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LA LEGGE

ULTIMA ORA

AGGIORNAMENTO CACCIA ALLA TORTORA STAGIONE 2022


(13/04/2022)

RINNOVO LICENZA DI CACCIA NEGATO:
SOCCOMBENTI LA QUESTURA DI COSENZA E IL MINISTERO DELL’INTERNO


(28/03/2022)

La Questura di Cosenza e il Ministero dell’Interno sono risultati soccombenti in un contenzioso amministrativo, prima al TAR della Calabria e successivamente al Consiglio di Stato, nei confronti di A.C., il quale aveva impugnato il decreto di rigetto dell’istanza di rinnovo del porto di fucile a uso caccia emesso dal Questore di Cosenza, che lo aveva motivato con la frequentazione, da parte dello stesso A.C., di un soggetto controindicato in quanto “gravato da pregiudizi di polizia”. Si trattava nella fattispecie di un cittadino, precedentemente oggetto di denuncia per rissa e tuttavia in possesso di regolare porto di fucile a uso caccia, che evidentemente la medesima autorità di Polizia non aveva ritenuto necessario di revocargli o sospendergli, nemmeno nel corso delle indagini e accertamenti del caso. A.C., in possesso di licenza di caccia sin dai primi anni ’90, agente di Polizia in pensione e presidente di un circolo di cacciatori, ha pertanto deciso di impugnare il decreto di diniego presso il TAR della Calabria, per eccesso di potere per difetto di presupposti, illogicità della motivazione e difetto di istruttoria. In sede cautelare, il TAR ha ritenuto di fissare celermente l’udienza di merito, ove si è costituito in giudizio anche il Ministero dell’Interno. Il TAR si è infine pronunciato, il 6 ottobre 2021, con sentenza di annullamento del decreto del Questore e di condanna del Ministero al pagamento delle spese di lite al ricorrente. In buona sostanza, il TAR ha ritenuto che “l’apprezzamento discrezionale contenuto nel provvedimento del Questore non è esente dal dedotto vizio di eccesso di potere. Invero, in fase di ponderazione comparativa  dei  contrapposti  interessi, la p.a. intimata ha omesso di valutare adeguatamente una serie di concomitanti elementi e cioè che:  il  ricorrente è  un agente  della  Polizia  di  Stato  in  quiescenza,  il  quale  ha detenuto  l’arma  di  servizio  senza  ricevere  rilievi  nel  corso  dei  suoi  trentacinque anni  di  carriera;  nella sua  qualità di  Presidente  di  un’associazione  di  cacciatori, l’esponente  ha  preteso  che  ciascun  aderente  fosse  munito  della  licenza  d’armi  uso caccia  - rilasciata  al  controindicato  il (omissis)  dalla  Questura  di  Cosenza -  la quale postula una prognosi  di affidabilità  basata sul giudizio operato   dalla competente  amministrazione; la frequentazione con (omissis) risulta limitata al solo episodio  dell’1.09.2019,  quindi  occasionale e giustificata dall’inizio in quel giorno dell’attività venatoria, dall’appartenenza al  medesimo  circolo,  nonché  dalla circostanza che tale soggetto sia a sua volta titolare di licenza di porto di fucile per uso caccia.” La sentenza veniva poi impugnata in appello al Consiglio di Stato dal Ministero dell’Interno, ove tuttavia la pronuncia del TAR veniva confermata con il rigetto del ricorso ministeriale e l’ulteriore condanna dell’amministrazione alla rifusione delle spese al ricorrente. Per i dettagli, vedere TAR Calabria, Sezione Prima, sentenza n. 01888 del 6.10.2021.

PERCENTUALI DI TASP A TUTELA DELLA FAUNA SELVATICA:
IL TAR LOMBARDIA SOLLEVA L’ECCEZIONE DI COSTITUZIONALITA’


(28/03/2022)

Il TAR Lombardia, Sezione I di Milano, a seguito di ricorso presentato dalla LAC contro alcuni atti del Consiglio regionale e della Giunta regionale della Lombardia, con ordinanza n. 00673 del 25 marzo 2022, ha dichiarato “rilevante e non manifestamente infondata” la questione di legittimità costituzionale dell’art. 43, comma 3 della l.r. 26/93  e dell’art. 10, comma 3 della legge 157/92 (di conseguenza, anche dell’art. 13, comma 3, lett. a) della l.r. 26/93), disponendo la sospensione del giudizio e l’immediata trasmissione degli atti alla Corte costituzionale, per la pronuncia di merito. Nella fattispecie, la norma regionale impugnata dispone che i valichi montani (nel raggio di mille metri dai quali, come noto, ai sensi della legge statale, vige il divieto di attività venatoria) debbono essere individuati esclusivamente nel comparto A (maggior tutela) della zona faunistica delle Alpi; la norma statale impugnata, invece, prescrive le percentuali di territorio agro-silvo-pastorale da destinare a tutela della fauna selvatica, che in zona Alpi devono essere comprese tra il 10 e il 20% e nel restante territorio tra il 20 e il 30%, ivi inclusi i territori nei quali l’attività venatoria sia vietata anche per effetto di altre leggi o disposizioni. La lunga e complessa vicenda giudiziaria, della quale questa ordinanza è al momento l’ultimo approdo, risale addirittura a un contenzioso amministrativo in allora innescato contro una deliberazione del Consiglio provinciale di Brescia del marzo 2009, con la quale vennero individuati e istituiti sul territorio provinciale i valichi montani con relativo divieto di esercizio venatorio. Dopo più pronunce del TAR Lombardia, del Consiglio di Stato (ultima nel 2020) e infine, a seguito dell’adozione di ulteriori atti da parte della Giunta e del Consiglio regionale nel corso del 2021, si perviene ora a questa ordinanza che va assai oltre il merito delle norme regionali impugnate, rimettendo alla Corte la stessa legittimità di uno dei cardini della pianificazione faunistico-venatoria per tutte le Regioni. Non sfugge come l’esito di questo giudizio sarà vitale per il futuro della pianificazione e, dunque, per l’eventualità stessa che le Regioni non debbano più rispettare superfici massime di TASP da destinare a tutela della fauna selvatica, con la conseguenza di relegare la caccia in aree del tutto irrilevanti, improduttive e di nessun interesse dal punto di vista faunistico. Si tratterà inoltre del primo caso in cui la Corte sarà chiamata a pronunciarsi anche rispetto ai nuovi contenuti dell’art. 9 della Costituzione, secondo i quali, dopo recentissima modifica “La Repubblica …. tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali.

COMUNICATO CONGIUNTO DELLE ASSOCIAZIONI VENATORIE LOMBARDE SUL PIANO FAUNISTICO VENATORIO REGIONALE


(23/03/2022)

ASSOCIAZIONI DEL MONDO VENATORIO: CONFERMATA LA DEBACLE DEL REFERENDUM PER L’ABOLIZIONE DELLA CACCIA


(21/01/2021)






BUONE NOTIZIE DAL CONSIGLIO DI STATO: IMPORTANTE SENTENZA SUL RINNOVO DEL PORTO D’ARMI USO CACCIA


(24/11/2021)

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