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IL PASSO

ULTIMA ORA

FINALMENTE I TORDI

(23/09/2019)

In questo strano movimento migratorio post-nuziale dove si presentano ancora i Beccafichi (migrazione ottimale) e le Balie nere (migrazione molto modesta, anche per i Prispoloni), accompagnati da qualche Codirosso ritardatario, il 21 settembre si sono presentati in forma più concreta i Tordi bottacci. I grandi turdidi sono una piacevole avvisaglia di ciò che i capannisti attendono come inizio delle loro magiche giornate al capanno. Purtroppo l’improvviso cambiamento meteo di domenica mattina 22/09 ha fatto perdere quello “sprint” che aveva fatto sperare. Ma siamo solo all’inizio e il gioco delle fasi lunari, con le previsioni meteo che sembrano tendenti al bello per l’inizio di ottobre, fa aprire uno spiraglio alle previsioni ottimiste sul passo. A margine di queste note si segnala, per i più curiosi, l’interessante inanellamento di un Picchio nero presso l’Osservatorio Ornitologico di Arosio dove ancora, durante la settimana appena conclusa, la Capinera si è registrata con numerosi individui in migrazione.

 
 

 
IL PICCHIO NERO SI RIPRESENTA AD AROSIO

(23/09/2019)

All’Osservatorio Ornitologico di Arosio della FEIN, dopo il primo inanellamento avvenuto il 26 settembre 2017 e dopo alcune osservazioni avvenute nel corso degli anni seguenti, il 19 settembre di quest’anno è stato inanellato un secondo individuo di Picchio nero (Dryocopus martius). Il fatto conferma, ancora una volta, che lo studio in atto evidenzia come la specie, nell’ultimo decennio, stia spostando la sua presenza alle latitudini inferiori dove alcuni individui si stanno adattando modificando quelle abitudini di vita che solitamente gli ornitologi erano abituati ad osservare. Questo cambiamento, che nel settore occidentale lombardo è stato da tempo osservato presso il Parco Pineta (nelle provincee di Varese e Como) e nel Parco della Valle del Lambro e della Brughiera Briantea (nella provincia di Como), è stato ancor più evidenziato in quest’ultimo anno al Parco di Monza (nella provincia di Monza e Brianza) e nel Parco Regionale delle Groane (in provincia di Milano) dove il grande picide ha nidificato portando a termine la sua riproduzione con successo, come ci ragguaglia Walter Sassi all’Osservatorio Ornitologico di Arosio.

 

NESSUNA NOVITÀ PER GLI ESTATINI

(16/09/2019)

 E così anche la settimana che va dal 9 al 15 settembre (data di apertura generale della caccia) non ha visto la presenza massiccia degli estatini, salvo quella continua del Beccafico che all’Osservatorio Ornitologico della FEIN, da cui sono tratte settimanalmente queste note, sta raggiungendo un numero di inanellamenti molto interessante. La stessa situazione si sta registrando in Friuli, dove alcuni inanellatori ci riportano gli stessi dati. La settimana appena terminata ha visto l’inizio del passo del Pettirosso e, in particolare, della Capinera che, nei giorni 11, 13 e 15, si è mostrata numerosa. Inoltre, si sono notati ancora il Pigliamosche e il Torcicollo mentre nel territorio in esame la Ghiandaia e il Colombaccio fanno registrare una presenza numerica abbondante. Il primo Tordo è stato inanellato lunedì 16/09 alle 7.00, come da nota informativa sullo specifico tema. L’alta pressione permane in generale sull’Europa centrale con temperature ragguardevoli che consentono ancora di trascorrere le serate all’aria aperta, situazione meteorologica che sembrerebbe permanere ancora nei prossimi giorni sulla nostra penisola. Ormai le vie del cielo sono aperte per l’inizio di una più consistente migrazione autunnale. Non ci resta che attendere…
 
 

 IL PRIMO TORDO IN MIGRAZIONE 

(16/09/2019)

 Presso l’impianto dell’Osservatorio Ornitologico della FEIN di Arosio si ricorda l’inanellamento del primo Tordo bottaccio (Turdus philomelos) in migrazione post-nuziale (settembre-ottobre-novembre) 2019. Si tratta di un giovane esemplare catturato lunedì 16 settembre alle ore 7.00 e subito inanellato con anello Z507128. In accordo con le direttive Euring al soggetto sono state rilevate le consuete misure biometriche, grasso, muscolo, peso, corda, terza e tarso. La tabella qui di seguito propone le date del primo inanellamento dal 1975 (tra parentesi i soggetti della stessa specie catturati durante la giornata). Quest’anno l’inanellamento è avvenuto in una data nella norma. La data più ritardata è quella del 21 settembre del 2006 e la data più anticipata è quella del 3 settembre 1977 e 2003. La data della prima cattura di quest’anno – per chi ama le statistiche – coincide con quella del 1979 e del 2012.
 
1975 = 19/9 1976 = 9/9 1977 = 3/9 1978 = 5/9 1979 = 16/9
1980 = 11/9 (2) 1981 = 6/9 1982 = 14/9 1983 = 12/9 1984 = 14/9
1985 = 11/9 (2) 1986 = 11/9 1987 = 12/9 1988 = 4/9 1989 = 10/9
1990 = 8/9 1991 = 17/9 1992 = 19/9 (2) 1993 = 9/9 1994 = 19/9  (2)
1995 = 15/9         1996 = 9/9 1997 = 10/9 1998 = 15/9 1999 = 12/9
2000 = 10/9 2001 = 9/9 2002 = 11/9 2003 = 3/9 2004 = 18/9 (7)
2005 = 15/9 2006 = 21/9 2007 = 13/9 2008 = 11/9 2009 = 20/9  (15)
2010 = 11/9 2011  = 10/9 2012 = 16/9 (2) 2013 = 20/9 (2) 2014 = 8/9
2015 = 19/9 (4) 2016 = 9/9 2017 = 13/9 2018 = 13/9 2019 = 16/9 (2)
 
Il turdide ha fatto capolino nelle reti di tipo mist-net dell’Osservatorio in una giornata che si è rivelata bella sin dal mattino e con sole caldo di un settembre da ricordare per le sue temperature elevate.

DISILLUSIONE

(09/09/2019)

Gli amici alati non hanno dato una risposta positiva dopo quella leggera ripresa che pensavamo potesse sostenere le speranze degli ornitologi nel vedere i Prispoloni, le Balie nere e tutti quegli estatini che ad oggi ci hanno disilluso. Soltanto la costante e continua presenza del Beccafico, monitorato all’Osservatorio Ornitologico di Arosio della FEIN, fa registrare un trend positivo della specie. Sono state osservate con interesse le prime Capinere e il simpatico Pettirosso che dovrebbe preannunciare, secondo i ricordi degli anziani uccellatori, le avvisaglie dell’arrivo del tanto agognato Tordo bottaccio. Le condizioni meteorologiche hanno ancora una volta influenzato la migrazione dal nord del Paleartico occidentale, da dove si preannuncia la prima discesa del freddo. Staremo a vedere cosa accadrà in questo contesto climatico veramente “pazzerello”.

  
ANCORA STALLO NELLA MIGRAZIONE
(02/09/2019)

La scorsa settimana ci eravamo lasciati con la speranza di assistere ad una leggera ripresa della migrazione post-nuziale, quella classica degli “estatini” che solitamente arriva con il suo “clou” per la Balia nera nella data della festa grande del Patrono di Bergamo, Sant’Alessandro, che cade il 26 agosto (quest’anno di lunedì). Ma anche i Santi non ci stanno …aiutando perché, dopo un piacevole modesto movimento di Balie nere nella giornata di domenica 25, tutto faceva prevedere il rispetto della data, tramandata dalla memoria dei nostri vecchi. Così non è stato, perché le caldissime giornate di fine mese, con la colonnina di mercurio che ha superato in alcune località anche i 37°C, hanno fatto desistere i nostri amici alati nel discendere verso le pianure, rimanendo ancora in quota. Quello che possiamo evidenziare, con particolare attenzione, è il continuo e costante passo del Beccafico che supererà il punto massimo registrato nel 2002 (limitatamente al mese di agosto) con 71 esemplari, e che sarà migliorato a dimostrazione del fatto che tutte le specie denotano un’alternanza nel lungo ciclo dei dieci anni. Nessuna preoccupazione anche per gli altri “estatini” perché il caldo agostano ha bloccato la loro discesa verso i lidi invernali e avremo, invece, con un passo molto veloce, un mese di settembre di vivo interesse. E così avverrà per tutte le altre specie in ritardo sulla tabella di marcia, come insegnano i vecchi registri di oltre un secolo fa.

IL METEO FA LA DIFFERENZA
(23/08/2019)


Estate caldissima in tutta Europa quella del 2019, con la temperatura di oltre 2 gradi centigradi superiore alla media trentennale. Massime da record in Belgio con 40,6, in Olanda con 40,4 e in Germania con 41,5 gradi. Record anche a Parigi, dove sono stati raggiunti i 42,6: dall’inizio dei rilievi meteo, nel 1873, la capitale francese aveva superato una sola volta (nel luglio 1947) la soglia dei 40. Ancora una volta, dunque, il meteo fa la differenza: il mese di luglio con i picchi sopra la norma; i forti temporali di inizio agosto che sembravano attenuare la calura che si è subito ripresa nel secondo week-end del mese (10-11) non hanno mosso le schiere degli estatini (Balie nere, Pigliamosche, Codirossi) per cui fino a lunedì 12 agosto nulla vi è da segnalare salvo la prima Balia nera, inanellata all’Osservatorio Ornitologico di Arosio della FEIN, lunedì 5 agosto. Si è subito notato, invece, la buona presenza di Gazze, Ghiandaie, Picchi verdi e Colombacci, tutte specie che hanno nidificato in zona dimenticando che l’ambiente è generalmente in Brianza ben curato e gravi sintomi di inquinamento non sussistono. Con l’inizio della settimana che corre verso domenica 18 non vi è nulla di significativo solo la presenza del Beccafico, che ha iniziato positivamente la sua presenza come quella, in numero minore, dell’Averla piccola.  Le giornate in complesso belle dopo il forte temporale di lunedì 12 (e dopo il week-end più caldo) ci portano verso la domenica 25 agosto con l’attesa degli estatini le cui Balie nere si sono mosse, per la prima volta, nella mattinata di lunedì 19/08 senza proseguire nei giorni seguenti con fasi temporalesche serali e notturne nella media e alta collina dove le si poteva notare in buon numero anche vicino ai 1.700 metri nella mattinata di giovedì 22/08 unitamente ai Prispoloni il cui primo esemplare è stato inanellato all’Osservatorio Ornitologico FEIN di Arosio nella mattinata di martedì 20/08. Ancora una volta le condizioni meteo bloccano la discesa verso il Sud dei nostri amici alati, ma le prossime giornate sono tutte da godere in questa strana migrazione post-nuziale di una calda e afosa estate, come è avvenuto in modo più consistente venerdì 23/08/19, rispetto alle precedenti giornate di questo agosto.

IL PRISPOLONE IN MIGRAZIONE POST-NUZIALE
ALL’OSSERVATORIO ORNITOLOGICO DI AROSIO
(21/08/2018)


Il primo Prispolone (Anthus trivialis) in migrazione post-nuziale è stato inanellato presso l’Osservatorio ornitologico di Arosio, gestito dalla FEIN/Fondazione Europea IL NIBBIO, nella mattinata del 20 agosto 2019, alle ore 11.00, con anello INFS – LY40958, classificato come nato nell’anno. Le condizioni meteorologiche si presentavano con sole coperto e temperature verso i 25°C. Di seguito si propone una tabella riassuntiva relativa alla prima ripresa durante la migrazione post-nuziale e il numero di inanellamenti effettuati durante il secondo semestre, oltre che il totale annuale degli scorsi anni. Il prospetto si riferisce ai dati dal 1993 in avanti (tra parentesi le catture del Prispolone nella prima giornata). La data del 20 agosto è la quarta volta che si presenta in ventisette anni di monitoraggio.
 
ANNO GIORNO 1a cattura II SEM. TOT. annuale
1993 10 agosto (2) 210 235
1994 16 agosto (1) 135 142
1995 17 agosto (1) 319 339
1996 17 agosto (5) 287 367
1997 18 agosto (3) 347 368
1998 10 agosto (2) 258 300
1999 18 agosto (3) 179 211
2000 11 agosto (1) 220 245
2001 13 agosto (1) 361 455
2002 13 agosto (2) 497 581
2003 20 agosto (4) 394 466
2004 22 agosto (2) 205 229
2005 24 agosto (2) 136 195
2006 11 agosto (1) 262 311
2007 06 agosto (1) 315 367
2008 08 agosto (1) 266 425
2009 13 agosto (1) 387 393
2010 20 agosto (1) 322 380
2011 11 agosto (1) 110 347
2012 13 agosto (3) 244 252
2013 18 agosto (1)   197 248
2014 18 agosto (1)   185 204
2015 20 agosto (2) 168 179
2016 21 agosto (1) 92 125
2017 22 agosto (1)   190 201
2018 16 agosto (5) 61 (●) 102
2019 20 agosto (1)
 
(●) attività di monITRing

L’ARRIVO DELLE BALIE NERE
(05/08/2019)


La prima Balia nera (Ficedula hypoleuca) dell’attività di inanellamento post-nuziale 2019 è stata catturata lunedì 5 agosto all’Osservatorio ornitologico FEIN/Fondazione Europea Il Nibbio di Arosio (CO) alle ore 7.30 del mattino in una giornata che si è manifestata con tempo bello e temperature sopra la norma. La raccolta dei dati è veramente importante perché si possono trarre interessanti annotazioni, così come dalle condizioni meteorologiche che all’Osservatorio vengono rilevate in forma continua e costante ed in modo standardizzato da oltre 40 anni. Magnifica e appagante la notizia dell’arrivo di questo minuscolo muscicapide tra le fronde dell’Osservatorio di Arosio, sapientemente curato ogni anno. Il primo soggetto catturato è stato, dunque, un esemplare di Balia Nera (anello INFS 55 A 6003), nato nell’annata. Nell’anno 2018 furono 345 le Balie inanellate.
 
ANNO GIORNO N. SOGGETTI CATTURATI
2000 4 AGOSTO 3
2001 7 AGOSTO 3
2002 4 AGOSTO 2
2003 – NB: estate caldissima 4 AGOSTO 10
2004 4 AGOSTO 5
2005 4 AGOSTO 1
2006 7 AGOSTO 1
2007 6 AGOSTO 1
2008 4 AGOSTO 4
2009 6 AGOSTO 2
2010 4 AGOSTO 3
2011 29 LUGLIO 1
2012 – NB: estate calda 4 AGOSTO 11
2013 1 AGOSTO 2
2014 8 AGOSTO 4
2015 – NB: estate caldissima 5 AGOSTO 1
2016 4 AGOSTO 1
2017 8 AGOSTO 1
2018 – NB: estate calda 4 AGOSTO 10
2019  – NB: estate caldissima 5 AGOSTO 1
 
Prima di questa data, dunque, non vi furono avvistamenti e neppure catture di questa specie per cui la data dell’5 agosto su ben vent’anni si presenta per la seconda volta dall’anno 2000 per il primo inanellamento nel secondo semestre.

ORNITOLOGIA SETTIMANALE
(05/08/2019)


Inverno non inverno, maggio con temperature in picchiata, fine giugno-luglio con un caldo record: e così si avvicina l’inizio della migrazione post-nuziale e l’incontro settimanale con i lettori della rubrica del martedì che ci accompagnerà fino a tutto dicembre, seguendo questo lungo viaggio dei nostri amici alati.
Quest’anno lo facciamo con più interesse perché dovremo notiziare in modo ancora più puntuale i misteri di questo fantastico viaggio lungo le vie del cielo perché il prelievo venatorio è sempre più condizionato dal buono stato di conservazione delle singole specie.
La nidificazione si è ripresa in modo positivo a metà giugno quando le temperature sono salite, talvolta, in queste lunghe giornate di luce, sempreché la troppa presenza di cornacchie grigie, gazze, ghiandaie (i cosiddetti uccelli opportunisti) non abbia disturbato questa delicata fase.
Al nord, invece, come ci testimoniano gli amici ornitologi del Paleartico occidentale da San Pietroburgo, questo periodo è stato più che mai positivo, atteso poi che in quelle località vi è il grande serbatoio per il nostro annuale prelievo, coordinato, programmato e controllato, come deve essere una caccia sostenibile, ben accettata anche dai più attenti ambientalisti europei, privi di ogni assurdità ideologica, di cui è impregnato, invece, il nostro mondo italiano.
Ecco, dunque, che si possono nutrire le prime speranze per questo periodo in cui tutti devono sentirsi piacevolmente interessati a seguire attentamente anche le condizioni meteo, non tanto per gli accadimenti giornalieri del nostro territorio, ma per quanto avviene al nord e nord-est del nostro Continente nel quale si stanno verificando gravissimi incendi boschivi per il troppo caldo!
La situazione del fenomeno migratorio sarà costantemente coordinata dalla stazione arosiana della FEIN che raccoglierà le notizie dei più attenti capannisti unitamente agli Osservatori europei, per poi inserirle nelle relazioni settimanali dell’ANUU Migratoristi attraverso il suo Ufficio coordinamento tutela ambientale e ricerca ornitologica.

GUIDA AI RAPACI NOTTURNI D’EUROPA
(26/07/2019)


Scrittore naturalista e guida escursionistica ambientale, l’autore di questo libro è specializzato nella ricerca e nello studio dell’ecologia dei rapaci notturni. Autore di 22 libri, ha scritto per numerose testate di settore e non (quotidiani e periodici). Nel 2015 in Minnesota è stato insignito dal Global Owl Project del Premio speciale come miglior esperto di gufi a livello mondiale per quell’anno ed è entrato a far parte della prestigiosa World Owl Hall of Fame. Direttore artistico del Festival dei Gufi e del Festival dei Gatti, ha vinto diversi premi letterari tra cui il 1° Premio di Letteratura Naturalistica del Parco della Majella ed è stato ospite di molte trasmissioni radiofoniche e televisive (Geo, Uno Mattina, Sereno Variabile). Questo suo nuovo lavoro bibliografico è dedicato ai rapaci notturni, intriganti uccelli che hanno sempre destato particolare interesse nell’uomo. Erano venerati nell’antica Grecia, temuti e perseguitati nel Medioevo, non amati da coloro che non li conoscevano sino agli anni '70, tanto che alcuni li consideravano, a torto, dei nocivi e portatori di sventure. Il loro volo silenzioso, crepuscolare e notturno, che gli dà modo di sorprendere e ghermire le prede, e il loro canto lugubre e malinconico, hanno sempre creato un alone di affascinante mistero attorno a questi uccelli. Stampato su carta FSC proveniente da foreste gestite in maniera responsabile e sostenibile, questo manuale contiene oltre 200 fotografie a colori e fornisce una panoramica di tutti i rapaci notturni presenti in Italia e in Europa. Un’ampia introduzione presenta alcune tra le caratteristiche principali degli Strigiformi, dal piumaggio mimetico alle borre, dalla straordinaria vista al fine udito. È una guida ideale che descrive in modo esaustivo ben 15 specie attraverso la conoscenza della loro morfologia, dell’habitat frequentato e del comportamento adottato durante le varie fasi della loro vita, il tutto  accompagnato da minuziose carte di distribuzione per conoscere con precisione i loro areali. Completano il manuale capitoli che trattano il comportamento territoriale, le tecniche di caccia, il mobbing, la competizione interspecifica, la conoscenza dei predatori degli Strigiformi e lo studio sulla conservazione attraverso ricerche specifiche come l’Owlwatching e il metodo del playback. Un Glossario delle terminologie, una serie di indicazioni dove trovare informazioni su questo genere di rapaci attraverso il web e la libreria del gufologo, concludono questo pratico e importante volume dedicato ai beniamini alati dalle abitudini notturne.
Per poter avere il volume “Guida ai rapaci notturni d’Europa” (di  Marco Mastrorilli – Ricca Editore, pagg. 232, formato 14x19,5 cm., Foto a colori) basta consultare il sito web www.riccaeditore.it, scrivere una mail a: info@riccaeditore.it, oppure telefonare al numero 06/79340534. (Walter Sassi).

BIRDGARDENING
25 ANNI DI ESPERIENZA IN UN GIARDINO PER UCCELLI
(25/07/2019)


L’autore di questo libro sin da bambino è sempre stato attratto dagli animali ammirando il mondo delle scienze naturali, mentre sfogliava i libri del padre insegnante. A metà degli  anni '80, con l’avvicinamento al mondo delle associazioni come WWF e LIPU, inizia ad interessarsi con più determinazione alla natura in generale. Si laurea in Medicina veterinaria e ora si occupa di animali da compagnia e del recupero della fauna selvatica in difficoltà. Questo piccolo volume da lui scritto è una raccolta di storie, aneddoti, consigli, dati scientifici riguardanti il mondo del birdgardening, frutto di più di 25 anni di esperienze e consigli appresi dagli esperti e dagli appassionati naturalisti. Il testo vuol fornire utili suggerimenti con fotografie originali, disegni e link a portali web per potersi aggiornare e informare. Non è un manuale dove sono illustrati i modelli di nidi e mangiatoie artificiali da realizzare, ma uno strumento utile a capire come avvicinare gli uccelli con le azioni pratiche e semplici di una persona appassionata. Si vuol far capire come gestire un birdgarden e quindi sapere come disporre il cibo e dove, come gestire il problema della presenza mammiferi, come pulire le cassette nido dopo le nidificazioni, quali semi e quale grasso mettere a disposizione durante la cattiva stagione. Leggendolo si intuisce come l’autore cerchi di trasmettere un amore verso gli uccelli unendo due pratiche importanti come il birdgardening e il birdwatching. Questo libro va fatto leggere ai giovani perché tutti indistintamente amino la natura e gli animali. E perchè attraverso questa lettura possano cominciare ad approfondire e imparare a riconoscere i nomi e le abitudini di vita degli uccelli. Ma lo devono leggere anche gli adulti perché diventino più attenti alla presenza degli uccelli e imparino a conoscerli meglio attraverso le storie fantastiche e ricche di fascino.
Chi fosse interessato al volume di  Roberto Macario (Pandion Edizioni, pagg. 120, con illustrazioni e foto a colori) può  richiederlo alla Pandion Edizioni Roma: redazione@pandion.itwww.pandion.it.  (Walter Sassi)

ATLANTE DEGLI UCCELLI NIDIFICANTI NEL PARCO DELLE FORESTE CASENTINESI, MONTE FALTERONA E CAMPIGNA
(18/07/2019)


L’atlante ornitologico è come un’istantanea che fotografa la situazione delle specie di uccelli distribuiti in un’area geografica analizzata in un arco temporale definito. Per questa pubblicazione è stata analizzata la finestra temporale dal 2012 al 2017. In tale periodo è stato valutato tutto il territorio anche in relazione alle eventuali differenze tra gli anni dipendenti dalle variazioni climatiche avvenute in breve periodo. Durante l’indagine sono state osservate 97 specie nidificanti e, rispetto all’ultima checklist aggiornata ai primi anni del secolo che comprendeva 98 specie, sono risultate 9 le specie di nuovo insediamento e 10 le  specie non più rilevate. Tra le nuove specie vi sono il Corvo imperiale e il Biancone, la cui nidificazione non è certa ma probabile a fronte degli indizi raccolti durante il censimento. Data la costituzione territoriale del Parco le specie ornitiche hanno dimostrato un legame prevalentemente forestale. Durante la ricerca è stata evidenziata la conferma di nidificazione in ambiente forestale di specie molto importanti sotto il profilo protezionistico, quali la Balia dal collare, il Rampichino alpestre e il Picchio nero. Mentre, tra le specie con caratteristiche campestri, sono state rilevate l’Averla piccola, il Calandro e il Culbianco, queste ultime soggette a declino generalizzato. Tra le specie rare presenti di particolare valore naturalistico va citato il Gufo reale, mentre tra le specie che nidificano irregolarmente si segnalano l’Albanella minore, il Beccafico, il Passero solitario e la Taccola. Tutti questi dati contribuiscono alla conoscenza della fauna e sottolineano l’importanza di questo territorio protetto grazie a sei anni di esplorazione scientifica.

Chi fosse interessato al volume “Atlante degli uccelli nidificanti nel Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna” P.P. Ceccarelli,  S. Gellini, G. Londi, N. Agostini, ST.E.R.N.A. – Ed. Parco Naz. Foreste Casentinesi – Pagg. 240, con cartine e foto a colori) può richiederlo direttamente alla Segreteria del Parco delle Foreste casentinesi: info@parcoforestecasentinesi.it. (Walter Sassi)

UNA RISALITA FUORI DALLA NORMA
(18/07/2019)


Iniziamo brevemente ricordando un “inverno non inverno” che ha permesso – ad esempio – all’Osservatorio Ornitologico di Arosio della FEIN, da dove si traggono queste note, di svolgere fino ai primi giorni di aprile, quasi ininterrottamente, gli annuali interventi manutentivi del complesso arboreo. Il fatto la dice lunga perché da anni non si registrava un tale avvenimento. Di seguito lo scenario delle condizioni meteo è mutato in peggio, tanto da far rinviare, al 7 di aprile, l’annuale Giornata del Verde Pulito, giunta alla sua 33a edizione, con allerta arancione e gialla in molte regioni, e con una Pasqua in cui le temperature sono scese in picchiata rendendo veramente poco interessante la migrazione pre-nuziale, o di risalita, anche per le notizie che ci sono pervenute dalle località in cui si è svolto l’annuale Progetto Piccole Isole (PPI), coordinato dall’ISPRA, e dove pure Domenico Conti, collaboratore dell’Osservatorio FEIN, ha potuto direttamente constatare con la sua presenza nell’isola di Capri. Maggio non è stato da meno: il giorno 5 un fronte di freddo “primaverile” proveniente dal nord Europa ha raggiunto la regione alpina con un susseguirsi di raffiche di vento di oltre 100 Km/h su tutto il nord della penisola, causando gravi danni e chiudendo di fatto questa migrazione, molto veloce, quasi proseguendo le non favorevoli condizioni meteorologiche. Poi è arrivato giugno, con l’ultima settimana ricca di primati per un forte caldo africano che ci ha fatto boccheggiare soprattutto il 27 e 28, anticipati il 20 e 21 (inizio dell’estate!) da un maltempo degno di nota soprattutto nel nord della penisola con frane, fiumi straripati, case evacuate e chicchi di grandine grossi come arance. In questo contesto la nidificazione è stata quasi completamente rovinata per la prima covata, augurandoci che la seconda, tuttora in atto, non venga danneggiata dalla meteorologia, anche se non poche specie opportuniste (gazze, ghiandaie, cornacchie grigie) la stanno facendo da padrone. E chiamarle “opportuniste” è veramente togliere significato alla vera espressione di “specie nocive”, con buona pace dei nostri amici – si fa per dire – ambientalisti che nulla sanno del “dare e avere” della natura. Per quanto, infine, attiene ad alcune specie che devono considerarsi più positive delle altre (sempre nella normale annuale alternanza delle stesse nel loro eterno viaggio da nord a sud e viceversa) vi è da ricordare la veloce risalita della Balia nera, dello Stiaccino e, in tono minore, del Prispolone. È stato veramente un periodo molto strano e così, se da un lato le fioriture hanno anticipato la stagione di oltre 20 giorni per numerose colture (soprattutto per quanto riguarda gli alberi da frutto), dall’altro le precipitazioni dei primi giorni di aprile e delle successive settimane sono cadute con violenza su gran parte della penisola.  

UN MUSEO ORNITOLOGICO AD APICE
(18/07/2019)


Un nostro attento e fedele lettore, l’ornitologo Antonio Porcelli di Apice (BN), ci ha segnalato questa importante struttura nata con lo scopo di stimolare e divulgare l’interesse e lo studio dell’avifauna nonché di diffondere notizie sulle specie presenti sul territorio comunale e sugli uccelli migratori. Il Museo Ornitologico di Apice vuole anche rappresentare un centro di aggregazione per la cultura naturalistica e fornire strumenti di conoscenza e divulgazione in altri settori delle discipline naturali. Accoglie, infatti, oltre 2.000 volumi scientifici sull’ornitologia, 50 esemplari di uccelli impagliati (una collezione nata proprio dall’amore per l’avifauna di Antonio Porcelli), 300 nidi dell’avifauna italiana, 800 poster e 50 videocassette sull’avifauna mondiale, 150 gusci di uova e 20 coppie di canarini di razza pura.

L’ingresso è libero e il Museo è aperto tutti i giorni, anche la domenica, alle scolaresche e al pubblico in genere, e si trova presso l’ex Edificio Scolastico del centro storico di Apice, in Piazza Municipio 1.
Per info: dott. Antonio Porcelli, tel. 331/9607539 – email: antonio.porcelli1968@gmail.com.  

ANALISI DELLE ALI DEI TORDI:
CONCLUSA LA TRENTACINQUESIMA STAGIONE
(18/07/2019)


Anche per la stagione venatoria 2018-19 l’ANUUMigratoristi, in collaborazione con l’AECT (Associazione Europea Cacce Tradizionali) e l’AICO (Associazione Imitazione Canto degli Uccelli), e con il sostegno determinante della FDC83 (Fédération Départementale des Chasseurs du Var) in Francia, ha promosso la raccolta delle ali del Tordo bottaccio (Turdus philomelos) e del Tordo sassello (Turdus iliacus), una ricerca improntata sulla lettura delle ali al fine di analizzare lo studio dell’età dei grandi Turdidi che vede come protagonisti tutti i cacciatori impegnati a collaborare sul campo da più di un trentennio. È doveroso ricordare che le piume dei Tordi, come del resto di tutti i Passeriformi, sono molto delicate e, di conseguenza, debbono essere analizzate nel più breve tempo possibile, in quanto i caratteri diagnostici possono sfumare molto velocemente. Dal 1984, anno in cui è iniziata l’indagine, i collaboratori sparsi sul territorio nazionale hanno raccolto migliaia di ali, tutte attentamente analizzate. In questo modo l’indagine responsabilizza ogni cacciatore partecipante con un approccio venatorio più corretto e moderno verso l’avifauna cacciabile. La presenza del cacciatore sul territorio rappresenta anche un indice di attenzione durante le varie fasi della migrazione post-nuziale, che, nel rispetto delle leggi e del calendario venatorio, lo induce a prelevare quel tanto consentito con una saggia fruizione del territorio sul concetto di conservazione e di prelievo coordinato, programmato e organizzato nel tempo. La mole di risultati ottenuti fino ad oggi ha permesso di creare una banca dati utile alla ricerca più approfondita sullo studio fenologico della migrazione del Tordo bottaccio e del Tordo sassello. Va ricordato che proprio su questa tematica ANUU, FEIN, FACE Med, AECT, AICO-FDC83, in collaborazione e col patrocinio della Provincia di Bergamo, il 3 luglio 2010 a Bergamo hanno organizzato un importante Convegno internazionale dal titolo “Sulle Ali dei Tordi, come mantenerli senza approfittarne” con l’obiettivo di ottenere una migliore conoscenza delle dinamiche di popolazione dei grandi Turdidi e un loro conseguente utilizzo sostenibile per preservarne il buono stato di conservazione.

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Anche in quest’ultima stagione venatoria 2018-19 i dati raccolti in Italia – sebbene non siano numerosi a causa delle condizioni meteorologiche che hanno influenzato,  anche al nord dell’emisfero del Paleartico occidentale, la migrazione dei grandi turdidi – sono interessanti e riguardano 3.050 ali di Tordo bottaccio distribuite in 2.040 ali appartenenti a soggetti giovani nati nell’anno solare, 907 ad adulti e 103 a soggetti indeterminati. Per quanto riguarda il Tordo sassello, per il quale la raccolta ha avuto inizio in forma più standardizzata nel nuovo millennio, le ali raccolte sono state in totale 726, suddivise in 449 ali di soggetti giovani, 259 ali di soggetti adulti e 18 di soggetti  indeterminati.
Alla ricerca italiana hanno, tra l’altro, collaborato: Zanetti E., Rigoni L., Randi R., Marchiorri M., Ghilardi G., Galassi N., Iacucci V., Giannaccini S., Piffari C.L., Ghilardi G. e D., Fattori C., Giacomelli R., Malisan G., Mori S., Ghilardi M., Scaglia S., Stecco S., Rossato D., Rossato A., Rossato N. e gli associati AFMI del Friuli Venezia Giulia.
In Francia lo studio in forma sistematica è iniziato negli ultimi nove anni consentendo un inizio interessante della banca dati relativa ai Dipartimenti del sud con la raccolta coordinata da Jean-Paul Florentino. Anche in questo Paese l’attività di raccolta ha lo scopo di rendere i cacciatori partecipi, con il loro prelievo condotto in particolare dagli appostamenti fissi (cabane), ad una ricerca senza pretendere di svolgere un’attività scientifica, ma per contribuire ad ottenere dati di riferimento sulle date d’inizio della migrazione in relazione a quelle degli altri Paesi europei, nonché sulla fenologia delle specie analizzate attraverso la lettura delle ali.
A tal proposito si può valutare come l’inizio della migrazione del Tordo bottaccio a sud della Francia si differenzi di una decina di giorni di arrivo del primo esemplare inanellato (13/09/2018) presso l’Osservatorio Ornitologico FEIN di Arosio (CO). Va sottolineato che le condizioni meteorologiche possono influenzare la differenza fino a cinque giorni. Ecco perché risulta molto importante l’analisi giornaliera del meteo per studiare la distribuzione, la cronologia migratoria e la struttura demografica (age-ratio) delle specie, ma anche le informazioni sui differenti luoghi di prelievo.

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Per quanto riguarda i picchi di migrazione attraverso le segnalazioni che pervengono gli stessi subiscono in molti casi la stessa dinamica dell’arrivo del primo Tordo, sebbene vi possa essere, a volte, un’analogia durante le giornate ottobrine.
E così avviene alla fine di ottobre anche per il Tordo sassello. Tutte queste osservazioni raccolte oltralpe dal coordinatore Florentino sottolineano che i flussi migratori che provengono dal nord-est del Paleartico occidentale, superate le Alpi si “mischiano” tra loro e diventa molto difficile, se non quasi impossibile, esaminare completamente la loro provenienza. Il passaggio sopra il nord Italia procede lungo le coste liguri, giungendo velocemente nel sud della Francia.
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