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INCONTRI

ULTIMA ORA

COMUNICATO STAMPA FACE/ELO
 
Ampio sostegno dei membri del P.E. all’Intergruppo
“Biodiversità, Caccia, Attività rurali”
(16/09/2019)

Il 10/09/2019, a Bruxelles, 50 membri del P.E. appartenenti 
a sette diversi gruppi politici hanno promesso il loro 
sostegno alla ricostituzione dell’Intergruppo 
“Biodiversità, Caccia, Attività rurali”. Sin dalla 
sua nascita, nel 1985,questo Intergruppo rappresenta 
la piattaforma delle principali parti interessate 
all’interno del P.E. per consentire aperti dibattiti 
politici tra decisori, società civile ed esperti.
L’evento “Dialogo sul futuro della campagna europea”, 
organizzato dalla FACE e da ELO (European Landowners’ 
Organization), ha confermato il ruolo fondamentale 
degli attori rurali e l’importanza socio-economica 
delle attività rurali. Il Presidente del precedente 
Intergruppo, Karl-Heinz Florenz, ha aperto l’evento 
e ha dato il benvenuto ai deputati, ai rappresentanti 
delle principali Associazioni venatorie europee 
e alle organizzazioni di proprietari di terreni. 
Florenz ha sottolineato l’importanza di dare continuità 
all’Intergruppo che storicamente ha fornito 
importanti contributi all’agenda politica durante 
i precedenti termini parlamentari.
Torbjörn Larsson, Presidente della FACE, ha affermato: 
“L’Europa sta affrontando molte sfide in merito 
alla biodiversità, all’uso sostenibile del territorio 
e alla gestione della fauna selvatica, oltre 
che ai cambiamenti climatici. I cacciatori e 
gli attori rurali sono i protagonisti chiave 
per l’implementazione di adeguate politiche 
ambientali. Abbiamo bisogno di una piattaforma 
per discutere azioni specializzate 
per la conservazione della biodiversità 
e per garantire una campagna viva”. 
Alain Scriban, Consigliere speciale di ELO, 
ha dichiarato: “Dobbiamo contribuire a stabilire
e a mantenere un’agenda ambiziosa per la biodiversità 
e lo sviluppo rurale. A questo riguardo l’Intergruppo 
“Biodiversità, Caccia, Attività rurali” consentirà 
un proficuo dialogo tra tutti i partner responsabili. 
Ha dimostrato di essere una piattaforma di inestimabile 
valore, unica a livello europeo. Anticipa 
pressanti questioni multifattoriali e risposte 
relative alla biodiversità, 
all’agricoltura, all’ambiente, alla gestione 
delle risorse naturali e ai cambiamenti climatici in una 
visione olistica e concreta”. 
L’ANUUMigratoristi era rappresentata, come sempre, dal Presidente 
Onorario FACE, avv. Giovanni Bana.
 

INCONTRO CON IL SACERDOTE FILOSOFO MARKUS MOLING
(05/08/2019)


Don Markus Moling è sacerdote della Diocesi di Bolzano-Bressanone, professore di filosofia presso lo Studio Accademico Teologico e rettore del Seminario. Nato a Brunico nel 1978, ha passato i suoi anni di studi a Innsbruck per poi diventare cappellano in diverse parrocchie. Tra i numerosi ruoli che ha ricoperto è stato anche Segretario del Vescovo di Bolzano-Bressanone, Karl Golser prima, e Ivo Muser (il Vescovo attuale) poi. Non è un cacciatore ma è appassionato di etica della caccia e degli animali, argomenti di cui si occupa da diversi anni. Proprio per discutere di questa importante tematica l’avv. Giovanni Bana, Presidente onorario dell’Associazione ANUU Migratoristi, e il Presidente nazionale dott. Marco Castellani,  l’hanno incontrato a Bolzano. Partendo dal suo approccio filosofico, il sacerdote ha spiegato che “l’etica riflette il comportamento umano nei diversi campi. L’uomo ragiona sul suo agire e lo fa seguendo i principi del bene e del male”. Nel campo della caccia l’etica può essere anche vista come un aiuto che viene dato da chi si occupa di studiare e riflettere a chi agisce. Ed è importante anche per far comprendere all’esterno del mondo venatorio che i cacciatori hanno una loro etica. “Bisogna vedere gli animali – spiega Markus Moling – come esseri collegati ad un ecosistema del quale fa parte anche l’uomo. Uomo che con il suo agire può distruggere la natura ma può anche fare del bene. Per entrare nello specifico: ci sono alcune specie invasive che distruggono la fauna locale. Le lasciamo proliferare o c’è bisogno di eliminarne alcuni esemplari con la caccia? Io direi di sì perché, ad esempio, attaccano uccelli che nidificano sul terreno e, se una specie è troppo forte, è l’uomo che ha la responsabilità di controllarla. C’è anche una visione cristiana dell’uomo come gestore del creato”. Seguendo questo filone di pensiero, il sacerdote ha continuato il suo discorso affermando: “Non vedo perché l’uomo non abbia il diritto di mangiare quello che la natura gli offre. Per questo io direi che è legittimo mangiare la carne, però l’animale deve sempre venire trattato in modo giusto”. Il cacciatore, poi, è anche una sentinella sul territorio e si occupa della protezione e gestione dei luoghi nei quali opera. “Se il cacciatore si impegna anche nella gestione dell’ambiente – ha specificato Moling – allora, se la specie è in abbondanza, il prelievo potrebbe essere giustificato come una sorta di risarcimento per il lavoro fatto sul territorio”. Il Presidente dell’ANUU Migratoristi, dott. Marco Castellani, ha portato alcuni importanti esempi: “Come Associazione investiamo moltissimo sulla gestione del territorio. Lo scopo è quello, insieme ai rappresentanti del mondo agricolo, di creare le condizioni ambientali migliori per favorire la presenza non solo della fauna cacciabile, ma anche di quella protetta, per la biodiversità. Certo ci sarebbe bisogno anche di un salto di qualità del mondo agricolo: i proprietari dei terreni dovrebbero dotare i moderni mezzi di sfalcio di barre di involo per favorire l’allontanamento dell’animale, non arare subito la stoppia per lasciare un ambiente adatto a determinati selvatici, mettere l’acqua per creare ambienti umidi. Tutto questo lo facciamo, ma si potrebbe fare di più: serve anche il consenso dei proprietari dei fondi e un aiuto istituzionale. Per questo spingiamo anche per fare in modo che ci sia una politica comunitaria più incisiva su questi aspetti”. Continuando a parlare di etica della caccia, poi, il professor Moling ha approfondito il comportamento interno al mondo venatorio: “È anche importante il modo in cui ci si comporta quando si sta cacciando e come si interagisce con la natura. Gli animali fanno parte del creato di Dio e hanno bisogno del nostro rispetto”. “Se parliamo dell’azione nel campo della caccia – ha continuato il presidente ANUU – per me non basta il rispetto della legge ma servono dei comportamenti che rispettino gli animali, l’ambiente e le tradizioni di caccia”. Paragonando il mondo della caccia a quello degli ambientalisti, invece, l’avv. Bana ha affermato: “Entrambi amiamo il paesaggio, la biodiversità, la ruralità. Poi arriviamo al punto di divisione: lo sparo che, però, conclude un lungo percorso di impegno sul territorio. Gli argomenti che ha approfondito il professor Moling fanno capire che anche nel mondo della caccia è importante l’etica”. (Alessio Malvone)

CHASSEURS DU SUD
(18/07/2019)


Nasce la piattaforma Chasseurs du Sud che sostituisce la vecchia, mitica sigla della FACE Med, dopo che per ben quattro anni i vertici della nostra organizzazione centrale di Bruxelles e i suoi dirigenti, preposti alla politica venatoria del Mediterraneo, non avevano garantito un assiduo presidio sui problemi di questa grande area. I Presidenti delle organizzazioni venatorie dei Paesi del sud dell’Europa, dall’Italia alla Grecia, a Cipro, a Malta, alla Francia e alla Spagna, fino al Portogallo, Paesi così ricchi di tradizioni, di cultura e di una particolare etica venatoria, sono consapevoli di come la fruizione delle risorse rinnovabili debba essere salvaguardata e considerata preminente nel rispetto delle normative comunitarie (non astrattamente imposte, ma fondate sul consenso generale) sulla biodiversità, anche nel campo della ruralità e di inconfutabili basi scientifiche che si riaffermano nella grande organizzazione dell’OMPO (Uccelli Migratori del Paleartico Occidentale).

Tutto ciò è stato ben spiegato dal Presidente dei cacciatori francesi, Willy Schraen, che, unitamente al Presidente dell’AECT (Associazione Europea Cacce Tradizionali), Giovanni Bana, nel volgere di pochi mesi, ritenendo non più sostenibile continuare in una situazione di disattenzione ai problemi del sud dell’Europa, hanno condotto in porto la deliberazione. In rappresentanza di quasi 3 milioni di cacciatori si è, infatti, deciso di mettere in atto tale piattaforma, per sviluppare tre pilastri di lavoro: politica, giuridica e scientifica. Il tutto, ovviamente, in armonia e collaborazione con la FACE e nell’interesse di tutte le forme di caccia in Europa, perché la storia di ogni Paese possa essere sviluppata con i nostri più che validi e solidi dossier davanti alle istituzioni di Bruxelles. Sarà un tavolo di lavoro permanente con sede a Parigi e con la più ferma collaborazione di persone competenti e motivate, tramite le loro organizzazioni nazionali componenti la FACE. In bocca al lupo a tutti per la difesa delle tradizioni locali di ogni Stato membro dell’Europa.
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