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LA LEGGE

ULTIMA ORA

TORTORA SELVATICA:
BUON NOTIZIE PER LA CACCIA


(26/04/2020)

Dopo settimane tormentate e incerte, finalmente si è giunti a un’intesa in seno alla Conferenza Stato-Regioni sul prelievo venatorio della Tortora selvatica (Streptopelia turtur). Un accordo faticosamente raggiunto per l’approvazione del Piano di gestione nazionale della specie che consente il prelievo per un massimo di tre giornate di pre-apertura previste dai calendari venatori regionali, con un carniere massimo giornaliero di cinque capi e stagionale di 15 capi. ISPRA aveva indicato l’opportunità di evitare la caccia in pre-apertura e, anzi, di limitare la caccia alla specie al solo mese di ottobre. Il MITE (Ministero della Transizione Ecologica), dal canto suo, aveva poi indirizzato una nota a tutte le Regioni indicando che, in assenza di un piano di gestione, la caccia alla specie avrebbe dovuto essere sospesa. L’approvazione è un decisivo passo in avanti per la certezza dei diritti di tutti i cacciatori che ringraziano vivamente chi si è prodigato per questo risultato, attraverso una non facile opera di coordinamento degli Assessori all’Ambiente delle Regioni italiane. Questo passo, inoltre, va incontro alle richieste della Commissione UE, la quale non ha mai chiesto di sospendere la caccia alla Tortora selvatica, bensì di esercitare il prelievo venatorio sulla base di un Piano di gestione che tenga conto dello stato di conservazione della specie, applicando un prelievo sostenibile.  

CONTROLLO DELLA FAUNA SELVATICA: UN’IMPORTANTE SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE


(26/02/2021)

 
La Corte costituzionale (Giancarlo Coraggio, Presidente; Luca Antonini, Redattore), con sentenza n. 21/2021, depositata il 17 febbraio 2021, si è pronunciata sulla legittimità costituzionale dell’art. 37, commi 3, 4, 4-ter e 4-quater della l.r. 3/94 della Toscana, sollevata in via incidentale dal TAR della Toscana, in riferimento all’art. 117, comma 2, lett. s) della Costituzione. In buona sostanza, per il TAR il vulnus arrecato dalla legge regionale toscana alla tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, sarebbe stata l’estensione del novero dei soggetti cui affidare l’attuazione dei piani di abbattimento della fauna selvatica, rispetto a quanto disposto dall’art. 19, c. 2 della legge 157/92. La Corte non è stata di questo avviso, dichiarando non fondate le questioni di legittimità costituzionale dei commi 3, 4 e 4-quater e dichiarando l’illegittimità costituzionale del solo comma 4-ter.
Ciò che di interessante emerge da questa sentenza è la parziale riconsiderazione della Corte per il proprio orientamento, consolidatosi nell’ultimo quindicennio, secondo cui l’elenco dei soggetti autorizzati ad effettuare il controllo della fauna selvatica, di cui all’art. 19, comma 2, della legge 157/1992, è tassativo e, pertanto, le leggi regionali che ampliano tale elenco sarebbero in conflitto con la norma statale.
 Nel riconsiderare il proprio orientamento, la Corte ha tenuto conto di alcune “condizioni specifiche di ordine sia normativo sia fattuale, nel frattempo sensibilmente mutate”, citando in particolare le seguenti:
-       la significativa riduzione del personale appartenente ai corpi e ai servizi di Polizia provinciale a seguito del “complesso e travagliato processo di riforma” che ha condotto al ridimensionamento delle funzioni provinciali;
-       l’aumento costante e significativo delle popolazioni di determinate specie di fauna selvatica (specialmente ungulati e, in particolare, cinghiali);
-       la diminuzione della popolazione venatoria e, parallelamente, delle risorse economiche ricavate dalla tassa di concessione regionale per l’esercizio venatorio, da reinvestire per le finalità attuative della legge medesima;
-       le “rilevanti criticità a danno degli ecosistemi” per effetto della combinazione delle suddette condizioni.
La Corte ha pertanto concluso nel senso che le disposizioni regionali censurate sono al contrario idonee ad incrementare lo standard minimo di tutela ambientale previsto dalla disposizione statale, perché sono funzionali all’effettivo conseguimento delle stesse, prevalenti, finalità di tutela ambientale – che altrimenti rischierebbero di rimanere inattuate a causa di un’inadeguata disponibilità di risorse in termini di personale qualificato e di finanze – per garantire le quali la norma statale prevede il controllo faunistico.
La Corte, riconoscendo la legittimazione ad intervenire delle guardie venatorie volontarie, in quanto guardie particolari giurate, e dei cacciatori formati e abilitati quali operatori volontari, ha anche posto l’accento sul fattore qualificante decisivo per questi ultimi, costituito dalla specifica formazione per il controllo faunistico, con corsi basati su programmi concordati con ISPRA, prevista dalla legge regionale della Toscana, ritenibile ancor più qualificata, ad esempio, delle “semplici” abilitazioni a particolari forme di prelievo venatorio – come quelle degli ungulati – che già esigono una formazione di livello superiore a quella richiesta per l’abilitazione di base alla caccia. Appena per inciso, sia detto che le figure degli operatori o coadiutori volontari, specificamente formate, vennero progressivamente introdotte dalla maggioranza delle leggi regionali, oltre a quella della Toscana, proprio per assolvere con maggior efficacia a una mansione sempre meno svolta per oggettivi impedimenti dalle Polizie provinciali, alle quali viene comunque riconfermato il necessario ruolo di coordinamento dell’intera attività.
Si tratta senza dubbio di una sentenza innovativa, che rafforza e legittima l’azione legislativa e normativa delle Regioni e operativa delle Polizie provinciali in ambito di controllo e contenimento della fauna selvatica, con l’avvalimento e il contributo degli operatori volontari, per porre un freno alla problematica dei danni da fauna selvatica alle pratiche agricole, forestali e zootecniche, che in molte aree d’Italia ha raggiunto livelli d’impatto quasi insopportabili. 

La Cabina di Regia unitaria del mondo venatorio interviene sul Decreto del MIPAAF del 23/12/2020 relativo all’aumento dei massimali assicurativi    


(28/01/2021)

LA CABINA DI REGIA SCRIVE ALLE REGIONI IN ZONA ARANCIONE PER CONSENTIRE LA CACCIA NEGLI ATC DI RESIDENZA


(05/12/2020)

Qui di seguito l’appello delle Associazioni componenti la Cabina di Regia unitaria del mondo venatorio ai Presidenti delle Regioni che si trovano in “zona arancione” perché – seguendo l’esempio del Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani –adottino delle ordinanze che diano la possibilità ai cacciatori di esercitare la loro passione non solo sul territorio del proprio comune di residenza ma anche all’interno dell’ATC di residenza venatoria e delle aziende faunistico venatorie e di altri istituti al di fuori del proprio comune di residenza o domicilio: 
https://www.anuu.org/public/ckeditor/data/CS-Cabina-di-regia-regioni-in-zona-arancione.pdf

TOSCANA: L’ORDINANZA DEL PRESIDENTE GIANI E LA CACCIA NEGLI ATC DI RESIDENZA VENATORIA


(05/12/2020)

Come si legge in questo Comunicato Stampa della CCT, grazie al grande lavoro delle Associazioni venatorie, il Presidente della Regione Toscana (ritornata in “zona arancione”) ha emesso un’ordinanza con la quale i cacciatori possono riprendere la caccia non solo sul territorio del proprio comune di residenza ma anche all’interno dell’ATC di residenza venatoria e delle aziende faunistico venatorie e di altri istituti al di fuori del proprio comune di residenza o domicilio:

https://www.anuu.org/public/ckeditor/data/CCT-IL-PRESIDENTE-GIANI-HA-FIRMATO-L’ORDINANZA--DA-DOMANI-SI-TORNA-A-CACCIA-.pdf

VALIDITÀ DEL PORTO D’ARMI: NUOVA PROROGA AL 29/07/2021


(29/01/2021)

Come per quelle scadute tra il 31 gennaio e il 31 luglio 2020, anche per le licenze di caccia scadute tra il 1° agosto e il 4 dicembre 2020 e non rinnovate viene applicata una proroga della loro validità sino al 29/07/2021, a seguito del protrarsi dello stato di emergenza per il Covid-19. Una nuova circolare del Ministero dell’Interno conferma infatti che le autorizzazioni e le abilitazioni assoggettate alla legislazione di pubblica sicurezza (quindi anche il porto d’armi uso caccia), con l’intervenuta proroga dello stato di emergenza fino al 30 aprile 2021, conservano la loro validità per i 90 giorni successivi a tale data e scadranno quindi il 29/07/2021. 

CATTURA DEI RICHIAMI VIVI IN FRANCIA:
PARERE FAVOREVOLE DELL’AVVOCATO GENERALE
DELLA CORTE DI GIUSTIZIA UE


(25/11/2020)

Come noto, quasi alla vigilia dell’apertura della stagione 2020 delle catture dei richiami vivi di Turdidi in Francia, realizzate utilizzando la “glu” – in buona sostanza, il vischio – il Presidente Macron era personalmente intervenuto sospendendo l’attività, nell’attesa della pronuncia della Corte di Giustizia europea a seguito di un ricorso in precedenza promosso dal Consiglio di Stato. L’Avvocato Generale della Corte di Giustizia, la tedesca Juliane Kokott, ha precisato nel suo parere emesso pochi giorni orsono che la “chasse à la glu” può essere autorizzata se si limita alle piccole quantità, stimando che può essere compatibile con la Direttiva Uccelli se riveste una rilevanza culturale. È noto che i giudici componenti la Corte non sono obbligati a condividere tale parere che, comunque, è una posizione ufficiale di uno degli organi comunitari aventi titolo ad esprimersi nelle controversie aventi ad oggetto l’applicazione nazionale delle normative comunitarie. Ovviamente, tale pratica deve limitarsi a prelievi di piccole quantità delle specie di uccelli interessate, nell’ottica di un utilizzo giudizioso, a condizione, sostiene l’avv. Kokott, che le competenti autorità francesi pervengano ragionevolmente alla conclusione che il mantenimento di una forma di “caccia” tradizionale, a fini ricreativi, distribuita a livello regionale, abbia un’importanza culturale. In altre parole “un metodo di caccia può essere riconosciuto come sufficientemente selettivo se è accertato che la cattura involontaria di specie di uccelli differenti e le conseguenze di una tale cattura siano accettabili rispetto all’importanza culturale del modo di cattura” (tradotto dal francese, N.d.A.). Ovviamente, oltre al rispetto delle piccole quantità, l’avv. Kokott sottolinea la necessità di controlli e sorveglianza stretti, nonché del rispetto del criterio della selettività del metodo: in buona sostanza, invocando il rispetto delle condizioni di cui all’art. 9, par. 1, lett. c) della Direttiva. Per la cronaca, ricordiamo che la cattura col vischio di tordi e merli da impiegare come richiami vivi nella caccia da appostamento è praticata in cinque Dipartimenti del sud-est della Francia, ossia Alpes-de-Haute-Provence, Alpes-Maritimes, Bouches-du-Rhône, Var e Vaucluse. Un buon passo avanti in attesa della pronuncia della Corte che ormai non dovrebbe tardare.

DPCM DEL 03/11/2020 E IMPATTO SULLA CACCIA:
LA CABINA DI REGIA SCRIVE A REGIONI E MINISTERI


(24/11/2020)

Tra le varie iniziative messe in atto dalla Cabina di regia unitaria del mondo venatorio per fronteggiare il drastico impatto del DPCM 03/11/2020 sulla caccia vi sono anche le lettere inviate a tutti i Presidenti delle Regioni e Province Autonome e ai Ministeri dell’Agricoltura, degli Interni, dell’Ambiente e delle Politiche regionali. La necessità di chiarezza è ciò che viene chiesto alle Istituzioni, perché vi è stata carenza di specifiche disposizioni attuative o chiarificatrici sull’attività venatoria e su tutto il suo indotto economico, soprattutto nelle zone “rosse”. La Cabina di regia rinnova e chiede con fermezza il rispetto di tale attività – socialmente ed economicamente fondamentale – e la possibilità che la stessa possa continuare ad essere esercitata anche nelle zone “rosse” e “arancioni”, in tutte le sue forme, nel pieno rispetto dei protocolli anti-covid. 

LA CABINA DI REGIA DEL MONDO VENATORIO
SCRIVE AL GOVERNO


(20/11/2020)

A seguito dell’entrata in vigore del DPCM del 03/11/2020 e al forte impatto dello stesso sull’attività venatoria italiana, con data 18/11/2020 le Associazioni aderenti alla Cabina di Regia unitaria del mondo venatorio (FIdC, ANLC, Enalcaccia, Arci Caccia, ANUUMigratoristi, Italcaccia, EPS, CNCN) hanno inviato due lettere, del medesimo spessore, al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al Presidente della Conferenza Stato Regioni, Stefano Bonaccini. Pur ritenendo assolutamente condivisibili le misure restrittive di contenimento del Covid-19 nella suddivisione in zone rosse, arancioni e gialle, la Cabina di Regia ha voluto sottolineare che la caccia è un’attività svolta all’aria aperta, principalmente in forma singola, lontana dai centri urbani, con un valore socio-economico e ambientale di grande importanza (interventi a tutela dell’ambiente, contenimento delle specie nocive, ecc.) che non si merita di essere bloccata. Pertanto, nel rispetto del rilevante impegno a cui è quotidianamente chiamato, al Presidente Conte è stato richiesto un urgente colloquio per trovare una soluzione condivisa. Restiamo in attesa.

PIOMBO E ZONE UMIDE


(30/10/2020)

Il Comitato per l’autorizzazione delle sostanze chimiche della Commissione Europea (REACH) ha adottato un regolamento che limita l’uso dei pallini di piombo nelle zone umide, dopo un periodo di transizione di due anni. La FACE ha criticato aspramente questa bozza, che crea incertezza e confusione. Il problema più grande è la definizione di “zone umide”. Come riferimento si usa la Convenzione di Ramsar secondo cui le “zone umide” sono i prati umidi, le brughiere, paludi, corpi idrici (naturali o artificiali, permanenti o temporanei, naturali o artificiali), le acque dolci o salmastre. Questo includerebbe anche i piccoli fossati, le pozze piovane e qualunque ristagno d’acqua non meglio definito. A peggiorare le cose, i pallini di piombo non possono essere utilizzati in una zona cuscinetto di 100 metri da un’area umida. Questo potrebbe rendere impossibile la caccia con pallini di piombo dopo un semplice temporale. Anche i campi di tiro non sfuggono a questo nuovo regolamento. Le incertezze valgono anche per il trasporto. Un cacciatore non potrebbe avere con sé cartucce caricate a pallini di piombo, se cammina vicino a una “zona umida”. Anche in Italia è vietato l’uso del piombo nelle aree umide segnalate da Natura 2000, ma il nuovo regolamento risulterebbe assai più restrittivo e, diciamo pure, incerto e confuso.  Grazie ad un’attività coordinata tra le Associazioni europee di cacciatori e produttori (AFEMS, FACE, IEACS) la Cabina di regia del mondo venatorio ha instaurato un dialogo con i vari gruppi parlamentari attraverso l’invio di varie lettere di sensibilizzazione ai deputati europei e alle istituzioni, proponendo una risoluzione con le necessarie modifiche alle restrizioni previste dalla Commissione UE. Purtroppo, però, nella riunione del 29/10/2020 della Commissione Ambiente del P.E. tale risoluzione presentata dai vari Gruppi politici è stata respinta. Ma non è ancora detta l’ultima parola e, grazie alle Associazioni venatorie, alla Cabina di regia e ai politici che realmente sostengono il mondo venatorio, la battaglia proseguirà anche in vista della sessione plenaria del P.E. dell’11 e 12 novembre 2020.
Ci aspettiamo che, in quella sede, il problema venga risolto in maniera tecnicamente corretta, perché noi, come cacciatori, non siamo pregiudizialmente contrari al divieto dell’uso dei pallini di piombo nelle zone umide, ma dobbiamo chiaramente sapere dove il piombo non possa essere usato. Massima certezza del diritto!

ORDINANZA DEL TAR PER LA CACCIA IN LOMBARDIA


(30/10/2020)

A seguito del ricorso presentato dalla LAC per la sospensione del prelievo venatorio in tutta la Lombardia causa la mancanza di valutazione d’incidenza ambientale (VINCA) nel calendario venatorio regionale, in data 28/10/2020 il TAR Lombardia (Sezione Quarta) ha emesso l’ordinanza cautelare n. 1331/2020 con la quale ha respinto tale ricorso sospendendo, però, il prelievo di Moriglione e Pavoncella in tutto il territorio lombardo e sospendendo l’esercizio venatorio nei SIC (Siti di Importanza Comunitari) e nelle ZPS (Zone di Protezione Speciale) delle province di Brescia, Cremona e Lecco. Vi terremo aggiornati sulle iniziative intraprese da Regione Lombardia e sugli ulteriori sviluppi del caso.

MODIFICHE ALLE GIORNATE INTEGRATIVE 
PER LA CACCIA DA APPOSTAMENTO FISSO IN LOMBARDIA


(05/10/2020)

Con nuovo Decreto n. 11574 del 02/10/2020 la Direzione Generale Agricoltura, Alimentazione e Sistemi di Regione Lombardia ha modificato il numero delle giornate integrative per le province lombarde (inizialmente stabilite con Decreto n. 10994 del 22/09/2020) limitatamente alla caccia da appostamento fisso nel periodo compreso tra il 1° ottobre e il 30 novembre 2020 (“Calendario venatorio regionale” 2020/2021) così come di seguito:
BERGAMO: una giornata settimanale integrativa per la caccia a Tordo bottaccio, Tordo sassello, Cesena e Merlo dall’1 ottobre al 30 novembre;
BRESCIA: una giornata settimanale integrativa per la caccia a Tordo bottaccio, Tordo sassello, Cesena, Merlo, Germano reale, Alzavola, Canapiglia, Fischione, Marzaiola, Mestolone, Folaga e Gallinella d’acqua dall’1 ottobre al 30 novembre.
Per le altre province lombarde rimane invariato quanto stabilito con il Decreto n. 10994 del 22/09/2020, e cioè: 
BRIANZA: 
Monza Brianza: due giornate settimanali integrative per la caccia a Tordo bottaccio, Tordo sassello, Cesena e Merlo dall’1 ottobre al 30 novembre;
Lecco: una giornata settimanale integrativa per la caccia a Tordo bottaccio, Tordo sassello, Cesena, Merlo, Germano reale, Alzavola, Canapiglia, Fischione, Marzaiola, Mestolone, Folaga e Gallinella d’acqua dall’1 ottobre al 30 novembre;
INSUBRIA:
Como: due giornate settimanali integrative per la caccia a Tordo bottaccio, Tordo sassello, Cesena e Merlo dall’1 ottobre al 30 novembre;
Varese: due giornate settimanali integrative per la caccia a Tordo bottaccio, Tordo sassello, Cesena e Merlo dall’1 ottobre al 30 novembre;
PAVIA: due giornate settimanali integrative per la caccia a Tordo bottaccio, Tordo sassello, Cesena, Merlo, Germano reale, Alzavola, Canapiglia, Fischione, Marzaiola, Mestolone, Folaga e Gallinella d’acqua dall’1 ottobre al 30 novembre;
VAL PADANA:
Mantova: due giornate settimanali integrative per la caccia a Tordo bottaccio, Tordo sassello, Cesena, Merlo, Germano reale, Alzavola, Canapiglia, Fischione, Marzaiola, Mestolone, Folaga e Gallinella d’acqua dall’1 ottobre al 30 novembre.
Ricordiamo che alle province di Milano, Cremona e Lodi non sono state concesse giornate integrative.

RINNOVO DEL PORTO D’ARMI:

SCADENZE PROROGATE AL 13 GENNAIO 2021 FACCIAMO CHIAREZZA


(29/09/2020)

A seguito del protrarsi dello stato di emergenza per il Covid-19, con una nuova circolare pubblicata il 21/09/2020 il Ministero dell’Interno ha prorogato ulteriormente i termini per il rinnovo del porto d’armi. La circolare dispone che le autorizzazioni e le abilitazioni assoggettate alla legislazione di pubblica sicurezza (quindi anche il porto d’armi uso caccia) scadute tra il 31 gennaio e il 31 luglio 2020, con l’intervenuta proroga dello stato di emergenza fino al 15 ottobre 2020 conservano la loro validità per i 90 giorni successivi a tale data e, quindi, scadranno il 13 gennaio 2021 e non più, come precedentemente indicato, il 29 ottobre 2020.

CALENDARIO VENATORIO DELLA CALABRIA 2020-21:

FACCIAMO CHIAREZZA


(29/09/2020)

Il Coordinamento regionale delle Associazioni venatorie ha ritenuto necessario fare chiarezza sull’ordinanza cautelare emessa dal TAR Calabria il 25/09/2020 relativamente al Calendario venatorio 2020-2021:
https://www.anuu.org/public/ckeditor/data/Associazioni-Venatorie-su-ordinanza-cautelare-Tar-Calabria-Calendario-Venatorio-2020-2021.pdf

CALENDARIO VENATORIO DEL VENETO 2020-21


(29/09/2020)

Le Associazioni venatorie ANLC, ANUUMigratoristi, Arci Caccia, Enalcaccia ed EPS commentano l’ordinanza collegiale n. 473/2020 emessa il 25 settembre 2020 dal TAR Veneto la cui decisione di merito avverrà il 18 novembre 2020:

https://www.anuu.org/public/ckeditor/data/25-09-2020-bis-comunicato-ordinanza.pdf

REGIONE LOMBARDIA:
EMESSO IL DECRETO RIDUTTIVO PER ALCUNE SPECIE


(18/09/2020)

Con data 14/09/2020 la Direzione Generale Agricoltura, Alimentazione e Sistemi di Regione Lombardia ha emesso il Decreto n. 10641 attuativo dell’art. 1, comma 7, della L.R. 17/2004, relativo alle riduzioni, rispetto al “Calendario venatorio regionale” 2020/2021, dei periodi e delle quantità di prelievo giornaliero e stagionale delle seguenti specie: ALLODOLA (prelievo consentito dal 1° ottobre al 31 dicembre 2020 con un carniere massimo per cacciatore pari a 10 capi giornalieri e 50 stagionali); COMBATTENTE (sospensione del prelievo venatorio); MORETTA (sospensione del prelievo venatorio); MORIGLIONE (prelievo consentito dal 1° ottobre 2020 al 20 gennaio 2021 con un carniere massimo per cacciatore pari a 2 capi giornalieri e 10 stagionali);  PAVONCELLA (prelievo consentito dal 1° ottobre 2020 al 20 gennaio 2021 con un carniere massimo per cacciatore pari a 2 capi giornalieri e 10 stagionali) e QUAGLIA (prelievo consentito dal 1° ottobre al 31 ottobre 2020 con un carniere massimo per cacciatore pari a 5 capi giornalieri e 25 stagionali).

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