logo ANUU Migratoristi
ok
invio mail
ok

LA LEGGE

ULTIMA ORA

REGIONE LOMBARDIA:
CON L’ORDINANZA DI FONTANA SI TORNA A CACCIA
NEL PROPRIO A.T.C. O C.A. DI RESIDENZA VENATORIA


(10/12/2020)

 
Grande soddisfazione anche in Lombardia (oggi in zona “arancione”) grazie alle azioni intraprese dalle Associazioni venatorie nei confronti delle Istituzioni per la rivalutazione del ruolo della caccia nei confronti dell’ambiente e della società. L’ordinanza firmata ieri,  09/12/2020, dal Presidente Fontana, ed immediatamente esecutiva come avvenuto qualche giorno fa in Toscana, sancisce che lo spostamento al di fuori del comune di residenza, domicilio o abitazione è consentito: 1) ai cacciatori per l’esercizio dell’attività venatoria nell’A.T.C. o nel C.A. di residenza venatoria, ovvero di iscrizione, compresa la caccia da appostamento fisso, e tutte le attività complementari alla caccia e al controllo come, ad esempio, l’addestramento e l’allenamento dei cani, il recupero degli ungulati feriti e il trasporto e trattamento delle carcasse presso gli appositi centri di raccolta, nel rispetto della normativa di settore; 2) ai cacciatori aventi titolo venatorio all’interno degli istituti privati, ovvero delle aziende faunistico-venatorie e delle aziende agrituristico-venatorie, in quanto autorizzati dal concessionario dell’azienda, sempre nel rispetto della normativa di settore. L’attività venatoria e quella di controllo faunistico sono limitate ai soli residenti anagraficamente in Lombardia e all’interno dei confini amministrativi regionali, nel rispetto del distanziamento sociale e con l’utilizzo dei previsti dispositivi di protezione individuale.

L’ORDINANZA DELLA REGIONE CALABRIA AUTORIZZA LA CACCIA
NEGLI A.T.C. DI RESIDENZA VENATORIA


(09/12/2020)

La Regione Calabria, che al momento si trova in zona “arancione”, ha emesso un’ordinanza con la quale si autorizza lo svolgimento dell’attività venatoria perché necessaria a conseguire l’equilibrio faunistico-venatorio, a limitare i danni alle colture e il potenziale pericolo per l’incolumità pubblica delle specie nocive, con le seguenti modalità: nel comune di residenza, nell’A.T.C. di residenza venatoria, nei distretti di iscrizione per il prelievo degli ungulati anche se situati in comuni diversi da quello di residenza, domicilio o abitazione; l’attività venatoria è limitata ai soli residenti in Calabria e potrà essere svolta solo in forma individuale e nel rispetto del distanziamento sociale e del divieto di assembramento.

LA CABINA DI REGIA SCRIVE ALLE REGIONI IN ZONA ARANCIONE PER CONSENTIRE LA CACCIA NEGLI ATC DI RESIDENZA


(05/12/2020)

Qui di seguito l’appello delle Associazioni componenti la Cabina di Regia unitaria del mondo venatorio ai Presidenti delle Regioni che si trovano in “zona arancione” perché – seguendo l’esempio del Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani –adottino delle ordinanze che diano la possibilità ai cacciatori di esercitare la loro passione non solo sul territorio del proprio comune di residenza ma anche all’interno dell’ATC di residenza venatoria e delle aziende faunistico venatorie e di altri istituti al di fuori del proprio comune di residenza o domicilio: 
https://www.anuu.org/public/ckeditor/data/CS-Cabina-di-regia-regioni-in-zona-arancione.pdf

TOSCANA: L’ORDINANZA DEL PRESIDENTE GIANI E LA CACCIA NEGLI ATC DI RESIDENZA VENATORIA


(05/12/2020)

Come si legge in questo Comunicato Stampa della CCT, grazie al grande lavoro delle Associazioni venatorie, il Presidente della Regione Toscana (ritornata in “zona arancione”) ha emesso un’ordinanza con la quale i cacciatori possono riprendere la caccia non solo sul territorio del proprio comune di residenza ma anche all’interno dell’ATC di residenza venatoria e delle aziende faunistico venatorie e di altri istituti al di fuori del proprio comune di residenza o domicilio:

https://www.anuu.org/public/ckeditor/data/CCT-IL-PRESIDENTE-GIANI-HA-FIRMATO-L’ORDINANZA--DA-DOMANI-SI-TORNA-A-CACCIA-.pdf

COMUNICATO DA PARTE DI
ASSOARMIERI, ANUUMIGRATORISTI, LIBERA CACCIA


(26/11/2020)

Assoarmieri, ANUUMigratoristi Lombardia e Libera Caccia Lombardia hanno presentato un ricorso al TAR per far dichiarare illegittima la sospensione dell’attività venatoria indirettamente derivata in Lombardia dall’applicazione del DPCM 3.11.2020.
Il ricorso chiede al Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia di dichiarare illegittimo il provvedimento con cui Regione Lombardia ha sospeso tutta l’attività venatoria, provvedimento preso in base alla nota della Prefettura di Milano che ha ritenuto la caccia non essere attività sportiva.
Riteniamo che il DPCM 3.11.2020 nulla dica in merito all’attività venatoria, consentendo espressamente in ogni caso l’esercizio di attività motorie e dell’attività sportiva svolta all’aperto in forma individuale.
Poiché la caccia tutta intesa è una attività motoria di natura sportiva svolta all’aperto in forma individuale, la nostra ferma convinzione è che la stessa sia consentita espressamente dal DPCM, per cui erra la Prefettura e sbaglia la Regione Lombardia il cui provvedimento per l’appunto appare illegittimo in quanto assunto in violazione di legge.
Abbiamo chiesto la misura cautelare della sospensione dei provvedimenti impugnati, in modo che non vi sarebbe più alcun impedimento all’attività venatoria.
Questo in quanto il tempo ordinario per la decisione del ricorso pregiudicherebbe senza rimedio i ricorrenti, poiché alla fine di gennaio 2021 la stagione venatoria sarà terminata.
Ci auguriamo che il TAR Milano sappia esaminare la questione di diritto e dare una corretta qualificazione degli interessi in questione in quanto non esiste alcuna norma positiva che vieti l’esercizio della caccia anzi, a ben vedere, il DPCM, consentendo anche in zona rossa l’esercizio di attività motorie di natura sportiva come sopra specificato, consente espressamente la caccia.
Questo alla luce anche del fatto che la dottrina, la giurisprudenza e tutta la manualistica hanno sempre ritenuto la caccia una attività motoria e quindi esercizio di natura sportiva.

CATTURA DEI RICHIAMI VIVI IN FRANCIA:
PARERE FAVOREVOLE DELL’AVVOCATO GENERALE
DELLA CORTE DI GIUSTIZIA UE


(25/11/2020)

Come noto, quasi alla vigilia dell’apertura della stagione 2020 delle catture dei richiami vivi di Turdidi in Francia, realizzate utilizzando la “glu” – in buona sostanza, il vischio – il Presidente Macron era personalmente intervenuto sospendendo l’attività, nell’attesa della pronuncia della Corte di Giustizia europea a seguito di un ricorso in precedenza promosso dal Consiglio di Stato. L’Avvocato Generale della Corte di Giustizia, la tedesca Juliane Kokott, ha precisato nel suo parere emesso pochi giorni orsono che la “chasse à la glu” può essere autorizzata se si limita alle piccole quantità, stimando che può essere compatibile con la Direttiva Uccelli se riveste una rilevanza culturale. È noto che i giudici componenti la Corte non sono obbligati a condividere tale parere che, comunque, è una posizione ufficiale di uno degli organi comunitari aventi titolo ad esprimersi nelle controversie aventi ad oggetto l’applicazione nazionale delle normative comunitarie. Ovviamente, tale pratica deve limitarsi a prelievi di piccole quantità delle specie di uccelli interessate, nell’ottica di un utilizzo giudizioso, a condizione, sostiene l’avv. Kokott, che le competenti autorità francesi pervengano ragionevolmente alla conclusione che il mantenimento di una forma di “caccia” tradizionale, a fini ricreativi, distribuita a livello regionale, abbia un’importanza culturale. In altre parole “un metodo di caccia può essere riconosciuto come sufficientemente selettivo se è accertato che la cattura involontaria di specie di uccelli differenti e le conseguenze di una tale cattura siano accettabili rispetto all’importanza culturale del modo di cattura” (tradotto dal francese, N.d.A.). Ovviamente, oltre al rispetto delle piccole quantità, l’avv. Kokott sottolinea la necessità di controlli e sorveglianza stretti, nonché del rispetto del criterio della selettività del metodo: in buona sostanza, invocando il rispetto delle condizioni di cui all’art. 9, par. 1, lett. c) della Direttiva. Per la cronaca, ricordiamo che la cattura col vischio di tordi e merli da impiegare come richiami vivi nella caccia da appostamento è praticata in cinque Dipartimenti del sud-est della Francia, ossia Alpes-de-Haute-Provence, Alpes-Maritimes, Bouches-du-Rhône, Var e Vaucluse. Un buon passo avanti in attesa della pronuncia della Corte che ormai non dovrebbe tardare.

DPCM DEL 03/11/2020 E IMPATTO SULLA CACCIA:
LA CABINA DI REGIA SCRIVE A REGIONI E MINISTERI


(24/11/2020)

Tra le varie iniziative messe in atto dalla Cabina di regia unitaria del mondo venatorio per fronteggiare il drastico impatto del DPCM 03/11/2020 sulla caccia vi sono anche le lettere inviate a tutti i Presidenti delle Regioni e Province Autonome e ai Ministeri dell’Agricoltura, degli Interni, dell’Ambiente e delle Politiche regionali. La necessità di chiarezza è ciò che viene chiesto alle Istituzioni, perché vi è stata carenza di specifiche disposizioni attuative o chiarificatrici sull’attività venatoria e su tutto il suo indotto economico, soprattutto nelle zone “rosse”. La Cabina di regia rinnova e chiede con fermezza il rispetto di tale attività – socialmente ed economicamente fondamentale – e la possibilità che la stessa possa continuare ad essere esercitata anche nelle zone “rosse” e “arancioni”, in tutte le sue forme, nel pieno rispetto dei protocolli anti-covid. 

LA CABINA DI REGIA DEL MONDO VENATORIO
SCRIVE AL GOVERNO


(20/11/2020)

A seguito dell’entrata in vigore del DPCM del 03/11/2020 e al forte impatto dello stesso sull’attività venatoria italiana, con data 18/11/2020 le Associazioni aderenti alla Cabina di Regia unitaria del mondo venatorio (FIdC, ANLC, Enalcaccia, Arci Caccia, ANUUMigratoristi, Italcaccia, EPS, CNCN) hanno inviato due lettere, del medesimo spessore, al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al Presidente della Conferenza Stato Regioni, Stefano Bonaccini. Pur ritenendo assolutamente condivisibili le misure restrittive di contenimento del Covid-19 nella suddivisione in zone rosse, arancioni e gialle, la Cabina di Regia ha voluto sottolineare che la caccia è un’attività svolta all’aria aperta, principalmente in forma singola, lontana dai centri urbani, con un valore socio-economico e ambientale di grande importanza (interventi a tutela dell’ambiente, contenimento delle specie nocive, ecc.) che non si merita di essere bloccata. Pertanto, nel rispetto del rilevante impegno a cui è quotidianamente chiamato, al Presidente Conte è stato richiesto un urgente colloquio per trovare una soluzione condivisa. Restiamo in attesa.

REGIONE LOMBARDIA:
DALLA PREFETTURA DI MILANO
L’INTERPRETAZIONE DEL DPCM DEL 3/11/2020


(06/11/2020)

In seguito alla pubblicazione del DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) del 3 novembre 2020, che ha decretato la suddivisione in zone del nostro Paese inserendo la Lombardia nella fascia “rossa”, Regione Lombardia ha immediatamente chiesto chiarimenti circa la possibilità o meno di svolgere l’attività venatoria e di pesca dilettantistica, visto che il Decreto prevede la possibilità di svolgere attività sportiva esclusivamente all’aperto e in forma individuale. La risposta del Governo è arrivata tramite la Prefettura di Milano la quale, come riportato dalla Regione stessa, ha riferito che “in considerazione dell’attuale contesto epidemiologico e per ridurre al massimo gli spostamenti individuali, si tende a supportare un’interpretazione restrittiva e che, quindi, l’attività venatoria e di pesca non possono essere assimilate all’attività sportiva consentita dal DPCM. Pertanto le attività di caccia e di pesca sono, al momento, da considerarsi sospese”. Terremo tempestivamente aggiornati tutti i nostri dirigenti e associati sull’evolversi della situazione.

PIOMBO E ZONE UMIDE


(30/10/2020)

Il Comitato per l’autorizzazione delle sostanze chimiche della Commissione Europea (REACH) ha adottato un regolamento che limita l’uso dei pallini di piombo nelle zone umide, dopo un periodo di transizione di due anni. La FACE ha criticato aspramente questa bozza, che crea incertezza e confusione. Il problema più grande è la definizione di “zone umide”. Come riferimento si usa la Convenzione di Ramsar secondo cui le “zone umide” sono i prati umidi, le brughiere, paludi, corpi idrici (naturali o artificiali, permanenti o temporanei, naturali o artificiali), le acque dolci o salmastre. Questo includerebbe anche i piccoli fossati, le pozze piovane e qualunque ristagno d’acqua non meglio definito. A peggiorare le cose, i pallini di piombo non possono essere utilizzati in una zona cuscinetto di 100 metri da un’area umida. Questo potrebbe rendere impossibile la caccia con pallini di piombo dopo un semplice temporale. Anche i campi di tiro non sfuggono a questo nuovo regolamento. Le incertezze valgono anche per il trasporto. Un cacciatore non potrebbe avere con sé cartucce caricate a pallini di piombo, se cammina vicino a una “zona umida”. Anche in Italia è vietato l’uso del piombo nelle aree umide segnalate da Natura 2000, ma il nuovo regolamento risulterebbe assai più restrittivo e, diciamo pure, incerto e confuso.  Grazie ad un’attività coordinata tra le Associazioni europee di cacciatori e produttori (AFEMS, FACE, IEACS) la Cabina di regia del mondo venatorio ha instaurato un dialogo con i vari gruppi parlamentari attraverso l’invio di varie lettere di sensibilizzazione ai deputati europei e alle istituzioni, proponendo una risoluzione con le necessarie modifiche alle restrizioni previste dalla Commissione UE. Purtroppo, però, nella riunione del 29/10/2020 della Commissione Ambiente del P.E. tale risoluzione presentata dai vari Gruppi politici è stata respinta. Ma non è ancora detta l’ultima parola e, grazie alle Associazioni venatorie, alla Cabina di regia e ai politici che realmente sostengono il mondo venatorio, la battaglia proseguirà anche in vista della sessione plenaria del P.E. dell’11 e 12 novembre 2020.
Ci aspettiamo che, in quella sede, il problema venga risolto in maniera tecnicamente corretta, perché noi, come cacciatori, non siamo pregiudizialmente contrari al divieto dell’uso dei pallini di piombo nelle zone umide, ma dobbiamo chiaramente sapere dove il piombo non possa essere usato. Massima certezza del diritto!

ORDINANZA DEL TAR PER LA CACCIA IN LOMBARDIA


(30/10/2020)

A seguito del ricorso presentato dalla LAC per la sospensione del prelievo venatorio in tutta la Lombardia causa la mancanza di valutazione d’incidenza ambientale (VINCA) nel calendario venatorio regionale, in data 28/10/2020 il TAR Lombardia (Sezione Quarta) ha emesso l’ordinanza cautelare n. 1331/2020 con la quale ha respinto tale ricorso sospendendo, però, il prelievo di Moriglione e Pavoncella in tutto il territorio lombardo e sospendendo l’esercizio venatorio nei SIC (Siti di Importanza Comunitari) e nelle ZPS (Zone di Protezione Speciale) delle province di Brescia, Cremona e Lecco. Vi terremo aggiornati sulle iniziative intraprese da Regione Lombardia e sugli ulteriori sviluppi del caso.

MODIFICHE ALLE GIORNATE INTEGRATIVE 
PER LA CACCIA DA APPOSTAMENTO FISSO IN LOMBARDIA


(05/10/2020)

Con nuovo Decreto n. 11574 del 02/10/2020 la Direzione Generale Agricoltura, Alimentazione e Sistemi di Regione Lombardia ha modificato il numero delle giornate integrative per le province lombarde (inizialmente stabilite con Decreto n. 10994 del 22/09/2020) limitatamente alla caccia da appostamento fisso nel periodo compreso tra il 1° ottobre e il 30 novembre 2020 (“Calendario venatorio regionale” 2020/2021) così come di seguito:
BERGAMO: una giornata settimanale integrativa per la caccia a Tordo bottaccio, Tordo sassello, Cesena e Merlo dall’1 ottobre al 30 novembre;
BRESCIA: una giornata settimanale integrativa per la caccia a Tordo bottaccio, Tordo sassello, Cesena, Merlo, Germano reale, Alzavola, Canapiglia, Fischione, Marzaiola, Mestolone, Folaga e Gallinella d’acqua dall’1 ottobre al 30 novembre.
Per le altre province lombarde rimane invariato quanto stabilito con il Decreto n. 10994 del 22/09/2020, e cioè: 
BRIANZA: 
Monza Brianza: due giornate settimanali integrative per la caccia a Tordo bottaccio, Tordo sassello, Cesena e Merlo dall’1 ottobre al 30 novembre;
Lecco: una giornata settimanale integrativa per la caccia a Tordo bottaccio, Tordo sassello, Cesena, Merlo, Germano reale, Alzavola, Canapiglia, Fischione, Marzaiola, Mestolone, Folaga e Gallinella d’acqua dall’1 ottobre al 30 novembre;
INSUBRIA:
Como: due giornate settimanali integrative per la caccia a Tordo bottaccio, Tordo sassello, Cesena e Merlo dall’1 ottobre al 30 novembre;
Varese: due giornate settimanali integrative per la caccia a Tordo bottaccio, Tordo sassello, Cesena e Merlo dall’1 ottobre al 30 novembre;
PAVIA: due giornate settimanali integrative per la caccia a Tordo bottaccio, Tordo sassello, Cesena, Merlo, Germano reale, Alzavola, Canapiglia, Fischione, Marzaiola, Mestolone, Folaga e Gallinella d’acqua dall’1 ottobre al 30 novembre;
VAL PADANA:
Mantova: due giornate settimanali integrative per la caccia a Tordo bottaccio, Tordo sassello, Cesena, Merlo, Germano reale, Alzavola, Canapiglia, Fischione, Marzaiola, Mestolone, Folaga e Gallinella d’acqua dall’1 ottobre al 30 novembre.
Ricordiamo che alle province di Milano, Cremona e Lodi non sono state concesse giornate integrative.

RINNOVO DEL PORTO D’ARMI:

SCADENZE PROROGATE AL 13 GENNAIO 2021 FACCIAMO CHIAREZZA


(29/09/2020)

A seguito del protrarsi dello stato di emergenza per il Covid-19, con una nuova circolare pubblicata il 21/09/2020 il Ministero dell’Interno ha prorogato ulteriormente i termini per il rinnovo del porto d’armi. La circolare dispone che le autorizzazioni e le abilitazioni assoggettate alla legislazione di pubblica sicurezza (quindi anche il porto d’armi uso caccia) scadute tra il 31 gennaio e il 31 luglio 2020, con l’intervenuta proroga dello stato di emergenza fino al 15 ottobre 2020 conservano la loro validità per i 90 giorni successivi a tale data e, quindi, scadranno il 13 gennaio 2021 e non più, come precedentemente indicato, il 29 ottobre 2020.

CALENDARIO VENATORIO DELLA CALABRIA 2020-21:

FACCIAMO CHIAREZZA


(29/09/2020)

Il Coordinamento regionale delle Associazioni venatorie ha ritenuto necessario fare chiarezza sull’ordinanza cautelare emessa dal TAR Calabria il 25/09/2020 relativamente al Calendario venatorio 2020-2021:
https://www.anuu.org/public/ckeditor/data/Associazioni-Venatorie-su-ordinanza-cautelare-Tar-Calabria-Calendario-Venatorio-2020-2021.pdf

CALENDARIO VENATORIO DEL VENETO 2020-21


(29/09/2020)

Le Associazioni venatorie ANLC, ANUUMigratoristi, Arci Caccia, Enalcaccia ed EPS commentano l’ordinanza collegiale n. 473/2020 emessa il 25 settembre 2020 dal TAR Veneto la cui decisione di merito avverrà il 18 novembre 2020:

https://www.anuu.org/public/ckeditor/data/25-09-2020-bis-comunicato-ordinanza.pdf

REGIONE LOMBARDIA:
EMESSO IL DECRETO RIDUTTIVO PER ALCUNE SPECIE


(18/09/2020)

Con data 14/09/2020 la Direzione Generale Agricoltura, Alimentazione e Sistemi di Regione Lombardia ha emesso il Decreto n. 10641 attuativo dell’art. 1, comma 7, della L.R. 17/2004, relativo alle riduzioni, rispetto al “Calendario venatorio regionale” 2020/2021, dei periodi e delle quantità di prelievo giornaliero e stagionale delle seguenti specie: ALLODOLA (prelievo consentito dal 1° ottobre al 31 dicembre 2020 con un carniere massimo per cacciatore pari a 10 capi giornalieri e 50 stagionali); COMBATTENTE (sospensione del prelievo venatorio); MORETTA (sospensione del prelievo venatorio); MORIGLIONE (prelievo consentito dal 1° ottobre 2020 al 20 gennaio 2021 con un carniere massimo per cacciatore pari a 2 capi giornalieri e 10 stagionali);  PAVONCELLA (prelievo consentito dal 1° ottobre 2020 al 20 gennaio 2021 con un carniere massimo per cacciatore pari a 2 capi giornalieri e 10 stagionali) e QUAGLIA (prelievo consentito dal 1° ottobre al 31 ottobre 2020 con un carniere massimo per cacciatore pari a 5 capi giornalieri e 25 stagionali).

LIETO FINE PER LA CACCIA A VALLE SALIMBENE:
NESSUNA ORDINANZA RESTRITTIVA SARÀ ADOTTATA DAL COMUNE


(18/09/2020)

Il Comune di Valle Salimbene (PV), in seguito alla formale richiesta avanzata dalla nostra Associazione nei giorni scorsi, ha comunicato che non procederà alla definizione e all’approvazione dell’Ordinanza da noi contestata poiché introduceva delle limitazioni all’esercizio venatorio riservandolo in ambito comunale solo ai residenti. I competenti Uffici del Comune, rispondendo sollecitamente alla nostra richiesta, ci hanno infatti contattato precisando che l’Ordinanza contestata non era comunque ancora entrata in vigore (in quanto in fase di valutazione tecnico-giuridica presso le competenti Autorità) e che, alla luce delle considerazioni espresse dalla nostra Associazione, il Sindaco ha deciso di non procedere alla definizione dell’Ordinanza. Lieto fine, quindi, per la caccia a Valle Salimbene dove domenica prossima l’apertura generale della stagione 2020/2021 potrà svolgersi regolarmente per tutti i soci iscritti all’ATC interessato. Ringraziamo il Sindaco di Valle Salimbene, Daniela Gatti Comini, e tutto il suo Staff per l’attenzione e la considerazione che hanno voluto assicurare alla nostra richiesta e per la disponibilità a rivedere le proprie posizioni iniziali.

UNA POSITIVA SENTENZA PER L’ABRUZZO


(17/07/2020)

Si è concluso positivamente il contenzioso relativo al Calendario venatorio dell’Abruzzo 2019-20 in cui l’ANUUMigratoristi, oltre a FIdC, era intervenuta ad opponendum con l’avv. Alessandro Dioguardi di Pescara. Con sentenza n. 254/2020 il TAR Abruzzo, Sezione prima, ha dichiarato improcedibili il ricorso introduttivo e i ricorsi per motivi aggiunti proposti dalle Associazioni animaliste contro la Regione Abruzzo avanti il TAR Abruzzo con la richiesta di annullamento del calendario. Va sottolineato l’importante risultato ottenuto con la declaratoria d’improponibilità dell’eccezione di legittimità costituzionale dichiarata dal TAR, in quanto un suo eventuale accoglimento avrebbe – di fatto – rischiato di compromettere la possibilità per i cacciatori abruzzesi di esercitare l’attività venatoria nella Zona di Protezione Esterna del PNALM (Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise).

CCT: MORIGLIONE E PAVONCELLA, UNA NUOVA BATTAGLIA


(07/07/2020)

Dopo la recente sentenza del TAR Toscana n. 848/2020 che penalizza il prelievo delle sue specie, la Confederazione dei Cacciatori Toscani continua a difendere le ragioni e le scelte della Regione Toscana nell’approvazione dell’attuale Calendario venatorio, pronti a presentare ricorso al Consiglio di Stato: 

https://www.anuu.org/public/ckeditor/data/CCT-MORIGLIONE-E-PAVONCELLA--LA-NUOVA-LINEA-DEL-PIAVE--2-luglio-2020.pdf

Top
Questo sito utilizza cookie di terze parti al fine di migliorare il servizio del sito stesso. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca qui: Cookie policy
Se accedi a un qualunque elemento sottostante questo banner acconsenti all’uso dei cookie.     chiudi ACCESSO UTENTI