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VARIE

ULTIMA ORA

CACCIA E PANDEMIA:
I CACCIATORI ITALIANI RINGRAZIANO

(20/01/2021)

La stagione venatoria ordinaria 2020/21, quella del famoso “arco temporale massimo” coniato dalla legge 157, volge al termine. Anzi, per qualcuno è già terminata, come per i cacciatori di Lombardia e Sicilia, grazie – si fa per dire – alle fasce rosse nelle quali tali regioni sono state collocate dagli ultimi provvedimenti governativi dei giorni scorsi, vigenti da domenica 17 gennaio fino al 31 gennaio prossimo. Tuttavia, anche dove si continua a cacciare, non lo si fa a cuor leggero: ben dodici regioni sono colorate di arancione, pertanto l’esercizio dell’attività venatoria vi è limitato al comune di residenza anagrafica, salvo che ordinanze emesse dai rispettivi governatori, dispongano qualcosa di diverso, come ad esempio la possibilità di spostarsi nei comuni compresi negli ATC di residenza venatoria o di iscrizione. Nelle cinque regioni rimanenti, di giallo vestite, i cacciatori esercitano in (quasi) normalità. L’altalena, ovvero il continuo pellegrinaggio regionale da una fascia all’altra, in realtà perdura dall’inizio del mese di novembre, dipendendo dalla periodica riclassificazione delle regioni in relazione all’andamento epidemiologico. Orbene, fughiamo qualsiasi equivoco. Sull’esigenza di tutelare la salute pubblica non ci piove, né si chiede di rinunciarvi premettendo l’importanza della caccia a quella della salute. Tuttavia, poiché unanimemente si è sempre sostenuto che le condizioni necessarie per tenere sotto controllo il Covid-19 sono il distanziamento sociale e l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, ci siamo sempre domandati e abbiamo sempre scritto e detto, da mesi, quali altre attività più della caccia, della pesca, della raccolta di funghi e tartufi e simili, garantiscano il rispetto di simili condizioni? Il distanziamento dagli altri, dai centri abitati, dalle aggregazioni di persone (i maledetti assembramenti), è nella natura della caccia nonché dei cacciatori. Ci pareva talmente banale da non doverlo nemmeno evidenziare, ma per il Governo non è stato così. Infatti, sin dalla pubblicazione delle FAQ sul sito della Presidenza del Consiglio, ormai risalenti a mesi or sono e mai modificate, l’interpretazione sulla praticabilità della caccia è stata negativa in fascia rossa, semi-negativa in fascia arancione (limitazione al solo comune di residenza) e più liberale in fascia gialla, senza vincoli agli spostamenti. Orientamento confermato anche dalle Prefetture cui alcune Regioni si erano rivolte per ottenere lumi. Fatti salvi, naturalmente, i sempre presenti vincoli agli spostamenti fra territori di regioni diverse, che nemmeno ci attardiamo a rievocare. L’orientamento è quindi stato granitico e irremovibile. Qualcuno tra i soliti noti, obietterà dell’esistenza di forme di caccia collettive, come quella al cinghiale, che prevedono compresenza di molti cacciatori: per ovviare a questo, però, vi sono state Regioni e associazioni che hanno emanato linee-guida comportamentali destinate ai componenti le squadre, proprio per ridurre al minimo le occasioni di contatto o comunque di vicinanza eccessiva tra persone, imponendo l’utilizzo di DPI. Da più parti, poi, si è spesso evidenziato l’accostamento stridente fra la non praticabilità dell’attività venatoria, seppur vissuta tra campi, boschi e monti, e la possibilità di ingresso nei centri commerciali, che sono il regno di moltitudini e folle. L’economia, si afferma: certo, rispondiamo, ma la caccia con l’economia non c’entra niente? Ne siamo sicuri? Attrezzature, abbigliamento e calzature, armi e munizioni, automezzi, cani, richiami vivi, ammennicoli vari e tanto altro ancora, non sarebbero un contributo all’economia? E dove mettiamo le tasse pagate prima dell’avvio di stagione, finalizzate a poter uscire di casa col fucile nel fodero, inesistenti per tante altre attività outdoor, svolte liberamente senza permessi, licenze e versamenti vari, nonostante siano assai meno innocue per fauna e ambienti di quanto sembrino? Tutti abbiamo visto parchi e giardini cittadini percorsi da centinaia o migliaia di persone al giorno, legittimamente invasi perché una bella camminata all’aperto fa bene alla salute fisica e mentale: ma il distanziamento? Possibile che un cacciatore per campi col suo cane o seduto dentro a un capanno in collina o in valle, fossero più forieri di contagio di quelle migliaia di runners, podisti, ciclisti o famigliole a spasso o di corsa per i vialetti dei parchi urbani? Nessuno che sia libero da pregiudizi, potrebbe sostenerlo. Evidentemente, non abbiamo una classe politica e amministrativa libera da pregiudizi. Non lo scopriamo oggi, ma la terribile calamità del Covid-19 ce ne ha data ennesima prova. Al danno economico, a quello affettivo delle troppe morti, a quello morale della restrizione della libertà individuale, i cacciatori italiani devono sommare anche il danno di categoria ulteriormente punita. I cacciatori italiani però hanno resistito, resisteranno e reagiranno al momento opportuno, nei modi dovuti da cittadini onesti e corretti quali sono. Intanto ringraziano chi gli ha voluto bene, garantendo che non tarderanno a sdebitarsi. In bocca al lupo a tutti!
 

 
UN ALTRO GRANDE UOMO DELLA CACCIA EUROPEA CI LASCIA:
LA SCOMPARSA DI GILBERT DE TURCKHEIM

(21/12/2020)

 
Nella giornata del 19 dicembre, improvvisamente, anche Gilbert De Turckheim ci ha lasciato, come apprendiamo da un Comunicato stampa della FACE trasmesso a tutte le Delegazioni e a tutti i suoi aderenti. Presidente della Federazione europea dei cacciatori dal 2003 al 2015 e poi suo Presidente onorario, Gilbert è stato un sincero amico dei cacciatori italiani e in particolare del nostro Past President, Giovanni Bana, col quale ha intrattenuto lunghi anni di cordiale e profondo legame di collaborazione e di affetto. Entrambi, per l’impegno inarrestabile e infaticabile profuso tanto a lungo in sede europea, condividevano il riconoscimento di Président d’Honneur, come avrebbero detto all’unisono, l’uno francese alsaziano di nascita, l’altro tanto amante della Francia ma, soprattutto, dei cacciatori e della cultura venatoria francese. Gilbert fu anche Presidente dell’ONCFS, l’omologo dell’INFS per l’Italia, e Presidente dell’OMPO, oltre ad aver ricoperto diversi ruoli nella FNC, la Federazione Nazionale dei Cacciatori. Ricordiamo con tanto piacere la sua signorilità nelle riunioni di lavoro alla FACE, la sua propositività negli incontri con la Commissione UE, i colloqui con gli europarlamentari, ma anche qualche occasione venatoria sul campo presso la sua tenuta nel cuore dell’Alsazia non distante da Strasburgo, in quella terra ricca di foreste e corsi d’acqua, regno di ungulati e di tante specie di avifauna. Sembra purtroppo che questo pessimo anno 2020 non voglia risparmiarci dispiaceri e lutti sino al suo ultimo giorno. Riposa in pace caro Gilbert, insieme ai tuoi e nostri amici e colleghi, finalmente riuniti nel sonno eterno.




 


CABINA DI REGIA MONDO VENATORIO: STOP AL DDL 1078 SULLA TUTELA ANIMALI
Le Associazioni venatorie riconosciute e il CNCN si rivolgono ai Senatori della Commissione Giustizia del Senato per chiedere una revisione dei disegni di legge in discussione, con l’eliminazione di tutte le norme presenti contro l’attività venatoria
 


(04/12/2020)

Il mondo venatorio rappresentato dalle Associazioni Riconosciute (Federazione Italiana della Caccia, Associazione Nazionale Libera Caccia, Enalcaccia, Arcicaccia, ANUUMigratoristi, Italcaccia, Ente Produttori Selvaggina) e dal CNCN-Comitato Nazionale Caccia e Natura, è impegnato nelle ultime settimane in una intensa attività a sostegno del settore, in primis nei confronti del Governo, delle Regioni e del mondo parlamentare, per chiedere un confronto attivo sulle criticità che hanno colpito l’esercizio venatorio, a seguito dell’emanazione degli ultimi DPCM di contrasto alla pandemia.
Oltre a questo, la Cabina di Regia è intervenuta da diversi mesi per sensibilizzare i senatori della Commissione Giustizia del Senato, dove è in discussione il cd pacchetto “Tutela Animali”, tra i quali è presente il Disegno di legge numero 1078, a firma del Sen. Perilli Gianluca (M5S) ed altri, dal titolo “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e al codice civile, nonché altre disposizioni in materia di tutela degli animali.” Le associazioni della Cabina di Regia hanno partecipato, già nel mese di ottobre, ad un ciclo di audizioni sui ddl tutela animali presso la Commissione Giustizia del Senato, nel corso delle quali hanno evidenziato, consegnando anche documenti di approfondimento, la necessità di scindere in maniera netta ed eliminare dal provvedimento tutte le implicazioni legate all’attività venatoria.
In tale disegno di legge, infatti, sono previste numerose fattispecie che vanno di fatto a colpire in maniera pesante ma soprattutto non motivata (se non da una visione pericolosamente ideologica) tutte le attività che hanno a che fare con gli animali, comprese quelle venatorie, che non dovrebbero rientrare nell’oggetto del provvedimento.
La Cabina di regia ha chiesto pertanto ai parlamentari impegnati nel dibattito una totale riformulazione dell’impianto normativo in discussione, che necessita senza alcun dubbio di una profonda revisione per renderlo puntuale, invece di essere gravemente punitivo per l’attività venatoria, un settore che merita rispetto e non immotivate vessazioni.

 




















ATTIVITÀ VENATORIA IN ZONA ARANCIONE
Le Associazioni venatorie scrivono alla Regione Lombardia


(28/11/2020)

Le Associazioni venatorie ACL/Associazione Cacciatori Lombardi, ANUUMigratoristi, ANLC/Associazione Nazionale Libera Caccia, Arci Caccia, CPA/Caccia Pesca Ambiente, Enalcaccia e Italcaccia, unitamente all’Associazione Assoarmieri, hanno scritto al Presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, e all’Assessore all’Agricoltura, Fabio Rolfi, in riferimento all’entrata in “zona arancione” della Lombardia a partire dal 29 novembre 2020. Le Associazioni chiedono di intervenire con la massima urgenza per chiarire se l’attività faunistico-venatoria debba ritenersi consentita a fronte del comunicato della stessa Regione Lombardia che ne dava il diniego dopo il parere della Prefettura di Milano del 6/11/2020, e chiedono anche di chiarire e definire la possibilità di spostamenti in comuni diversi da quello di residenza per praticare l’attività venatoria. In buona sostanza le Associazioni sopra elencate chiedono espressamente che l’attività venatoria rientri tra le attività previste all’art. 2, comma 4 del DPCM del 3/11/2020 che consente lo spostamento anche fuori del proprio comune di residenza per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili nel proprio comune.





















Il Presidente Marco Castellani risponde alla lettera aperta che il Presidente di Arci Caccia, Piergiorgio Fassini, ha indirizzato ai Presidenti delle Associazioni venatorie nazionali riconosciute:


(21/10/2020)

 

VANDALISMI AI CAPANNI DI CACCIA:

BASTA FANATISMI!


(21/10/2020)

Purtroppo, come da qualche anno a questa parte, anche nel 2020 continuano gli episodi di vandalismo contro gli appostamenti fissi. In Valcamonica e in Franciacorta nel bresciano, ma anche in altre località, sono stati distrutti alcuni capanni e addirittura tagliate le piante circostanti, sempre ben curate dai cacciatori durante tutto l’anno. Senza contare poi alcuni episodi di disturbo venatorio a cacciatori accerchiati e insultati durante le loro battute. Atti deplorevoli perpetrati vigliaccamente nei confronti di chi esercita la propria attività, regolarmente consentita dalla legge e legalmente praticata. I fanatici che arrivano a compiere tali atti illeciti si nascondono dietro alla definizione di “animalisti” ma, così facendo, dimostrano di non amare nemmeno l’ambiente, visto che non esitano a distruggere perfino il verde se in qualche modo collegato alla caccia. Gli estremismi sono sempre da condannare, da qualsiasi parte nascano. Si può ragionare e ci si può confrontare, ma senza distruggere. Questi personaggi non si rendono conto che i loro comportamenti incivili hanno il solo risultato di istigare ancora più odio e di screditare la loro fazione, rischiando di “far di tutta l’erba un fascio” anche di coloro che professano un sano ambientalismo, sostenendo civilmente e correttamente le proprie ragioni. Per dire BASTA a questo inaccettabile scempio, di elevato profilo in sede penale, i cacciatori chiedono azioni più decise da parte delle autorità giudiziarie e della pubblica amministrazione, al fine di prevenire o reprimere tali incursioni. E quando si comincerà a farlo, sarà sempre troppo tardi. 

UNA POLIZZA ASSICURATIVA PER IL COVID-19


(14/10/2020)

In tema di tutela della nostra salute la MARSH, in qualità di intermediario assicurativo, ha selezionato l’interessante copertura sanitaria individuale #andratuttobene di UnipolSai, che è possibile estendere anche ai componenti del nucleo familiare, in caso di ricovero ospedaliero e successiva convalescenza, e per prestazioni di assistenza relative al virus Covid-19, con un costo che parte da 40,00 euro. Oltre alla copertura per il ricovero, la soluzione proposta consente infatti di accedere a servizi di assistenza infermieristica specializzata domiciliare, prenotazione di prestazioni sanitarie, trasporto dall’ospedale al domicilio, consulenza psicologica post-dimissioni, informazioni sanitarie telefoniche, pareri medici e video consulti per visite specialistiche. Per informazioni, dettagli e attivazione: www.marsh-professionisti.it/covid19 (codice operatore PRO01).

POLIZZA ASSICURATIVA PER IL COVID


(13/10/2020)

La MARSH ha fornito i dettagli dell’interessante proposta di soluzione assicurativa #andratuttobene di UnipolSai legata all’emergenza Covid-19, a tutela della salute dei nostri associati e dei loro familiari: 

https://www.anuu.org/public/ckeditor/data/20-1006-ANUU-ANDRATUTTOBENE-per-te_flyer.pdf

OPUSCOLI SULLA PESTE SUINA AFRICANA


(06/10/2020)

Il Ministero della Salute, in collaborazione con il CEREP e il CERMAS, ha realizzato un interessante opuscolo per i cacciatori sul tema della Peste Suina Africana, con importanti indicazioni e riferimenti:

https://www.anuu.org/public/ckeditor/data/CAC_17_opuscoliPoster_481_2_alleg.pdf


PIOMBO: LA FACE RIBADISCE LA SUA POSIZIONE

(18/09/2020)

Il 3 settembre 2020 il Comitato per l’autorizzazione delle sostanze chimiche della Commissione Europea (Comitato REACH) ha adottato il regolamento che limita l’uso di pallini di piombo nelle zone umide dopo un periodo di transizione di due anni. Sulla base di un rapporto dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA), nel 2017 vennero già preparate varie bozze di regolamento. La FACE, in rappresentanza dei sette milioni di cacciatori europei, ha espresso aspre critiche alle bozze presentate ma, nonostante i ripetuti tentativi, le criticità non sono state eliminate, o almeno smussate, nel progetto di legge. Secondo la FACE, che ha ribadito la sua posizione in occasione dell’Assemblea generale del 7 settembre 2020, il regolamento che è stato ora adottato è inapplicabile e crea incertezze giuridiche e confusione. Il problema più grande è la definizione di “zone umide”: come riferimento si utilizza la Convenzione di Ramsar, secondo cui “le zone umide sono prati umidi, brughiere, paludi o corpi idrici, naturali o artificiali, permanenti o temporanei, immobili o fluenti, acque dolci o salmastre”. Questo potenzialmente include anche piccoli fossati o pozze che si formano sulle strade o nei campi dopo una pioggia. A peggiorare le cose, i pallini di piombo non possono essere utilizzati in una zona cuscinetto di 100 metri intorno a una zona umida. Questo potrebbe rendere impossibile la caccia con pallini di piombo anche dopo un temporale. Nemmeno i campi di tiro sfuggono al nuovo regolamento: se un poligono ricade all’interno di tale spazio cuscinetto, non si possono utilizzare munizioni contenenti piombo. Le incertezze sorgono anche per quanto riguarda il trasporto: se durante un controllo un cacciatore viene trovato in possesso di munizioni al piombo e si trova vicino a una zona umida, il nuovo regolamento prevede che il cacciatore debba dimostrare che le munizioni trasportate non erano destinate all’uso in quella zona. In molti Paesi vigono già restrizioni nell’uso di pallini di piombo. Anche in alcune zone in Italia, come in Alto Adige, ne è vietato l’uso, come nelle zone umide di Natura 2000. Tuttavia, il nuovo regolamento costringe ora i Paesi dell’UE ad adeguare i precedenti regolamenti ai nuovi e più severi requisiti. La decisione sarà sottoposta all’esame del Parlamento europeo, il quale avrà tre mesi di tempo per approvare la bozza, emendarla, se necessario, o respingerla. Resta quindi ancora da vedere quale sarà la decisione finale.

XCACCIA:
L’UTILISSIMA APP PER I CACCIATORI


(18/09/2020)

Anche quest’anno l’ANUUMigratoristi rende disponibile gratuitamente ai propri associati “XCACCIA”, l’APP nata nel 2017 per la tutela e sicurezza dei cacciatori, molto utile grazie alle sue molteplici funzioni. Fondamentale è il Servizio gratuito di richiesta di soccorso, ma vi è molto altro: permette di scaricare le mappe di tutta Italia, segnala l’entrata nelle aree protette nazionali e internazionali, dispone di un vero e proprio diario di caccia per memorizzare i prelievi, indica tutte le specie cacciabili sulla base dei Calendari venatori, mostra il tracking dei percorsi per poter rivedere il proprio percorso di caccia, permette di conoscere sempre la propria posizione con coordinate e altimetria, ricorda dove si è parcheggiata l’auto e in quale Comune o ATC ci si trovi. L’APP “XCACCIA” non necessita di connessione a internet, se non per alcune funzioni, ed è scaricabile gratuitamente sul proprio cellulare seguendo le indicazioni del manuale dettagliato sul sito: www.xcaccia.it. Per informazioni e assistenza: info@xcaccia.it – tel. 0984/446924 

https://www.anuu.org/public/ckeditor/data/Volantino-ANUU-2020.pdf

SICUREZZA CACCIA E COVID
(11/09/2020)

Le Associazioni componenti la Cabina di Regia del mondo venatorio (FIdC, Enalcaccia, Libera Caccia, Arci Caccia, ANUUMigratoristi, Italcaccia, EPS, CNCN) ha redatto un importante Comunicato Stampa e un chiaro opuscolo nel quale sono raccolte le misure di sicurezza anti-Covid-19 a caccia per far comprendere a tutti che la nostra attività, in tutte le sue forme, può ricominciare in piena sicurezza e nel rispetto delle regole anti-Covid-19, ovviamente con il massimo della responsabilità da parte di ognuno. 


https://www.anuu.org/public/ckeditor/data/OPUSCOLO-SICUREZZA-Caccia-e-COVID-19.pdf

UNA BUONA ANNATA?

(05/08/2020)

La stagione di caccia si era conclusa da poco, tra l’altro con giornate più che soddisfacenti nella seconda metà di gennaio. Eravamo ancora tutti elettrizzati dagli ultimi voli, dalle ultime emozioni, dalle ultime ore di caccia trascorse in compagnia di amici fraterni a cui si perdona tutto e dai quali tutto ti viene perdonato. Stagione di caccia conclusa con un “cappello del prete” grandissimo, inflittomi da Piero, che ancora ci ridiamo su. Eravamo già in azione anima e corpo, protesi nei lavori di fine inverno propedeutici alla miglior creazione possibile dell’ambiente per la prossima stagione quando, come un meteorite che, invece di sfiorare la terra, la colpisce, ci siamo trovati catapultati nel lockdown, increduli, stupiti, impauriti, rinchiusi in casa senza più poter disporre di alcun contatto reale. Molti, troppi purtroppo, sono stati colpiti da questa nuova impietosa malattia che ogni giorno si portava via qualcuno di noi, grandi uomini e persone modeste, allo stesso modo, alla stessa maniera, senza nemmeno poterli salutare e le notizie orribili che arrivavano quotidianamente tramite il telefono ci facevano disperare. Ma il mondo della natura, quello che vive benissimo senza internet e compagnia cantante, quello che è fatto di voli, di musiche, di colori, di istinto e soprattutto di doti a noi sconosciute che permettono la sopravvivenza delle specie selvatiche a dispetto dei nostri sabotaggi, il modo vero, quello selvatico, puro, limpido, regolato dalle leggi di Dio e per fortuna non da quelle degli uomini, il mondo degli uccelli e dei quadrupedi, dei beccaccini, dei caprioli, dei tordi e delle lepri, germani e dei cinghiali, quel mondo così discreto che la gente normale manco sa che esiste e come esiste, quel mondo dicevo, del Covid-19 non ne sapeva nulla e neppure gliene fregava, anzi, il mondo della natura si godeva il fatto che quell’essere a due gambe che tanto disturba, improvvisamente era sparito dalla circolazione. Così senza che ce ne rendessimo conto, quando finalmente abbiamo potuto ritornare ai nostri territori, alle nostre paludi, ai nostri boschi, abbiamo scoperto quanto di buono avesse prodotto la nostra assenza. La meraviglia nel vedere così tante specie di anatre e trampolieri già in nidificazione è stata unica. Vabbè, ci avevamo lavorato da anni per creare ambienti e biotopi sempre più favorevoli ma non mi aspettavo di vedere tanto ben di Dio. In Emilia Romagna la stagione primaverile è stata propizia, con clima né troppo freddo né troppo caldo e nessun nubifragio che potesse devastare ambiente e covate, nessuna presenza umana, birdwatching compreso, insomma un Eden per gli uccelli, un fiorire meraviglioso. Nelle nostre paludi che, se mi permettete preferisco chiamare valli per un attaccamento alla mia terra, quest’anno si sono fermati a nidificare i moriglioni in quantità tale che non vedevo da una vita. Quasi tutte le valli dell’entroterra a cavallo delle province di Bologna e Ferrara (e sono tante) hanno il privilegio di ospitare comunità di “magassi” e nondimeno se ne vedono in “Valle Baiona”, nel ravennate, mentre altre coppie con prole si possono osservare lungo il canale “Lepri” che circoscrive la grande Valle del Mezzano. Altrettanto si può asserire per la canapiglia e con piacere incontro anche marzaiole e mestoloni con piccoli a seguito. Molte pavoncelle hanno portato a termine con successo la nidificazione e come loro anche altri trampolieri, per non parlare del germano e delle oche selvatiche sempre più presenti. Ovunque vi siano piante ad alto fusto nidifica il colombaccio al punto che ormai la sua popolazione semistanziale può fare invidia alla Scozia. Le lepri stanno vivendo una vera esplosione demografica tanto che non c’è ora del giorno e della notte che non se ne veda qualcuna gironzolare tranquillamente. Ma anche la piccola selvaggina, merli, storni e qualche allodola ha incredibilmente deciso di tornare a fermarsi per far razza nelle nostre pianure riempiendo di suoni e di colori i nostri cieli. Ogni mal non vien per nuocere: il 2020 potrebbe davvero presentarsi come una buona annata. (Dante Pozzi)

ARRIVEDERCI, CARO BRUNO
(23/07/2020)

Un altro gigante della caccia italiana ci ha lasciati. In questo 2020, vero annus horribilis, anche l’amico Bruno Modugno, alle prime ore del mattino del 22 luglio, è partito per l’ultimo viaggio. Gigante dell’informazione non solo venatoria, Bruno è stato giornalista, scrittore, autore televisivo e cinematografico ma, per tutti noi seguaci di Diana, è stato soprattutto un collega cacciatore appassionatissimo e dalla cultura sterminata. Giornalista RAI e conduttore del TG1 delle 13.30 dal 1976 al 1979, autore di romanzi di successo vincitori di premi come Re di Macchia, Cento scalini di buio e Cacciatore d’ombre, membro del comitato di redazione di Diana e poi fondatore/direttore di Caccia+, direttore editoriale del canale monotematico Seasons dell’allora piattaforma digitale di Tele+ e, successivamente, dal 2004, direttore del Canale 235 Caccia di SKY, Bruno è stato un grande amico dell’ANUU in quanto grande amico di Giovanni Bana, che per l’ultima volta, in ordine di tempo, lo volle nel 2018 tra gli ospiti d’onore per la celebrazione del sessantesimo dalla fondazione associativa. I due colossi profusero un impegno congiunto tra il 1980 e il 1992 in sede UNAVI nell’operazione denominata “carta contro carta”, quando dalle pagine dei giornali ribattevano colpo su colpo agli attacchi degli anticaccia, all’epoca piuttosto virulenti e pressoché quotidiani. Era sensibilissimo alle tematiche gestionali, sia della fauna selvatica che degli habitat, così come a temi più strettamente culturali e letterari. Suoi ospiti partecipammo a numerose trasmissioni dapprima nei suoi programmi su Seasons, cioè Storie di Riva e di Bosco e Le nostre stagioni e, oggi, in Parliamo di Caccia su SKY. Il suo gesto del brindisi accompagnato dalla frase “alla faccia di chi ce vo’ male”, è divenuto proverbiale. Estimatore della gastronomia di selvaggina, non nascose mai l’ammirazione per la manifestazione Caccia in Cucina, della quale gli piaceva soprattutto il fatto che attraesse tante persone estranee al mondo della caccia e non praticanti questa attività. Nel CIC Italia Bruno rivestì per lunghi anni un ruolo che gli si adattava alla perfezione, ovvero quello di responsabile della Commissione informazione ed etica della caccia. Nel 1998 volle confezionare una puntata de Le nostre stagioni sulla prima edizione del Concorso europeo di chioccolo, svoltosi nella magnifica cornice della Sagra dei Osei di Sacile: perché Bruno fu certamente un appassionato praticante della caccia al cinghiale e degli ungulati in genere, ma fu anche, senza dubbio, un estimatore e difensore di tutte le tradizioni cinegetiche, senza remora alcuna. I casi della vita sono strani e non cessano mai di stupirci: solo poche settimane or sono, grazie alla sua sensibilità, registrammo una puntata della sua trasmissione Parliamo di Caccia, dedicata alla memoria di Giovanni Bana, con la partecipazione di altri amici comuni che hanno voluto condividere con noi ricordi, riflessioni, aneddoti sul nostro Presidente onorario. Era visibilmente emozionato Bruno, a tratti commosso, ma riuscimmo anche a farlo sorridere con noi e questo è stato bello. Ora è toccato a lui di incamminarsi sul grande sentiero. Un forte abbraccio vada ai familiari, cui l’intera famiglia dell’ANUUMigratoristi si stringe con forza nel periodo più doloroso del distacco. Arrivederci caro Bruno e porta un saluto a tutti gli altri Grandi della Caccia che sono andati avanti e ai quali oggi ti sei ricongiunto. 

UNO SPECIALE DEDICATO ALL’AVVOCATO GIOVANNI BANA
(14/07/2020)

È stata edita dalla Sereno S.r.l. di Milano una pubblicazione speciale sul compianto avvocato Giovanni Bana, il nostro storico Presidente onorario che ci ha lasciato il 20 marzo di questo terribile 2020 per colpa del subdolo nemico Covid-19. Grazie al contributo di amici, collaboratori, colleghi, familiari, sono state raccolte riflessioni, narrazioni, ricordi, messaggi di cordoglio, tutti a testimoniare la stima, l’ammirazione e l’affetto per uno straordinario uomo che indiscutibilmente ha fatto la storia. Nelle

trentasei pagine dello speciale dal titolo “GIOVANNI BANA, UNA VITA PER LA CACCIA IN ITALIA E IN EUROPA”
numerose immagini raccolte durante gli anni della sua incredibile storia corredano puntualmente i testi in memoria di un cacciatore, di un avvocato, di una persona dalle doti eccezionali che non si fermava mai dinnanzi a nulla. Un guerriero che ha lottato fino all’ultimo per i suoi ideali e per la sua amata caccia, senza mai arrendersi e incarnierando molti risultati. Abbiamo voluto conferirgli questo tributo perché il suo lavoro e il suo esempio non vadano dimenticati e possano servire da spunto propulsore per chi ha in mano il futuro dei cittadini-cacciatori italiani. La speciale pubblicazione può essere scaricata in formato elettronico dal link https://www.anuu.org/public/ckeditor/data/Speciale_Giovana-Bana.pdf

IL COVID BLOCCA ANCHE IL GAME FAIR 2020
(14/07/2020)

Il Game Fair 2020, che avrebbe dovuto svolgersi presso il Centro Fiere di Grosseto dall’11 al 13 settembre, non potrà celebrare la sua 30a edizione a causa del Covid-19. Purtroppo, viste le quotidiane segnalazioni di nuovi focolai e la situazione di insicurezza che permane su tutto il territorio, non sussistono le condizioni per poter organizzare in sicurezza questa importante manifestazione, unica nel suo genere, per i visitatori e gli espositori che ogni anno vi partecipano da ogni parte d’Italia. Il panorama è ancora incerto, ma siamo sicuri che gli organizzatori, dopo questa scelta dolorosa ma dovuta, sapranno organizzare per il 2021 una nuova ed ancor più emozionante edizione. 







MARIO FURIA SE N’È ANDATO
(07/07/2020)



Mario Furia ci ha lasciati. Da circa un anno le sue condizioni di salute erano diventate più critiche e purtroppo sabato 4 luglio 2020, a 89 anni, si è spento nella sua abitazione di Gorno (BG). Tra le sue amate montagne della Valle del Riso, e non solo, era molto conosciuto perché quando aveva circa 20 anni, dopo la morte del padre, aveva fatto il suo ingresso nel mondo minerario e lì vi era rimasto fino alla pensione. Nel tempo si fece strada diventando niente meno che il Segretario provinciale nel Sindacato dei minatori di Bergamo ed entrando a far parte della CECA/Comunità Europea Carbone e Acciaio. Per noi dell’ANUUMigratoristi di Bergamo è stato per molti anni lo storico Presidente provinciale (oltre che Presidente del Gruppo di Gorno, ora guidato da suo figlio Lucio), bandiera e punto di riferimento che vogliamo ricordare per la tenacia con cui ha condotto innumerevoli battaglie in difesa della Caccia. Con Mario Furia non se ve va soltanto un Amico ma una persona che ha sempre saputo dare voce e sostegno ai diritti del mondo venatorio con implacabile energia. Siamo vicini a tutti i suoi familiari nella speranza di confortarli grazie alla sua imperdibile memoria. 






MEMORIA LUNGA MA A SINGHIOZZO

(18/05/2020)

Le polemiche interne al nostro mondo non mi sono mai piaciute e ben raramente ho dedicato del tempo a cercare di chiarire le idee a chi dimostrava con le sue affermazioni di averle un po’ confuse oppure, ancora peggio, di volere artatamente confonderle agli altri.
Oggi, però, ho letto su Bighunter le esternazioni del Presidente di ANLC Paolo Sparvoli e del Parlamentare europeo Sergio Berlato, Presidente della Confavi, scaturite dopo le dichiarazioni del Presidente di FIDC Massimo Buconi in merito all’iniziativa assunta da Legambiente contro la caccia in braccata.
Siccome questi signori (Sparvoli e Berlato) mi tirano in ballo anche personalmente (ricordando - purtroppo a sproposito - il Protocollo di Intesa con Legambiente sottoscritto nel 2014), ritengo opportuno fornire a tutti qualche precisazione e, soprattutto, rinfrescare la memoria a qualcuno che dichiara di averla lunga ma, nei fatti, dimostra di averla lunga solo a singhiozzo o solo quando pensa possa farle comodo.
Brevemente vorrei ricordare a tutti - e in particolare a Sparvoli e Berlato - che il tanto da loro criticato Protocollo di Intesa sottoscritto con Legambiente:
1) non riguardava e non ha mai riguardato nessuna questione legata all’attività venatoria;
2) riguardava solo la programmazione di iniziative comuni volte alla conservazione degli ambienti naturali e della fauna per difendere il patrimonio faunistico dalle principali minacce ambientali, sociali ed economiche (consumo di suolo, perdita di specie e habitat, specie alloctone, crisi idrica, inquinamento, incendi, cambiamenti climatici, ecc.) e per prevenire i danni provocati dalla fauna selvatica all’ambiente e alle colture agricole;
3) ha suscitato grande interesse, attenzione e condivisione al punto che si sono sviluppate cose importantissime per i cacciatori italiani: la filiera produttiva collegata alla caccia ne ha colto l’importanza e si è attivata per sostenere concretamente ancor più ampi rapporti con altre realtà sociali interessate; si sono avvicinate le Università (Milano, Napoli, Urbino, Pollenzo, ecc.); si è avvicinata Federparchi; si è avvicinata Coldiretti; si sono elaborati e condivisi progetti comuni di grande interesse per tutti, come la Banca dati ungulati, la Filiera carne di selvaggina e Modelli di gestione faunistica; si è data visibilità mediatica, grazie ad AGI, al ruolo positivo della caccia e dei cacciatori.
Forse a Sparvoli e a Berlato questi obiettivi non interessano o pensano che non interessino ai cacciatori italiani?
Forse ritengono davvero che sia scandaloso cercare di perseguirli d’intesa con chi non ha in tasca una tessera venatoria ma una tessera ambientalista?
Forse pensano davvero che sia come cercare di mettere insieme il diavolo e l’acqua santa e temono un contagio peggiore di quello del COVID 19?
Forse pensano davvero che la caccia si difenda mantenendo le barricate tra il nostro mondo e quello ambientalista e più in generale la società tutta?
Io no: a me questi obiettivi interessano.
Non trovo scandaloso ma intelligente ed utile cercare di coinvolgere e “sfruttare” gli ambientalisti, non temo contagi, ma spero che possiamo essere noi a contagiare loro, ritengo stupide le barricate e invece opportuno cercare di integrarci davvero e a pieno titolo con la società.
Ma allora, mi chiedo, perché tornare a fomentare critiche e divisioni al nostro interno quando nel mirino dovremmo tutti avere lo stesso bersaglio, cioè chi ha sparato le solite cazzate anticaccia?
Questa si che è una politica fallimentare che ripete gli errori del passato e che necessiterebbe delle scuse.
L’unica risposta che vedo a questa domanda, anche se non mi piace per niente, è che si tratti solo di reiterate critiche strumentali volte, in realtà, solo a cercare di fare qualche tessera in più o a conquistare un po’ di consenso politico.
Noi dell’ANUUMigratoristi no.
Noi vogliamo dare un futuro alla caccia.
Non ci interessa andare a caccia di tessere, non abbiamo ambizioni politiche e nessun altro interesse generale o personale di qualsiasi natura.
Lasciamo che i cacciatori ci giudichino per il nostro lavoro e non critichiamo il lavoro degli altri, se non in occasioni come questa che prevedano la necessità di una vera e propria legittima difesa.
Io e la mia Associazione, l’ANUUMigratoristi, intendiamo solo lavorare per portare la caccia a testa alta nella società, continuando a perseguire l’obiettivo di una vera unità del mondo venatorio, continuando a sperare che il prima possibile si possa davvero riunire tutti i cacciatori italiani sotto una unica e nuova bandiera, condizione assolutamente necessaria per rafforzare la nostra capacità di stabilire solide alleanze esterne (mondo agricolo, mondo della scienza, scuole e giovani, mondo della comunicazione, mondo ambientalista), di comunicare e integrarci con la società e di sviluppare sempre più la ricerca scientifica come base credibile ed autorevole delle nostre rivendicazioni in materia di specie cacciabili, periodi di prelievo e cacce tradizionali.
Si dice che le idee camminano sulle gambe degli uomini.
Mai come in questa vicenda ciò corrisponde al vero.
 
Marco Castellani
Presidente ANUUMigratoristi



IMPORTANTE: SICUREZZA COVID-19
Ecco 5 regole di buona condotta indicate dalla Cabina di regia unitaria del mondo venatorio per rendere la pratica venatoria tra le più sicure rispetto ai rischi di contaminazione

(19/05/2020)

DOMENICO GRANDINI NON E’ PIU’ TRA NOI

(25/03/2020)

Con immenso dolore, dobbiamo comunicare la scomparsa del nostro carissimo, grande Amico e persona di eccezionale umanità Domenico Grandini, Presidente regionale della Lombardia, Consigliere nazionale e componente del Comitato Esecutivo dell'ANUUMigratoristi. Tutta l'associazione piange la scomparsa di un altro pilastro dei cacciatori lombardi e italiani, stringendosi alla signora Ornella, ai figli  e a tutti i suoi familiari. 
 
Massimo Zanardelli
Presidente provinciale ANUU Migratoristi Brescia




 


ADDIO CARISSIMO DOMENICO
 
Domenico Grandini, Presidente regionale della Lombardia, Consigliere nazionale e Membro del Comitato Esecutivo ANUUMigratoristi ci ha lasciati.
Ho perso così, subito dopo l'Avv. Giovanni Bana, un altro grande Amico, un altro membro della mia Famiglia associativa, un'altra persona speciale che mi ha dato tanto sul piano personale e umano.
Domenico era una persona fantastica: buono, gentile, disponibile, sempre in prima fila non solo per soddisfare qualsiasi necessità dei Suoi tantissimi soci del grande Gruppo di  Concesio-Nave-Villa Carcina, di tutta la provincia di Brescia o dell'intera Lombardia, ma anche per organizzare mille altre attività sociali, culturali e ambientali, nonché per solidarietà concreta coordinando molteplici iniziative a sostegno dei più bisognosi.
Nella sua Concesio aveva saputo costruire un gruppo di amici, dirigenti e collaboratori incredibilmente attivo e unito. Un fantastico gruppo di veri Amici che ricambiavano con spontanea disponibilità quanto Domenico, altrettanto spontaneamente e generosamente, donava con la sua grande umiltà e concretezza.
Domenico era un gentiluomo nei rapporti con tutti e anche con le altre Associazioni aveva sempre saputo dialogare in modo corretto e costruttivo. E per questo tutti gli volevano bene e lo rispettavano.
A Concesio, proprio per questo clima di efficienza, generosità sociale e rispetto, il Sindaco - riconoscente per le attività di utilità sociale garantite alla collettività - qualche anno fa mise gratuitamente a disposizione delle Associazioni Venatorie, degli Alpini e delle altre Associazioni locali un'area in cui fu costruita una bellissima e moderna Sede comune, suddivisa progettualmente in base alle rispettive possibilità e necessità. Con grande generosità tutti i soci contribuirono alla costruzione donando risorse e lavoro, ognuno per la propria possibilità e professionalità.
In ogni occasione di lavoro, per riunioni o Assemblee, Domenico e il fantastico Gruppo dei suoi collaboratori, organizzavano presso la sede dei veri e propri pranzi, ospitando spesso decine e decine di persone e insieme si degustavano ottimi piatti a base di selvaggina e fantastici spiedi bresciani realizzati in loco dove non mancava tutta l'attrezzatura necessaria. Nel clima generale di amicizia e convivialita' che caratterizza il modo di essere e fare di questi amici bresciani, ha sempre brillato anche il ruolo diretto delle loro mogli, compagne, figlie e amiche, sempre con loro, sempre gentili, sempre disponibili in tutte le occasioni in cui Domenico organizzava, magari anche improvvisando o con un preavviso minimo, qualche evento con "strascico" gastronomico in sede.
Si lavorava, si cercavano soluzioni ai problemi della caccia e poi tutti insieme, amichevolmente e fraternamente, si vivevano bellissimi momenti di allegra convivialita' e amicizia. Forse "armonia" e' la parola giusta per descrivere questa realtà bresciana che Domenico incarnava così perfettamente.
Domenico affrontava ogni situazione con lungimiranza ed educazione e si faceva in quattro pur di non mancare mai ad un impegno, fosse questo a livello locale, nel Comitato Esecutivo nazionale o nelle tante riunioni che ha affrontato in Regione rappresentando la nostra Associazione sempre con stile e propositiva fermezza apprezzati e riconosciuti da tutti.
Dotato di grandissime doti di organizzatore, Domenico non si tirava mai indietro ma anzi coagulava attorno a se anche i suoi inseparabili amici e collaboratori, nonché i Presidenti degli altri Gruppi della Valle Trompia e i Presidenti di tutte le altre province della Lombardia con i quali spesso ci trovavamo nelle nostre periodiche riunioni regionali di coordinamento.
Il mio pensiero e la mia affettuosa vicinanza vanno ora alla moglie Signora Ornella, ai figli e a tutti i Suoi cari in questo momento così tragico per la Famiglia Grandini.
La stessa mia vicinanza va a tutti i suoi e miei Amici di Concesio, della Valle Trompia e di tutta Brescia che in questi anni ho conosciuto e frequentato con immenso piacere non appena mi era possibile partecipando alle mille occasioni di incontro a cui sempre mi invitavano.
Grazie Domenico per avermi dato la Tua amicizia, per avermi insegnato tanto umanamente. Grazie per tutto quello che hai fatto in tanti anni di impegno concreto e disinteressato.
Mi fa piacere ora pensarti alle prese con una bella chiacchierata con l'Avv. Giovanni Bana in un Paradiso benedetto dal trillo delle allodole e dallo zippar dei tordi.
Addio carissimo Domenico.
 
Il Presidente ANUU Migratoristi
Marco Castellani
 



LETTERA DEL PRESIDENTE CASTELLANI


(24/03/2020)

                                                                     
UN GRANDE ABBRACCIO A TUTTI: ANDIAMO AVANTI UNITI E DETERMINATI COME AVREBBE VOLUTO L'AVV.  GIOVANNI BANA
 
Cari Amici,
stiamo tutti vivendo un momento tragico che non ha precedenti nella storia recente.
Siamo chiamati ad una grande prova, trovandoci catapultati in uno scenario che credevamo possibile solo in Paesi lontani, all'altro capo del mondo, oppure in qualche film di fantascienza.
Invece, ora, ci troviamo costretti a vivere questa difficile e tragica realtà dell'epidemia di COVID-19 sulla nostra pelle.
Siamo costretti a restare a casa per cercare, tutti assieme, di fermare o quantomeno rallentare l'epidemia in atto che ormai è diventata una vera e propria pandemia mondiale.
In un attimo ci siamo ritrovati tutti a vivere un incubo che pare aver cancellato non solo le nostre abitudini e i nostri stili di vita precedenti, ma anche le preoccupazioni e i problemi che "prima" ci sembravano tanto grandi e prioritari.
Ora, spaventati da questa inusuale realtà, pare tutto passato in secondo piano e ci interroghiamo sul nostro futuro, su quello dei nostri cari e in pratica sul futuro dell'intera umanità.
Questo nemico invisibile si sta portando via a migliaia soprattutto i nostri anziani, i custodi del nostro passato, dei nostri valori e delle nostre tradizioni.
Una perdita immensa, non solo per le famiglie che ne sono direttamente colpite, ma per tutta la nostra Società.
Sono orgoglioso di quanto state facendo per contribuire anche economicamente nella lotta contro questo maledetto virus e vi ringrazio per l'esempio che stiamo dando, come intero mondo venatorio italiano, di umanità e solidarietà.
Come sempre i Cacciatori sono in prima linea, mettendoci cuore, faccia e fatica.
Mi rattrista però pensare che quando ne usciremo, perché ne usciremo, saremo tutti più poveri e non solo in senso economico per gli inevitabili strascichi che si riverbereranno  sull'economia mondiale, ma soprattutto saremo più poveri perché avremo perso gran parte delle radici umane che erano profondamente radicate nella nostra storia e custodivano le esperienze del nostro passato.
E, tragedia nella tragedia, anche la nostra grande Famiglia dell'ANUUMigratoristi è stata direttamente colpita: con la dipartita dell'Avv. Giovanni Bana abbiamo perso un riferimento, un faro, un Amico e per molti di noi un Padre.
Io non volevo crederci.
Sapete tutti quanto anche personalmente io fossi legato all'Avv. Bana avendo avuto la fortuna di conoscerlo e frequentarlo potendone così apprezzare in mille occasioni le Sue doti di grande Uomo, dotato di valori, umanità, sensibilità, forza e generosità senza pari, condottiero di mille battaglie sia da Avvocato che da Dirigente del mondo venatorio a livello nazionale e internazionale, sempre con il suo stile educato, gentile, signorile, ma allo stesso tempo fermo e determinato. Un vero Maestro di vita.
Lui aveva una grande attenzione per i giovani e desiderava coinvolgerli in ogni modo, anche se con il suo dinamismo, la sua passione, la sua instancabile determinazione, era sempre più attivo ed efficiente di qualsiasi giovane pur se volenteroso.
Era instancabile e scherzando ogni tanto gli dicevamo che era bionico e non umano.
Di fronte a qualsiasi difficoltà, ostacolo o impegno, Lui sfoderava sempre la Sua grinta incredibile, stimolandoci sempre a non mollare, a continuare a combattere per il bene della caccia e dei cacciatori senza mai guardare alla loro appartenenza associativa.
Ogni sforzo, diceva, va fatto per dare un domani alle nostra tradizioni venatorie e verrà un tempo in cui, finalmente, tutti capiranno quanto è stupido essere divisi tra sigle diverse quando nel cuore abbiamo tutti la stessa passione, lo stesso amore per la caccia, in tutte le sue meravigliose forme, lo stesso amore per la natura, la ruralità, il paesaggio ...
Fino al Suo ultimo respiro ha avuto a cuore questi obiettivi e pur dal Suo letto di ospedale cercava in ogni modo di contattarci per seguire l'evolversi dei problemi quotidiani e darci il Suo coraggio per affrontarli.
L'Avv. Giovanni Bana ora purtroppo ci ha lasciati, ma ha seminato profondamente in tutti noi la Sua forza e la Sua determinazione.
Ci ha lasciato in eredità l'amore e il senso di appartenenza ad una grande Associazione, l'ANUUMigratoristi, contando sul nostro impegno per portarla ancora più avanti nell'interesse non solo dei suoi soci ma di tutti i cacciatori italiani.
Il modo migliore che abbiamo per ricordarlo e onorare la Sua memoria è quello di far tesoro del Suo esempio, di assorbire i Suoi insegnamenti, di far nostre le Sue energie e di continuare a lavorare e ad impegnarci per far sempre più grande la nostra Associazione con il consueto amore e la consueta dedizione, con unità di intenti, rispetto reciproco, attenzione, amicizia, solidarietà, sincerità, disinteresse e amore.
Così Lui avrebbe voluto che ci comportassimo e io sono certo di poter contare su tutti Voi.
Me ne avete dato esempio sino ad oggi con il Vostro prezioso e quotidiano lavoro in prima linea.
Sono certo che tutti insieme, uniti nell'affettuoso ricordo dell'Avv. Giovani Bana, saremo ancora più forti e determinati nel nostro agire per il bene della Caccia italiana e dell'ANUUMigratoristi.
E Lui, l'Avv. Giovanni Bana, dall'Alto ci vedrà e ci aiuterà con il Suo bel sorriso sulle labbra.
Grazie e un grande, forte abbraccio a tutti.
 
IL PRESIDENTE
Marco Castellani
 
Bergamo, 24 marzo 2020

ARRIVEDERCI AVV. BANA

CIAO GIANNI
(20/03/2020)

Non volevo credere alle parole che stamattina mi sono giunte telefonicamente dalla Roberta, la nostra storica responsabile della Segreteria nazionale che, con voce rotta dall'emozione, mi ha comunicato della scomparsa del nostro amatissimo Presidente Onorario Avv. Giovanni Bana.

Non scrivo queste righe per ricordare quanto la figura dell'Avv. Bana  - e prima di lui quella del Padre Antonio - abbia significato per il mondo venatorio italiano e internazionale nei lunghi anni del suo impegno su mille fronti.

Non le scrivo nemmeno per ricordare quanto da Lui fatto e rappresentato ai massimi livelli in ambito professionale in Italia e nel mondo.

Queste cose sono già patrimonio pubblico e provate da mille battaglie condotte con il Suo stile educato, gentile, ma allo stesso tempo fermo e determinato.

Scrivo queste righe, invece, per comunicare la fortuna che ho avuto nel conoscere e frequentare un grande Uomo, un grandissimo Uomo, dotato di valori, umanità, sensibilità, forza e generosità senza pari. Un vero Maestro di vita.

Era il 1991 ed io - allora giovane Funzionario di Coldiretti Lombardia - un mattino vidi entrare l'Avv. Bana nei nostri Uffici perché lo attendeva il nostro Presidente, il Senatore Mario Campagnoli, che in quel periodo era anche Presidente della Commissione Agricoltura della Camera e Relatore del progetto di legge che poi diventò l'attuale legge n. 157/92.

Conoscevo l'Avv. Bana di fama, tenendomi aggiornato sui problemi del mondo venatorio leggendo le principali riviste di settore e lo riconobbi subito quando entrò in ufficio.

Quando finì il suo incontro con il Sen. Campagnoli mi feci coraggio e mi presentai.

Lui, con grande gentilezza e affabilità, mi concesse una indimenticabile chiacchierata e alla fine mi diede i riferimenti per contattarlo sia in Ufficio sia presso la sede nazionale dell'ANUUMigratoristi a Bergamo, dicendomi che c'era sempre bisogno di giovani desiderosi di impegnarsi per il futuro della caccia.

In un baleno mi ritrovai coinvolto direttamente nella frenetica vita associativa dell'ANUUMigratoristi e trascinato dal dinamismo dell'Avv. Bana iniziai a condurre mille esperienze entusiasmanti, prima dando vita al Comitato Giovani, poi come Consigliere Nazionale, Membro del Comitato Esecutivo, Vice Presidente nazionale e infine come Presidente nazionale.

La vita nell'ANUUMigratoristi era ed è come quella in una grande famiglia: nell'Associazione, infatti, sono cresciuto non solo professionalmente, ma anche umanamente e ho potuto consolidare tante vere amicizie. E questo sempre grazie all'Avv. Bana.

Eravamo nel 2010, ma già da tempo l'Avv. Bana insisteva affinché mi rendessi disponibile a candidarmi alla presidenza che Lui desiderava passasse in mano a una persona più giovane, quando cedetti alle sue pressioni e la nostra Assemblea nazionale volle farmi l'onore di sostituirlo alla guida dell'Associazione.

Diventò così il nostro "Past President", ma non smise mai di supportare tutti i nostri impegni con la consueta professionalità, competenza e costanza.

Lui aveva una grande attenzione per i giovani e desiderava coinvolgerli in ogni modo, anche se con il suo dinamismo, la sua passione, la sua instancabile determinazione, era sempre più attivo ed efficiente di qualsiasi giovane pur se volenteroso.

Quante riunioni, assemblee, convegni abbiamo vissuto assieme.

Ogni volta, alla fine dei lavori, mentre si rientrava in macchina e io guidavo, Lui continuava a lavorare scrivendo ringraziamenti, appunti, comunicazioni, relazioni che poi la Roberta trasformava subito  in documenti finiti e immediatamente inviati via mail ai destinatari.

Lo stesso accadeva se si attendeva un volo in aeroporto, mentre si volava o si viaggiava in treno.

Quanti meravigliosi incontri abbiamo vissuto nello splendido Osservatorio di Arosio.

La Sua grande passione. Studiare i segreti dei migratori alati che con i suoi preziosi collaboratori instancabilmente cercava di svelare riportando tutti i dati sui suoi registri e ogni tanto sfoderando il vecchissimo registro dove, prima di Lui, suo Padre Antonio riportava dati ed eventi riguardanti l'attività dell'allora Roccolo di Arosio.

Ultimamente, proprio ad Arosio, mi faceva notare come in un dicembre di quasi cento anni fa, fece un caldo incredibile e i presenti al Roccolo pranzarono all'aperto come fosse primavera. Alla faccia dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale di oggi.

Era instancabile e scherzando ogni tanto gli dicevamo che era bionico e non umano.

Ci sentivamo praticamente ogni giorno e le sue telefonate erano sempre la prima e l'ultima della mia giornata.

Lui ancora oggi mi chiamava affettuosamente "Marchino", nonostante gli anni siano passati anche per me e che fisicamente non sia proprio un fuscello,  ma io non sono mai riuscito a dargli del tu.

Per me era l'Avv. Bana, anche se l'affetto che provavo per lui era come quello di un figlio per il Padre.

Ora che l'Avv. Bana ci ha lasciati, dopo averci dato tanto, nello stringermi con affetto alla Sua famiglia in questo momento così tragico, lo voglio però salutare come non sono mai riuscito a fare prima: ciao Gianni. Mi mancherai, ci mancherai. Grazie di tutto e arrivederci.

 

Marco Castellani

Presidente nazionale ANUU Migratoristi





SALUTO A GIANNI BANA

(20/03/2020)

 


L’Avv. Giovanni Bana non è più tra noi. Ricoverato a Milano per una grave problematica polmonare, dopo diversi giorni di cure intensive e di lotta da par suo, il Presidente onorario dell’ANUUMigratoristi ha dovuto arrendersi. Classe 1937 – tra pochi giorni sarebbe stato il suo compleanno – l’Avv. Gianni se ne è andato nella sua stanza d’ospedale. In questo momento difficilissimo per tutto il Paese, nel quale le nostre abitudini di vita sono state sconvolte, non potremo nemmeno tributargli l’ultima dimostrazione di affetto, di calore e di stima che, nel corso della sua esistenza, si è quotidianamente guadagnato sul campo. Avremo tempo per ricordarlo con l’intensità e con le parole che gli sono dovute. Al momento, in quest’atmosfera irreale che ci avvolge tutti, ancor più appesantita da questo lutto, tutti noi dell’ANUUMigratoristi rivolgiamo a lui i nostri pensieri e a Maria Pia, ad Alessandra, ad Antonio e a tutti i suoi familiari un abbraccio, purtroppo solo a distanza, stringendoci forte a loro nel dolore. Che la terra ti sia lieve, Gianni carissimo.


 





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