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VARIE

ULTIMA ORA

LA CABINA DI REGIA ESPRIME SOLIDARIETÀ E SOSTEGNO AI CACCIATORI LOMBARDI
Richiesta di immediato intervento alla Regione


(22/09/21)

FINALMENTE SI RICOMINCIA!

(16/09/2021)

Cari Amici,
ancora pochi giorni e …. finalmente si ricomincia a cacciare! 
In qualche regione hanno già iniziato con le pre-aperture ma la data ufficiale generale è domenica prossima.
Le battaglie con le istituzioni sono sempre in atto per far valere i nostri diritti, e mai come ora siamo impazienti di imbracciare i fucili e di immergerci nella natura, soli o accompagnati, nei nostri appostamenti o con i nostri ausiliari, per vivere nuove emozioni indimenticabili.
Vorrei raccomandare a tutti di prestare la massima attenzione, sia nell’uso che nella manutenzione di armi e accessori e di mantenere un comportamento corretto nel rispetto della natura e del prossimo e nel rispetto delle regole, perché la caccia deve essere un piacere e non un pericolo.
E soprattutto non perdete la fiducia: ricordiamoci che l’unione fa la forza e che solo uniti possiamo affrontare le sfide, al di là delle critiche e delle chiacchiere o di sterili polemiche che non portano da nessuna parte.
Un grande abbraccio e in bocca al lupo a tutti.
 
Il Presidente
Marco Castellani
 

NASCE SHOOTING POST
(15/07/2021)

ANPAM, CNCN e FITAV, con il contributo degli esperti di comunicazione digitale di ADV media lab, web agency leader in Italia per il tiro, hanno lanciato, alla vigilia delle Olimpiadi di Tokyo 2020, un nuovo prodotto di comunicazione online www.shootingpost.it, blog di approfondimento sul tiro a volo. Si tratta di un contenitore digitale per approfondimenti, interviste e tanto altro concepito per dare voce direttamente ai protagonisti quali tiratori, preparatori atletici, gestori delle strutture di tiro, istruttori, medici e commissari tecnici oltre che agli appassionati che fanno del tiro a volo la propria passione. Shooting Post vuole essere un ponte tra chi, incuriosito dalle gare olimpiche di Tokyo, vorrà avvicinarsi al tiro a volo e chi lo vive tutti i giorni. Tutti i contenuti saranno veicolati anche sui canali social di Shooting Post (Facebook, Instagram e Youtube) e lavoreranno, nell’ottica della comunicazione integrata, in sinergia con tutti gli altri progetti di promozione del tiro coordinati dalla Federazione sul territorio e in particolare con il progetto Neofitav www.neofitav.it, che da oltre 5 anni in più di 70 strutture di tiro convenzionate in tutta Italia offre la possibilità di provare gratuitamente il tiro a volo con la supervisione degli istruttori federali. 

In vista dell’incontro del Gruppo di lavoro internazionale che si è svolto nei giorni scorsi, la Cabina di Regia unitaria del mondo venatorio è tornata ad esortare il Ministro della Transizione Ecologica Cingolani a dichiarare la sua contrarietà alla sospensione del prelievo della Tortora 
(14/05/2021)

Questo è il Comunicato Stampa della Cabina di Regia unitaria del mondo venatorio che ha inviato una lettera circostanziata al MITE (Ministero della Transizione Ecologica) in merito all’inadempienza di alcune Regioni rispetto agli obiettivi previsti dal Piano di Gestione nazionale dell’Allodola 
(14/04/2021)

CABINA DI REGIA: COSÌ NON BASTA
(22/03/2021)


Lo scorso 17 marzo si è svolto l’ultimo incontro in videoconferenza della Cabina di Regia.
Qualche giorno prima avevo inviato a tutti i partecipanti un documento che ribadiva alcune mie preoccupazioni sul futuro della caccia in Italia e alcune proposte d’intervento per migliorare efficacia ed efficienza della Cabina di Regia e, nel contempo, tornare a stimolare l’avvio di un profondo cambiamento organizzativo nell’associazionismo venatorio italiano, riprendendo con maggiore decisione e determinazione il percorso unitario che si era già, pur timidamente, avviato.
Nel corso della riunione ho dovuto purtroppo constatare che, per l’ennesima volta, il mio appello è caduto nel vuoto e sono quindi giunto, seppur a malincuore, alla conclusione che sia perfettamente inutile continuare a spendere tempo ed energie in tal senso.
Mi dispiace molto ma devo farmene una ragione.
Nello stesso tempo, però, mi sento in pace con la coscienza perché ho sempre cercato di avanzare proposte concrete per garantire un futuro migliore all’attività venatoria nel nostro Paese e una sua giusta considerazione da parte della società e delle Istituzioni.
Spero davvero di sbagliarmi e che le mie idee e proposte siano del tutto sballate, perché così vorrebbe dire che la caccia, la mia unica, vera e grande passione, continuerà, nonostante tutto e tutti, ad avere un futuro.
Proseguirò, naturalmente, a partecipare alla Cabina di Regia cercando di offrire il contributo dell’ANUUMigratoristi sui temi che verranno portati di volta in volta in discussione.
Ecco, di seguito, la sintesi delle mie principali osservazioni e proposte per dar modo a tutti di esprimere il loro pensiero al riguardo.

Il Presidente ANUUMigratoristi
Marco Castellani


LE PRINCIPALI OSSERVAZIONI CHE HO AVANZATO:
1)   Di fronte agli attacchi e alle offese provenienti dal mondo animal-ambientalista, da uomini dei media pubblici e privati o dalle Istituzioni, la Cabina di Regia è stata sempre troppo tollerante e debole nella reazione, mentre doveva assumere una posizione più ferma e soprattutto visibile, ricorrendo anche alle vie legali.
2)   Anche sul piano della comunicazione esterna, ossia quella rivolta alle Istituzioni, alla società e ai media in generale per proporci come risorsa e parte attiva e necessaria alla collettività, l’agire della Cabina di Regia si è manifestato tardivamente, troppo timidamente e debolmente, con iniziative sporadiche pur se importanti e per certi versi innovative.
3)   L’attuale Cabina di Regia non rappresenta l’assetto organizzativo ottimale per offrire ai cacciatori italiani tutte le risposte che si attendono e garantire così un futuro alla caccia nel nostro Paese. Un semplice coordinamento non basta perché l’attuale assetto organizzativo del mondo venatorio, così diviso e frammentato in molteplici realtà riconosciute o non riconosciute, peraltro molto spesso in contrasto tra loro, indebolisce ed ostacola l’efficienza e l’efficacia delle azioni realizzate e moltiplica invece i costi sostenuti per iniziative analoghe, impedendo la realizzazione di importanti economie di scala che libererebbero risorse utili per affrontare più adeguatamente le tante sfide cui siamo chiamati.
4)   Le Associazioni venatorie non devono lottare tra loro per prolungare in modo effimero la rispettiva tenuta associativa, perché le singole Associazioni non sono “il fine” ma, al contrario, sono – o meglio – dovrebbero essere solo il mezzo, lo strumento finalizzato al raggiungimento del vero ed unico fine che consiste solo nella difesa e nella valorizzazione del ruolo della caccia e dei cacciatori nella società. E quando questo mezzo si rivela insufficiente bisogna necessariamente cambiarlo.
 
LE MIE PRINCIPALI PROPOSTE DI CAMBIAMENTO:
1)   Anche se non sempre si presentano tutti i requisiti necessari per adottare con successo certo delle iniziative legali, di fronte a evidenti falsità e scorrettezze nei messaggi comunicati si dovrebbe comunque passare dalle parole ai fatti, anche per mandare dei segnali concreti ai responsabili al fine capiscano che devono davvero smetterla di mancare di rispetto alla caccia e di abusare della posizione privilegiata di cui godono che consente loro una visibilità pubblica ai cacciatori invece sempre negata.
2)   Occorre un progetto di comunicazione articolato e continuativo nel tempo finalizzato a raggiungere i principali media nazionali, assicurando una costante ed adeguata visibilità ai messaggi del mondo venatorio, poiché solo quando riusciremo ad affermare pubblicamente l’idea che la caccia è una risorsa per il Paese potremo sperare di vedere giungere concrete risposte anche per i nostri problemi più tecnici e settoriali (calendari, deroghe, modifica della Legge n. 157/92, ecc.).
3)   Occorre una profonda riorganizzazione basata su un progetto concreto per arrivare alla costituzione di una nuova, unica, moderna e razionale Associazione venatoria in grado di combattere efficacemente i nostri veri nemici, di rapportarsi in modo autorevole con la politica e le Istituzioni, di fare più ricerca scientifica e comunicazione con i giovani e con la società, dotandosi delle professionalità necessarie, utilizzando così al meglio le risorse finanziarie disponibili.
4)   Occorre seguire nuove strategie e politiche attive incentrate prioritariamente sulle azioni necessarie per ottenere il riconoscimento della insostituibile utilità sociale della caccia sul piano ambientale, sanitario, faunistico ed economico, basando ogni nostra posizione e rivendicazione su inequivocabili ed incontrovertibili dati scientifici, presentandoci all’opinione pubblica in modo corretto e programmato con una nuova e strutturata strategia di comunicazione globale.

 






COMUNICARE, COMUNICARE, COMUNICARE

Il fondamentalismo animalista non si smentisce mai.
Mentre il nostro Paese, come il resto del mondo, è alle prese con la più grave crisi sanitaria, sociale ed economica della storia, almeno di quella recente, c’è ancora qualcuno che pensa ad abolire la caccia raccogliendo le firme necessarie per indire un nuovo referendum abrogativo.
L’estremismo animalista rende ciechi e pericolosi (in tutti i sensi). 
In questo caso il pericolo non è “fisico”, come quello purtroppo determinato da molteplici episodi di aggressione a danno di cacciatori e dei loro impianti sul territorio, ma è un pericolo sostanziale che questa folle ideologia rischia di far correre a tutto il Paese che, se privato del ruolo svolto gratuitamente dalla caccia e dai cacciatori a favore della collettività, avrebbe gravissime ripercussioni economiche e sociali ma anche, paradossalmente, ambientali.
Tutti noi sappiamo benissimo che la caccia rappresenta una insostituibile risorsa, una opportunità per l’ambiente e per la collettività, come in Europa è già riconosciuto anche da una sentenza della Corte di Giustizia dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo sostenendo che “la caccia fa parte della gestione e della conservazione della natura ed ha una rilevanza pubblica necessaria e giustificata” (CJDH n. 9307/07, 20/01/2011).
Tutti noi sappiamo benissimo che la caccia oggi è un insostituibile strumento di gestione e conservazione delle specie selvatiche e dell’ambiente; è presidio costante del territorio; è scuola di virtù civili; è sano esercizio fisico; è socialità e solidarietà; è cultura (letteratura, musica, pittura, scultura, ecc.); è tradizione (feste, mercati, manifestazioni, ecc.); è economia e occupazione (filiera produttiva abbigliamento, accessori, armi, munizioni, carne di selvaggina, ecc.).
Tutti noi sappiamo benissimo che i cacciatori sono cittadini onesti, dalla fedina penale pulita che con passione lavorano per gestire concretamente ambiente e fauna (compreso il controllo delle specie problematiche e delle specie alloctone) non solo durante la troppo breve stagione di caccia limitandosi a coglierne razionalmente i frutti ma presidiando il territorio tutto l’anno.
Tutti noi sappiamo benissimo che all’occhio esperto dei cacciatori ben difficilmente sfuggono i segnali di degrado che diversi fattori possono determinare sull’ambiente e sulla fauna e che molti casi di inquinamento, comportamenti illeciti, abusi perpetrati a danno dell’ambiente e della fauna sono infatti spesso segnalati proprio da cacciatori alle competenti Autorità.
Tutti noi sappiamo benissimo che queste attività sono realizzate unicamente con risorse finanziarie proprie (le quote associative agli ambiti di caccia e parte delle tasse di concessione governativa e regionale versate annualmente, pari complessivamente a quasi 200 milioni di Euro/anno).
Tutti noi sappiamo benissimo che nessuna altra componente sociale interessata alle questioni in esame versa propri denari alle pubbliche istituzioni per tali finalità, ma anzi ne chiede e riceve a palate.
Tutti noi sappiamo benissimo che il valore economico-occupazionale del comparto sportivo-venatorio e dei settori ad esso collegati con i suoi quasi 100.000 addetti, un effetto economico di circa 8 miliardi di euro, un valore che rappresenta lo 0,51 del PIL nazionale (dati Università di Urbino) e le sue eccellenze artigianali e industriali che fanno del Made in Italy un riferimento mondiale, è un fattore di primaria importanza da tutelare e di cui tenere massimo conto nelle politiche di sviluppo del Paese.
Tutte queste cose che noi sappiamo benissimo, devono una volta per tutte diventare patrimonio pubblico con una forte, battente e mirata strategia di comunicazione all’Opinione Pubblica, superando gli ostacoli che fino ad oggi ce l’hanno impedito o ci hanno consentito solo interventi spot che purtroppo hanno avuto visibilità limitata.
Il mondo venatorio unito, ed auspicabilmente anche con il coinvolgimento attivo del mondo agricolo e di tutta la filiera produttiva collegata al settore, deve trovare il modo di avere una corretta visibilità sui media, in televisione, sui giornali, alla radio, sui social, ma in modo trasversale, in spazi aperti a tutti e non in trasmissioni o pagine dedicate agli argomenti venatori, se no saremmo ancora una volta a dirci tra di noi quanto siamo belli e quanto siamo bravi. Dobbiamo farci vedere e conoscere dagli altri.
Resterà sempre uno zoccolo duro di menti chiuse al ragionamento su cui c’è ben poco da fare, ma come ha evidenziato negli anni scorsi anche la ricerca commissionata ad ASTRA, non è vero che la maggioranza degli italiani ha la stessa mente chiusa al ragionamento degli irriducibili animalisti, ma si aspetta solo di essere adeguatamente informata (e non disinformata dai nostri avversari che purtroppo hanno vita facile nella comunicazione anche per colpa di media non sempre rispettosi delle regole) per trovare le giuste garanzie che noi sappiamo di poter fornire loro.
Questa sarà la principale richiesta che l’ANUUMigratoristi avanzerà nei prossimi giorni in occasione della riunione della Cabina di Regia nazionale, unitamente alla richiesta di poter incontrare il nuovo Presidente del Consiglio non appena si sarà insediato, perché le stesse cose siano ben chiare anche a chi ci dovrà governare nell’immediato futuro e che troverà delle vere gatte da pelare per traghettare il Paese fuori dall’attuale situazione di crisi sanitaria, sociale ed economica e fargli capire che i cacciatori, come sempre, sapranno fare la loro parte e dare il proprio contributo per il bene della collettività.
Altro che gli animal-ambientalisti svergognatamente sempre a caccia di palanche anche mentre tutti stiamo compiendo sacrifici e c’è chi ha perso il lavoro, la salute e persino la vita.
Altro che abolire la caccia.
 
Marco Castellani  - Il Presidente Nazionale ANUUMigratoristi               
                     

OPUSCOLI SULLA PESTE SUINA AFRICANA


(06/10/2020)

Il Ministero della Salute, in collaborazione con il CEREP e il CERMAS, ha realizzato un interessante opuscolo per i cacciatori sul tema della Peste Suina Africana, con importanti indicazioni e riferimenti:

https://www.anuu.org/public/ckeditor/data/CAC_17_opuscoliPoster_481_2_alleg.pdf


PIOMBO: LA FACE RIBADISCE LA SUA POSIZIONE

(18/09/2020)

Il 3 settembre 2020 il Comitato per l’autorizzazione delle sostanze chimiche della Commissione Europea (Comitato REACH) ha adottato il regolamento che limita l’uso di pallini di piombo nelle zone umide dopo un periodo di transizione di due anni. Sulla base di un rapporto dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA), nel 2017 vennero già preparate varie bozze di regolamento. La FACE, in rappresentanza dei sette milioni di cacciatori europei, ha espresso aspre critiche alle bozze presentate ma, nonostante i ripetuti tentativi, le criticità non sono state eliminate, o almeno smussate, nel progetto di legge. Secondo la FACE, che ha ribadito la sua posizione in occasione dell’Assemblea generale del 7 settembre 2020, il regolamento che è stato ora adottato è inapplicabile e crea incertezze giuridiche e confusione. Il problema più grande è la definizione di “zone umide”: come riferimento si utilizza la Convenzione di Ramsar, secondo cui “le zone umide sono prati umidi, brughiere, paludi o corpi idrici, naturali o artificiali, permanenti o temporanei, immobili o fluenti, acque dolci o salmastre”. Questo potenzialmente include anche piccoli fossati o pozze che si formano sulle strade o nei campi dopo una pioggia. A peggiorare le cose, i pallini di piombo non possono essere utilizzati in una zona cuscinetto di 100 metri intorno a una zona umida. Questo potrebbe rendere impossibile la caccia con pallini di piombo anche dopo un temporale. Nemmeno i campi di tiro sfuggono al nuovo regolamento: se un poligono ricade all’interno di tale spazio cuscinetto, non si possono utilizzare munizioni contenenti piombo. Le incertezze sorgono anche per quanto riguarda il trasporto: se durante un controllo un cacciatore viene trovato in possesso di munizioni al piombo e si trova vicino a una zona umida, il nuovo regolamento prevede che il cacciatore debba dimostrare che le munizioni trasportate non erano destinate all’uso in quella zona. In molti Paesi vigono già restrizioni nell’uso di pallini di piombo. Anche in alcune zone in Italia, come in Alto Adige, ne è vietato l’uso, come nelle zone umide di Natura 2000. Tuttavia, il nuovo regolamento costringe ora i Paesi dell’UE ad adeguare i precedenti regolamenti ai nuovi e più severi requisiti. La decisione sarà sottoposta all’esame del Parlamento europeo, il quale avrà tre mesi di tempo per approvare la bozza, emendarla, se necessario, o respingerla. Resta quindi ancora da vedere quale sarà la decisione finale.

XCACCIA:
L’UTILISSIMA APP PER I CACCIATORI


(18/09/2020)

Anche quest’anno l’ANUUMigratoristi rende disponibile gratuitamente ai propri associati “XCACCIA”, l’APP nata nel 2017 per la tutela e sicurezza dei cacciatori, molto utile grazie alle sue molteplici funzioni. Fondamentale è il Servizio gratuito di richiesta di soccorso, ma vi è molto altro: permette di scaricare le mappe di tutta Italia, segnala l’entrata nelle aree protette nazionali e internazionali, dispone di un vero e proprio diario di caccia per memorizzare i prelievi, indica tutte le specie cacciabili sulla base dei Calendari venatori, mostra il tracking dei percorsi per poter rivedere il proprio percorso di caccia, permette di conoscere sempre la propria posizione con coordinate e altimetria, ricorda dove si è parcheggiata l’auto e in quale Comune o ATC ci si trovi. L’APP “XCACCIA” non necessita di connessione a internet, se non per alcune funzioni, ed è scaricabile gratuitamente sul proprio cellulare seguendo le indicazioni del manuale dettagliato sul sito: www.xcaccia.it. Per informazioni e assistenza: info@xcaccia.it – tel. 0984/446924 

https://www.anuu.org/public/ckeditor/data/Volantino-ANUU-2020.pdf

UNO SPECIALE DEDICATO ALL’AVVOCATO GIOVANNI BANA
(14/07/2020)

È stata edita dalla Sereno S.r.l. di Milano una pubblicazione speciale sul compianto avvocato Giovanni Bana, il nostro storico Presidente onorario che ci ha lasciato il 20 marzo di questo terribile 2020 per colpa del subdolo nemico Covid-19. Grazie al contributo di amici, collaboratori, colleghi, familiari, sono state raccolte riflessioni, narrazioni, ricordi, messaggi di cordoglio, tutti a testimoniare la stima, l’ammirazione e l’affetto per uno straordinario uomo che indiscutibilmente ha fatto la storia. Nelle

trentasei pagine dello speciale dal titolo “GIOVANNI BANA, UNA VITA PER LA CACCIA IN ITALIA E IN EUROPA”
numerose immagini raccolte durante gli anni della sua incredibile storia corredano puntualmente i testi in memoria di un cacciatore, di un avvocato, di una persona dalle doti eccezionali che non si fermava mai dinnanzi a nulla. Un guerriero che ha lottato fino all’ultimo per i suoi ideali e per la sua amata caccia, senza mai arrendersi e incarnierando molti risultati. Abbiamo voluto conferirgli questo tributo perché il suo lavoro e il suo esempio non vadano dimenticati e possano servire da spunto propulsore per chi ha in mano il futuro dei cittadini-cacciatori italiani. La speciale pubblicazione può essere scaricata in formato elettronico dal link https://www.anuu.org/public/ckeditor/data/Speciale_Giovana-Bana.pdf
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