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LA LEGGE

ULTIMA ORA

PAVONCELLA E MORIGLIONE
(7/08/2019)


Prelievo venatorio e gestione delle specie Pavoncella e Moriglione hanno surriscaldato – come ogni anno – il periodo precedente l’apertura della stagione venatoria, allorquando il MATTM (Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare) ha invitato a sospendere la caccia a queste due specie causa una lettera inviata dalla Commissione UE (anche per altre specie non interessanti il nostro Paese) che, in buona sostanza, richiedeva la sospensione del prelievo venatorio e la cancellazione dai calendari venatori regionali.
Quasi univoche, per molteplici ragioni, pervenivano dalle Regioni motivate risposte al MATTM e, tra le tante, piace riproporre una parte della lettera di risposta della Regione Liguria in data 23/07/2019 dove, in particolare, si legge:
Sotto l’aspetto gestionale si evidenzia che il calendario venatorio regionale della Liguria, che in tal senso ha ricevuto il parere favorevole di ISPRA, stabilisce per la Pavoncella un carniere massimo di cinque capi al giorno e di 25 capi stagionali, e per il Moriglione un carniere massimo di 2 capi al giorno e di 10 capi stagionali. Tali limiti, conformi alle indicazioni dell’Istituto, risultano pertanto conservativi nei confronti delle specie considerate.”
“Si chiede pertanto al Ministero dell’Ambiente, in accordo col Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, di predisporre una risposta alla Commissione europea con i contenuti sopraesposti, con particolare riguardo alle regole di gestione venatoria in atto in Italia da nove stagioni, e alle più recenti acquisizioni scientifiche sulle due specie, frutto di monitoraggi accurati messi in atto nel nostro Paese.”
“Tali contenuti mettono l’Italia in una condizione virtuosa nella gestione dell’avifauna cacciabile, che garantisce un equilibrio fra conservazione e uso sostenibile delle risorse, in armonia e pieno rispetto della direttiva 147/2009/CE.”

BUON SENSO IN REGIONE
Il corretto rifornimento dei richiami vivi
(5/08/2019)


Ritorna il rifornimento dei richiami vivi, tanto atteso anche in Lombardia, dopo una lunga storia in favore del buon senso che sembrava non essere più di casa nei palazzi alti della nostra Regione. L’atto preparato dalla Giunta Fontana e dall’Assessore Rolfi si sviluppa ora su una serie di elementi di diritto che pure la Commissione Ambiente UE ha da sempre auspicato, anche quando il 24/09/2014 scriveva financo all’allora Presidente della LIPU, ora ai vertici del Ministero dell’Ambiente: “È pertanto chiaro che la legge 116/2014 lascia alle Regioni la facoltà di autorizzare la cattura di uccelli ai fini di richiamo ma lo fa con esplicito riferimento all’Articolo 19-bis della Legge 157/92”. Su queste linee guida da sempre si è mossa l’ANUUMigratoristi Lombardia, noncurante dei dinieghi e delle assurde inconclusive scorciatoie richiamate da alcuni che avrebbero distrutto tradizioni e costumanze della regione Lombardia, elemento trainante di una nuova Europa, che ha fatto anche del suo passato venatorio un fiore all’occhiello.
Le risibili dichiarazioni dei mesi scorsi, dove la “caccia parlata” distruggeva il ben dell’intelletto di alcuni vertici associativi lombardi, dicevano che le nostre tradizioni venatorie sono in contrasto con le norme nazionali ed europee, allorché negli altri Stati membri vengono regolarmente applicate, tanto da far dimenticare ora questo assurdo comportamento lesivo dell’immagine delle nostre cacce.
Non è tempo di polemiche, il tempo dà a Cesare quel che è di Cesare e ai Consiglieri regionali Floriano Massardi e Barbara Mazzali il merito di aver creduto nella legge e negli uomini che non promettevano “lucciole per lanterne”, ma rappresentavano la concreta realtà della gente. Anche l’Assessore Rolfi ha preso atto di questa realtà e giustamente ha impresso agli uffici la volontà di rispettare la legge e la sua corretta trasposizione in una dettagliata delibera della Giunta Fontana del 31/07/2019.
È bello leggere, finalmente, che tutti si sentono partecipi di questo deliberato, ma attenzione e gratitudine vengano rivolte agli uomini che hanno saputo interpretare fino in fondo il valore e la tutela delle costumanze della Lombardia, che non è seconda a nessuno, in Italia e in Europa.
E l’ANUUMigratoristi, con i suoi associati, con memoria ben salda nel presente e nel passato, è lieta di aver contribuito in maniera determinante fin dal 1958, anno della sua costituzione, a tutelare le tradizioni, senza voler essere a tutti i costi dei tradizionalisti!

ISTANZA DI ACCESSO AGLI ATTI:
NESSUN ABUSO DI INFORMAZIONE
(18/07/2019)


Non vi è alcun abuso di diritto d’informazione allorquando la richiesta di conoscere determinate informazioni formulata ad un ente pubblico corrisponda ad esigenze legate ad una comprovata volontà conoscitiva, anche per motivi di studio e di ricerca, fornendo così una qualificata motivazione conforme alle finalità perseguite.
In questo senso si è espresso il Consiglio di Stato con un’equilibrata e puntuale decisione che, in sede d’appello, era stata formulata da Coldiretti che si era vista respingere, prima dal Ministero della Salute e poi dal TAR Lazio, una richiesta legata alla rintracciabilità della filiera del latte secondo il “principio di controllo diffuso”, ormai operativo tra soggetto richiedente e pubblica amministrazione.
L’art. 5, comma 2 del D.lgs. 33/2013 ben tutela i contro interessati, non potendosi prefigurare il rischio di un pregiudizio in via generica e astratta, dovendo invece motivare, in modo puntuale, l’effettiva sussistenza di un reale e concreto pregiudizio agli interessi considerati dai commi 1 e 2 della soprarichiamata normativa all’art. 5bis. (Consiglio di Stato – Sentenza N. 01546/2019 Reg. Sent. 06/03/2019)

DAI 5 STELLE UN DDL “PER GLI ANIMALI” CHE NON NASCONDE UN NUOVO ATTACCO ALLA CACCIA E ALLA RURALITÀ
(18/07/2019)


Presentato al Senato con la partecipazione dei Ministri dell’Ambiente, della Giustizia e della Salute un disegno di legge che dietro al paravento della maggior tutela animale mostra tutta l’anima animalista e anticaccia del Movimento grillino, utilizzata chiaramente in veste elettorale.

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