proprie dell’ornitologia, attività svolta anche mediante richiami acustici), non integrano una condotta penalmente rilevante, anche sotto il profilo soggettivo del reato”. La notizia di reato è, quindi, da considerarsi infondata e tutta la minuziosa attività di indagine ha azzerato ogni ragionevole dubbio di colpevolezza.
Pertanto, la FEIN, i suoi operatori e gli Osservatori Ornitologici esteri che da anni intrattengono con la Fondazione un proficuo rapporto di studio, possono stare sicuri dell’avventatezza, insipienza e, infine, infondatezza di accuse, minuziosamente programmate pure sulla base di inqualificabili denunce da parte di un’Associazione, la solita LAC, che in questo caso non potrà in alcun modo considerarsi “persona offesa”.  
Si stempera così un’amarezza, durata dal 18 ottobre 2018 fino al 27 giugno 2019, con la FEIN e la sua attività sempre più credibili agli occhi dei cittadini e delle istituzioni.

PERCHÈ LO FAI?
La caccia rispettosa dell’ambiente e i suoi valori
(18/07/2019)


Immaginatevi di uscire una mattina a caccia in compagnia di un amico che cacciatore non è e che magari ha anche qualche prevenzione al riguardo.
Camminate assieme ed entrambi godete del paesaggio in cui vi siete immersi, godete dello spettacolo che la natura vi offre, delle piante e degli animali che incontrate. Tutti e due sentite di amare tutto ciò, di volerlo difendere e preservare, di volerne far parte per sempre.
Poi, improvvisamente, vi fermate. Accade qualcosa di diverso: avete avvistato l’animale da accostare o il vostro cane ha fermato il selvatico che cercavate e poi voi sparate, prendendovi una vita, mentre il vostro amico assiste alla scena e vi chiede: “Perché lo hai fatto? Perché lo fai?”.
Lui non va a caccia, lui non ha dentro la vostra e nostra passione, lui non riesce a capire la nostra ancestrale pulsione, lui non comprende le nostre emozioni ma ci chiede – pretende – una risposta alle sue domande.
Forse, perché è intelligente, vuole capire, vuole comprendere il nostro comportamento che, così istintivamente, non comprende e non approva.
Ecco, allora, l’importanza di cambiare linguaggio, cambiare argomentazioni per condividere con chi cacciatore non è la bellezza, il fascino, ma soprattutto il valore e l’importanza del cacciatore e della caccia oggi.
E le argomentazioni non ci mancano.
Proviamo a rispondere all’amico non cacciatore che l’attività venatoria va sostenuta e difesa perché rappresenta un patrimonio culturale, sociale, economico ed anche un insostituibile strumento di conoscenza, gestione e difesa faunistica ed ambientale. Proviamo a ricordargli che all’occhio esperto dei cacciatori ben difficilmente sfuggono i segnali di degrado che diversi fattori possono determinare sull’ambiente e sulla fauna e che molti casi di inquinamento, comportamenti illeciti, abusi perpetrati a danno dell’ambiente e della fauna sono infatti spesso segnalati proprio dai cacciatori e dalle guardie del mondo venatorio alle competenti Autorità.
Proviamo a evidenziargli che l’attività venatoria è uno strumento importante di gestione ambientale e il cacciatore rappresenta con la sua attività, scientificamente sostenibile e regolata da norme nazionali e internazionali, uno dei principali artefici della governance del territorio, della tutela della biodiversità e delle produzioni agricole intervenendo sulle specie alloctone e su quelle in esubero.
Proviamo a farlo riflettere sul fatto che la caccia è elemento fondamentale per la creazione di una filiera alimentare tracciata delle carni di selvaggina, valorizzando una risorsa naturale rinnovabile del nostro territorio, attraverso la quale creare economia e nuovi posti di lavoro.
Proviamo a comunicargli che il valore economico-occupazionale del comparto sportivo-venatorio e dei settori ad esso collegati con i suoi quasi 100.000 addetti, un effetto economico di circa 8 miliardi di euro, un valore che rappresenta lo 0,51% del PIL nazionale (dati Università di Urbino) e le sue eccellenze artigianali e industriali che fanno del Made in Italy un riferimento mondiale, è un fattore di primaria importanza da tutelare e di cui tenere massimo conto nelle politiche di sviluppo del Paese.
Proviamo a fargli sapere che i cacciatori italiani versano annualmente allo Stato circa 115 milioni di euro di tasse di concessione governativa e circa 40 milioni di euro alle Regioni come tasse di concessione regionali, a cui vanno sommati almeno 60 milioni di euro versati agli ATC (Ambiti Territoriali di Caccia) e CA (Comprensori Alpini di Caccia) destinati ai ripopolamenti e al miglioramento agro-ambientale per favorire la presenza, la sosta, l’alimentazione e la riproduzione della fauna selvatica intesa come capitale di cui poi noi preleviamo razionalmente solo gli interessi.
Come ho già detto e scritto in passato purtroppo quello che per noi è giusto e scontato, per una parte importante della società di oggi è sconosciuto. Per questo risulta inutile “pretendere”, ma bisogna lavorare promuovendo il nostro ruolo reale e quindi per farci avvertire come un bisogno reale.
Per questo dobbiamo continuare a lavorare con l’obiettivo di garantire un futuro che rispetti e riconosca la nostra cultura, le nostre radici e tradizioni, i nostri valori, perché sappiamo che non sono superati, inutili o addirittura dannosi come qualcuno sostiene, ma rappresentano invece un bene non solo per l’ambiente ma per tutta la società che non deve più vederci come un problema, o nel migliore dei casi tollerarci, ma deve rendersi conto del nostro valore, della nostra utilità del nostro essere risorsa civile, ambientale ed economica, perché essere cacciatori vuol dire anche lavorare concretamente per un ambiente migliore, per essere tra la gente, per la gente, per essere tutti cittadini migliori.

RINNOVATA LA COPERTURA ASSICURATIVA:
FORMULA INTEGRATIVA "OPZIONE PIÙ CANI"
(18/07/2019)


Si comunica che all’interno della copertura assicurativa Morte e ferimento del cane è stata rinnovata la formula integrativa “opzione più cani” per assicurare più di un cane di proprietà:
  • i titolari di tessera SILVER (con cane) e GGVV SILVER hanno la possibilità di tutelare un ulteriore cane, oltre a quello già assicurato con questo tipo di tessera, in caso di morte, al costo di € 22,00;
  • i titolari di tessera GOLD (con cane) e GGVV GOLD hanno la possibilità di tutelare due ulteriori cani, oltre a quello già assicurato con questo tipo di tessera, in caso di morte o ferimento, al costo di € 38,00.
Si precisa che i cani assicurati, oltre ad essere di proprietà del cacciatore, dovranno essere identificati mediante microchip al momento dell’attivazione dell’opzione la quale avrà validità dal momento del pagamento del relativo premio.
Per il pagamento bisogna utilizzare un bollettino di c/c generico (C/C n. 00301242 intestato ad A.N.U.U. Associazione dei Migratoristi Italiani – Via Baschenis, 11/C – 24122 Bergamo), specificando nella causale: “OPZIONE PIÙ CANI”, IL/I NUMERO/I DEL/I MICROCHIP, IL NUMERO E IL TIPO DI TESSERA ALLA QUALE L’OPZIONE È ABBINATA.
Qualora tali dati non venissero indicati nella causale del bollettino la formula integrativa non potrà essere ritenuta valida.
Per qualsiasi informazione si prega di contattare la Segreteria centrale di Bergamo: tel. 035/243825 – fax 035/236925 – e-mail: anuu@anuu.org

RINNOVATA LA TUTELA ASSICURATIVA DEI CAPANNI E DEI RICHIAMI VIVI
(18/07/2019)


È stata rinnovata l’opzione integrativa destinata ai capannisti (sia da appostamento fisso che da appostamento temporaneo) e ai possessori di richiami vivi, comprensiva delle seguenti garanzie: incendio del capanno (risarcimento massimo di € 2.000,00), furto e morte (di uccelli legittimamente detenuti, per attacco di rapaci, roditori e animali predatori) di richiami vivi (risarcimento massimo di € 60,00 per ogni animale, fermo il limite massimo complessivo di € 300,00 per sinistro e per anno assicurativo). Questa opzione aggiuntiva ha un costo di € 12,00 e i bollettini di conto corrente postale per effettuare il pagamento sono disponibili presso le sedi ANUUMigratoristi.
Per informazioni contattare la Segreteria centrale di Bergamo (tel. 035/243825 – e-mail: anuu@anuu.org).
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