Terminata la manifestazione di Caccia in cucina, iniziativa nata grazie alla lungimiranza di alcuni dirigenti dell’ANUU, con la finalità di sviluppare molteplici iniziative e collaborazioni con le realtà del territorio e settoriali allo scopo di diffondere alla collettività il valore della filiera alimentare di selvaggina e il suo aspetto sostenibile di economia circolare verso l’ambiente di un territorio. Celebrata la XXI edizione, come da consuetudine presso il ristorante Aquila d’Oro di Ospitaletto, che ha visto la valorizzazione di carni la cui naturalità nasce direttamente dal territorio e che sono legate alle tradizioni locali, consentendo di sperimentare valori nutrizionali in linea anche con la nostra filiera mediterranea, per una cucina sana e buona. Gli animali selvatici non sono soggetti a trattamenti farmacologici e rispetto agli animali allevati vivono costantemente in movimento e ciò fa sì che le loro carni siano povere di grassi, circa 1-3%, i quali sono oltretutto di elevato valore in quanto sono ben rappresentati gli acidi grassi Omega-3, notoriamente antinfiammatori. La carne di selvaggina è inoltre un’ottima fonte di proteine, vitamine e minerali come ferro e zinco. Queste carni, se trattate correttamente, rappresentano un’ottima risorsa sia dal punto di vista gastronomico che nutrizionale. Ne vanno preservate le preziose caratteristiche, esaltandone i sapori peculiari, attraverso la creazione di piatti innovativi evitando, quando possibile, lunghe e “aggressive” cotture, ma utilizzando cotture lente che esaltano questi sapori e ne evidenziano tutte le caratteristiche. Le tappe di avvicinamento alla giornata conclusiva hanno visto l’adesione di molteplici ristoratori, tra i quali per il Bresciano sono da segnalare il ristorante Costa a Lumezzane, con la convivialità dello spiedo e il ristorante Il Cervo a Serle, con i piatti a base di ungulati. Rimane scontato sottolineare come il clima di convivialità, ancora una volta, è stato l’elemento di base e di collegamento con cui l’edizione si è svolta, confermando una volta di più che questa faccia della caccia, assume sempre maggior importanza nella società e nel quadro enogastronomico contemporanei. Presenti l’on. Francesco Bruzzone, l’euro deputato Pietro Fiocchi e i consiglieri regionali Miriam Cominelli, Carlo Bravo, Floriano Massardi e Daniele Mannatrizio a dimostrare come l’iniziativa, ma soprattutto la valorizzazione delle culture territoriali, sia di importanza fondamentale. L’intervento finale del presidente nazionale Marco Castellani ha rimarcato come sia fondamentale costruire un ponte di collegamento tra il mondo rurale e la cultura metropolitana per spiegare il valore dell’attività venatoria e come questa gastronomia possa costituire le fondamenta di questo rapporto. Il cammino continua nel segno del percorso tracciato, ossia quello di continuare a rafforzare la relazione tra le tradizioni gastronomiche venatorie, l’innovazione e la modernità, e il riconoscimento di una filiera alimentare che è rappresentata dalla carne di selvaggina, come patrimonio di tutti ma, soprattutto, come patrimonio unico, caratteristico e culturale dei tanti territori, così simili ma anche così differenti fra loro, ciascuno con le proprie peculiarità che rappresentano tante ricchezze da custodire e da far conoscere.